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Visualizzazione dei post da Aprile, 2014

SCORIE.

Non so se in certi momenti è meglio maledire o pregare, prima di andare via con le ultime luci dell'aurora. Lasciando a terra silenzio. Ci sono modi difficili da accettare come le rabbie di quel tanto che ci appare fin sotto il muro di cinta delle nostre possibilità. Bisognerebbe rubare il tempo a chi ne ha tanto e darlo a chi ne ha poco e niente. Bisognerebbe rubare il troppo e darlo a chi non ne ha mai avuto tanto.
Bisognerebbe pregare o maledire l'arrivo di certi momenti.

SE.

Se il cielo dovesse essere sempre più buio. Se il sole non dovesse mai più scaldare. Se il mare si dimenticasse di sfiorare. Se il vento decidesse di più non parlare. Potrei anche voltarmi, non troverei nessuno. Potrei anche decidere di non nascere più. Potrei anche illudermi di poter vivere.
Potrei anche immaginare di non essere solo. Se tutto questo potesse accadere, forse mi accorgerei di non essere mai esistito. Forse mi accorgerei di aver pianto e riso inutilmente. Forse sarei tentato a dire: " SE?"
soltanto " SE? ".

CI PENSO.

Mi sento come la fine dell'inverno quando il freddo si mescola col tiepido inizio della primavera. Mi sento come un immagine diversa riflessa di uno specchio del tempo. Mi sento come la fine di un inferno quando la vita e la morte si mescolano s'intrecciano come anelli di una catena che non potrà mai dividersi. Mi sento come la forza di un vento che spinge. come pagine di un libro che sa solo raccontare di come sia bella l'aurora. Quella che da sola mi dice: " Ci penso "
Sarai per me...Sarai nonno soltanto per me.

CONSAPEVOLEZZA.

Quando si entra nei pensieri a piedi scalzi con le luci soffuse dei momenti. Sentirsi capace di gestire le emozioni, gli eccessi e le soddisfazioni. Dirsi a bassa voce: “ Io sono io “. Parole dense che mescolano le inquietudini e le follie vulcaniche con le ferite e con tutto quello che ci fa stare bene. Sono le energie che ti entrano dentro e non se ne vanno più. Sono le stagioni delle scelte e il tempo che verrà sarà il più probabile. Solo lo spazio a disposizione
sarà un po’ di meno.

AMORI ANDATI.

Nel ricordo scippato al tempo ho rivisto un amore,
che ha dentro di sé un esito quasi fatale...inutile.
Quello di essere una follia.
Quella che non ti fa capire.
Quella che ti fa urlare: " ti Amo ".
Quella che ti lascia dire: " Solo Quello ".
Inerpicata ad un "si", si raccorda con le rocce dell'età.
Quando poi tutti sembrano scontenti di tutto,
ha fatto quello che voleva fare...andare via.
Quando si invecchia, restano soltanto i sogni,
quelli che che ti fanno vedere...Nulla di nulla.
Mentre i nostri pensieri sono strumenti a corde
se parlano del tanto vissuto
o grandi Gong se urlano di amori ormai andati.

SOLLIEVO.

Sollievo

Destarsi al mattino e dire: che bello sono vivo. Destarsi tutte le mattine e dire: che bello sono ancora vivo. Tirare un sospiro e sentirsi sollevati. Ascoltare il canto degli uccelli. Il canto del cigno, quello dolce e melodioso, che la leggenda dice fa il cigno morente. Destarsi al mattino e accorgersi di non essere soli. Destarsi tutte le mattine e scoprire di non essere mai soli. Manifestare con parole, pensieri e sentimenti. Tirare ancora un respiro e sentirsi sollevati. C’è sempre qualcuno che ti ascolta. Destarsi al mattino e sentirsi sollevati. C’è ancora qualcuno che ti sorride. Che sollievo destarsi al mattino E accorgersi di non essere mai soli. Che sollievo destarsi ogni mattino.

LA VOGLIA INFINITA.

Seduto in un angolo.....una coperta addosso,
guardo avanti e non vedo.
Là dov'era una casa si erge soltanto un ricordo.
Fra quei cumuli arrabbiati....si ode soltanto la morte.
Mi sale la voglia di farla finita.
Ma poi mi giro di là.....seduto in un angolo
c'è un'altra coperta.....anche lei guarda avanti e non vede.
Ricorda che lì c'era una casa.
Fra quei ruderi affranti si ode soltanto la vita.
Allungo la mano...mi sale la voglia di farla infinita.

COME TE.

Non ho mai amato gli addii
Non ho mai cercato di dimenticare
Ho raccontato dei miei umori
Ho cercato di guardare oltre gli orizzonti
Ho sperato di essere come te:
Un pensiero, un bambino, un uomo
un desiderio, una meta.
Ho indossato l'abito dei sogni,
l'ho mutato di sconfitte e vergogne.
Denudato di illusioni e di viltà.
Ho parlato, tante volte,
senza essere ascoltato.
Ho soffiato controvento,
qualche volta ho spintonato.
Altre volte ho allungato la mia mano.
Quando poi ho amato, ho pianto
solo quando l'altro è mancato.
Non ho mai odiato chi ha mollato.
Ho respirato ogni alito di mutamento,
quando poi lei è tornata,
ho capito di essere un firmamento
fatto solo di luci e silenzi.
Ho tenuto stretto-stretto
tutto quello che come te
sono stato.