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LUNA NERA.

È un grido accorato tra mille domande che non hanno mai avuto risposte ordinate. A tratti soffocato da mille silenzi che non si sono mai fermati. Una luna un po’ strana. Vestita di buio come fosse uscita da una tana. Chiedimi perché ogni tanto guardo il cielo. Potrei anche risponderti. Potrei dirti che li vedo i miei giorni che vanno uno dietro l’altro. Come un treno che va. Potrei anche cercare di fermarlo, ma mi rendo conto che questo, in fondo non potrà mai essere possibile. Il tempo non si può fermare e non si potrà mai avere una eclissi di luna se lei è di per se
già nera.

UN GIORNO DI NOVEMBRE.

E’ difficile non pensare a quel che accade oggi. La mia mamma tutta bianca e il mio papà in nero. Sono ceri sull’altare, mentre i cuori non rallentano. Io sono contenta, li ho visti ormai sposati e i loro cuori dai battiti silenti non lasciano intravedere la forte emozione che pian-piano sale su. E’ difficile immaginare un futuro tutta sola. Loro sono i miei, lei tutta bella, come una sposa è la mia mamma. Lui, così brillante, insegue la pancetta, per me è un supereroe, il mio buon papà. E poi ci sono loro, i miei nonni. Come fari, per me che sono piccola m’insegnano a sorridere. Mi sa che il 19 è un giorno molto speciale. Lei è una sposa, somiglia alla mia mamma
e accanto c’è nel nero, l’ombra di papà.

MEDITAZIONE INTENSA.

Le lunghe attese, chiare come sono le lancette del tempo. I volti a tratti consumati parlano dei venti inarrestabili che hanno strappato gli abiti, petali delle stagioni e delle incongruenze che hanno fissato nudi ogni attimo, senza mai girarsi accanto. Forse poteva essere diverso, ma ciò che resta è sempre meno
di tutto ciò che si è perso.

MAGGIO...ancora Maggio.

Maggio, permettimi di dire maggio Allora c’era il vento Che accarezzava la pelle Ora ci sono rughe, Tante rughe che Non lasciano fughe. I momenti Costretti al cambiamento Sicuramente resta il cuore Con le sue pareti stagne Non si è mai fatto sminuire Lui la pelle la vede sempre quella Non lasciava mai dormire Se non prima la sfiorava Dormi amore mio Ricordati del tempo Il tempo che verrá Sará sempre maggio. Permettimi di dire
Che bello è ancora maggio.

AD UN FIGLIO MAI NATO.

E’ passato tanto tempo da quando non ti parlo. Nei primi anni di matrimonio con la tua mamma,sai quante volte ti ho parlato nella mia mente? Ora a distanza di tanti anni, non ricordo quasi più il nome che avevo scelto per te. Sai tante volte tornando dal lavoro ho immaginato che tu apparissi ogni qualvolta che aprivo la porta della nostra casa. Quante volte salendo le scale, in quei giorni di speranza, mi è parso di sentire la tua voce: “ ciao papà “. Anche questo mio scritto è dedicato a te. Quante notti ho sperato che le tue braccia si aggrappassero alle mie gambe, come io facevo da piccolo con il tuo nonno Michele. Ora a distanza di tanti eventi lunghissimi, posso finalmente dirti come ti avrei chiamato.
Per tanti anni col vento che mi sbatteva in faccia, tra le fogli cadenti d’autunno, tra le nevi candide d’inverno, tra il caldo dei raggi del sole e tra il fiorire di ogni primavera, ho sperato in ognuno di questi momenti di chiamarti con il tuo nome “ Michele “, come mio padre. Com…