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NON SEMPRE L'AUTUNNO CAMBIA.

Solo per vederti sorridere
ho tracciato il tempo dei pensieri
con il vento placido delle parole.
Ho spiegato al cuore
che i timori sono vetri rotti
che pungono
per vedermi piangere.
Ho spalmato il senso
al passo svelto che ti ha portata via.
Ho interrotto il flusso dei ricordi
e asciugato lacrime
che si ripetono como rime.
Ho atteso il verde dei ritorni
e ho lasciato al vento
laforza di girare pagine.
Non ho preteso niente
se non la fine dei lamenti.
Ho lasciato a te, in ogni tempo
la voglia del sorridere.

SESSANTATRE VOLTE

Sessantatre volte con le braccia al cielo saranno servite a qualcosa! Le paure sconosciute sono ormai svanite. Le parole immaginate sono spesso ritornate. I pensieri? Quelli … non ti hanno mai lasciato: Sono quelli della vita … come un ritornello, hanno dormito sempre accanto. Le mani sulla pelle, come un brivido infinito. Le mani sulla spalla, hanno spinto sempre avanti. Le mani che hai stretto, in cambio di serenità. Quelle, poi, date forti sulle guance Spesso avvilite, hanno lasciato umiltà. Sono rimaste solo quelle che da lontano dolcemente via col vento … ok … grazie.

GUARDANDO IN ALTO---Costantino Posa

Noi che pensavamo di essere giganti
lo guardavamo distante.
Noi che eravamo un pò come i santi
lo giudicavamo fuori dall'istante.
Noi che del momento
ci preoccupavamo dell'apparenza.
Noi che preghevamo in tanti
lo facevamo all'occorrenza.
Noi che ridevamo del suo ultimo tremare
ora che anche lui è tra gli altri
ricordiamo la sua mano tesa
e quei suoi baci sulla fronte resa.
Solo ora immaginiamo di aver agito
in modo diverso.
Solo ora in ginocchio e persi
speriamo ancora un suo sorriso dall'universo.

IO e LUI.

Fu così che divenni l'ombra di me stesso.
Volevo seguirmi.....Volevo scoprire
perchè ogni tanto restavo lì in disparte.
Volevo capire perchè
tacevano quelle mie parole
fatte sempre di preziose speranze.
Volevo capire il perchè del mio silenzio.
Ma lui...sorride, compiaciuto,
mi prende per mano e dice:
Non essere triste, sarai sempre con me.
Eravamo solo Io e Lui, sulla panca dell'addio
in attesa che lei ritorni.

CARNEFICI.

Dietro di noi il buio delle ombre.
Alcune compatte e ben visibili.
Altre sfuocate, allungate.
Tante volte macchiate di rosso
e filo spinato.

Anche la sabbia e la polvere
vorrebbero non contenerle.
Tante volte
si allontano da sole.
Temono i riflessi
e le immagini specchiate.
A volte irridenti
e dai movimenti indecenti.
Evitano il confronto
e parlano del buio che non esiste.
Non si rendono conto
che con il tempo
diventeranno
boia di se stesse.

LACRIME D'INCHIOSTRO.

Ci metterò un giorno
o un anno
o una vita intera
per lasciare una impronta vera.
Non avrò paura
ad attraversare strade buie.
Lascerò un ritratto autentico
di come gli uomini soffrono
sperano, gioiscono
e spesso fuggono.
Di come vivono il disagio
che tante volte spinge a mollare
e di quanti passi fanno
per ritrovarsi
e di quante parole tacciono
e di quante ne urlano
per ritrovarsi almeno in due.
E se è vero che nel tempo
tutto torna,
scriverò ancora
usando lacrime d'inchiostro
per non lasciare nulla al vento
che passa e non ritorna.

A VOLTE VORREI.

A volte penso alle cose che mi sono state tolte.
A volte, quando neanche il silenzio mi parla,
non resto mai da solo. Mi parlo...mi dico: Sai,
a volte vorrei scendere  ad un compromesso  col l'andar del tempo.
Vorrei chiedergli: Perché non ti fermi?
Perché ogni tanto non fai come il mio..PC,
tante pagine da salvare.
Perché solo un cestino per cancellare.
A volte vorrei che l'andar del tempo,
fosse ogni tanto possibile riprogrammare.
Vorrei che la rotta seguita
fosse  come le orbite dei pianeti,
che corrono via, ma poi ritornano
o come la luna che ogni tanto scompare,
ma è sempre lì, poi riappare.

IDI DI SEMPRE.

Si sente come uno che sa essere padrone
della propria incapacità.
I pensieri sostituiti da una misera sbarra di ferro.
Un uomo senza cuore
che non potrà mai morire di mal di cuore.
Le lunghe corse di un tempo
ora sono più chiare,
tu sai cosa vuoi per ottenere
un posto al centro dell'inferno.
Ci sarà sempre una voce
a ricordarti sempre
della tua inutile meschinità
e poi si sa, chi mal ferisce di mal perisce.

EQUILIBRIO PERFETTO.

Farò del tuo tormento un leggero manto di malinconia. Farò dei tuoi silenzi uno scrigno, l'angolo del mio riposo. Farò del tuo passo lento il senso unico dalla parte giusta. Farò del tuo viso un brandello di paradiso. Farò del tuo sorriso una luce nell'universo. Farò del tuo sguardo il linguaggio delle cose mute ed infine mi poserei sulla tua pelle nuda ad origliare il battito del pensiero e registrare il sapore poetico dei tuoi versi. Farò di te l'alba del mio momento senza nessun pianto di malinconia.

L'INTIMITA'.

L'intimità comunica sensazioni.
Il merito è della luna...della penombra.
Fu così che venne il momento di dire: " Ti Amo".
e poi ancora "Ti Amo"...sempre più forte.
Poi l'incuria, con cautela, come se volesse negare il chi era,
si trincerò dietro a un " Non è più tempo ".
Oltre la spessa coltre di un ripetersi:
"Le cose cambieranno", offrendosi alle sberle
di un arcigno alternarsi  di un attimo con un altro attimo,
quasi un intreccio di un ieri con un domani
e poi ancora un'altra luna.
Il merito è della penombra
che non ti lascia più vedere.

UN SOL PENSIERO…(13/03/2011)

In un luogo segreto del non posso dimenticare, fantasmi maltrattati di emozioni forti che non vogliono scappar via, pendolari di sensazioni difficilmente tenuti fermi da catene di un tempo andato. Inquietanti fantasmi di un non voler cancellare vengono sottratti all'oblio di stagioni che si sorpassano, si cancellano, si giustificano con un " non posso farci niente ". Emerge un urlo lacerante di un sol pensiero: " Io ho amato " mi son piegato, allontanato, ma non mi sono mai ingolfato. Folgorato, maledetto, non son cambiato. Tormentato di onde di vento, non mi sono rassegnato. Ho ascoltato, nel silenzio, anche quando mi sono sfragellato, se non mi ha mai amato e poi ho aspettato, anche quando
non è più tornato.

SCORIE.

Non so se in certi momenti è meglio maledire o pregare, prima di andare via con le ultime luci dell'aurora. Lasciando a terra silenzio. Ci sono modi difficili da accettare come le rabbie di quel tanto che ci appare fin sotto il muro di cinta delle nostre possibilità. Bisognerebbe rubare il tempo a chi ne ha tanto e darlo a chi ne ha poco e niente. Bisognerebbe rubare il troppo e darlo a chi non ne ha mai avuto tanto.
Bisognerebbe pregare o maledire l'arrivo di certi momenti.

SE.

Se il cielo dovesse essere sempre più buio. Se il sole non dovesse mai più scaldare. Se il mare si dimenticasse di sfiorare. Se il vento decidesse di più non parlare. Potrei anche voltarmi, non troverei nessuno. Potrei anche decidere di non nascere più. Potrei anche illudermi di poter vivere.
Potrei anche immaginare di non essere solo. Se tutto questo potesse accadere, forse mi accorgerei di non essere mai esistito. Forse mi accorgerei di aver pianto e riso inutilmente. Forse sarei tentato a dire: " SE?"
soltanto " SE? ".

CI PENSO.

Mi sento come la fine dell'inverno quando il freddo si mescola col tiepido inizio della primavera. Mi sento come un immagine diversa riflessa di uno specchio del tempo. Mi sento come la fine di un inferno quando la vita e la morte si mescolano s'intrecciano come anelli di una catena che non potrà mai dividersi. Mi sento come la forza di un vento che spinge. come pagine di un libro che sa solo raccontare di come sia bella l'aurora. Quella che da sola mi dice: " Ci penso "
Sarai per me...Sarai nonno soltanto per me.

CONSAPEVOLEZZA.

Quando si entra nei pensieri a piedi scalzi con le luci soffuse dei momenti. Sentirsi capace di gestire le emozioni, gli eccessi e le soddisfazioni. Dirsi a bassa voce: “ Io sono io “. Parole dense che mescolano le inquietudini e le follie vulcaniche con le ferite e con tutto quello che ci fa stare bene. Sono le energie che ti entrano dentro e non se ne vanno più. Sono le stagioni delle scelte e il tempo che verrà sarà il più probabile. Solo lo spazio a disposizione
sarà un po’ di meno.

AMORI ANDATI.

Nel ricordo scippato al tempo ho rivisto un amore,
che ha dentro di sé un esito quasi fatale...inutile.
Quello di essere una follia.
Quella che non ti fa capire.
Quella che ti fa urlare: " ti Amo ".
Quella che ti lascia dire: " Solo Quello ".
Inerpicata ad un "si", si raccorda con le rocce dell'età.
Quando poi tutti sembrano scontenti di tutto,
ha fatto quello che voleva fare...andare via.
Quando si invecchia, restano soltanto i sogni,
quelli che che ti fanno vedere...Nulla di nulla.
Mentre i nostri pensieri sono strumenti a corde
se parlano del tanto vissuto
o grandi Gong se urlano di amori ormai andati.

SOLLIEVO.

Sollievo

Destarsi al mattino e dire: che bello sono vivo. Destarsi tutte le mattine e dire: che bello sono ancora vivo. Tirare un sospiro e sentirsi sollevati. Ascoltare il canto degli uccelli. Il canto del cigno, quello dolce e melodioso, che la leggenda dice fa il cigno morente. Destarsi al mattino e accorgersi di non essere soli. Destarsi tutte le mattine e scoprire di non essere mai soli. Manifestare con parole, pensieri e sentimenti. Tirare ancora un respiro e sentirsi sollevati. C’è sempre qualcuno che ti ascolta. Destarsi al mattino e sentirsi sollevati. C’è ancora qualcuno che ti sorride. Che sollievo destarsi al mattino E accorgersi di non essere mai soli. Che sollievo destarsi ogni mattino.

LA VOGLIA INFINITA.

Seduto in un angolo.....una coperta addosso,
guardo avanti e non vedo.
Là dov'era una casa si erge soltanto un ricordo.
Fra quei cumuli arrabbiati....si ode soltanto la morte.
Mi sale la voglia di farla finita.
Ma poi mi giro di là.....seduto in un angolo
c'è un'altra coperta.....anche lei guarda avanti e non vede.
Ricorda che lì c'era una casa.
Fra quei ruderi affranti si ode soltanto la vita.
Allungo la mano...mi sale la voglia di farla infinita.

COME TE.

Non ho mai amato gli addii
Non ho mai cercato di dimenticare
Ho raccontato dei miei umori
Ho cercato di guardare oltre gli orizzonti
Ho sperato di essere come te:
Un pensiero, un bambino, un uomo
un desiderio, una meta.
Ho indossato l'abito dei sogni,
l'ho mutato di sconfitte e vergogne.
Denudato di illusioni e di viltà.
Ho parlato, tante volte,
senza essere ascoltato.
Ho soffiato controvento,
qualche volta ho spintonato.
Altre volte ho allungato la mia mano.
Quando poi ho amato, ho pianto
solo quando l'altro è mancato.
Non ho mai odiato chi ha mollato.
Ho respirato ogni alito di mutamento,
quando poi lei è tornata,
ho capito di essere un firmamento
fatto solo di luci e silenzi.
Ho tenuto stretto-stretto
tutto quello che come te
sono stato.

L'INVERNO SI TINGE D'AURORA.

La pioggia era solo un mezzo per non sentirsi aridi.
Mentre i semafori dai colori ribaltati non si spengono mai.
Ci rimane la sete rabbiosa e le forbici
per tagliare tutto quello che non ci sta bene;
come le cose mai fatte.
Mi prendo la stanchezza, quella data dal tempo.
Un pugno al silenzio, quello che non ha mai detto nulla.
Cerco il tintinnio della pioggia in una luce d'inverno.
Sono le lacrime di gioia per la piccola aurora.

LE ASPRE BUGIE...Costantino Posa

Bugie aspre come gli agrumi, percorrono mari di incertezze. Lasciando tracce tra gli atolli di verità. Pensavo di conoscerla. Pensavo di essere diventato il custode dei suoi timori. Pensavo di credere di essere anche per lei come una lucina sempre accesa. Come un faro che indicasse sempre la via giusta. Ma non è così, per chi come lei fa della propria vita soltanto un gioco. Rinunciando ad emozioni e sensazioni
solo per il gusto del divertirsi.

ANTOLOGIA POETICA di Costantino Posa...anno 2014

MOMENTI DIVERSI.

Ci sono parole che sfuggono ... Si smarriscono.
Costruendo una rete di pensieri
dalla quale non si riesce più a venirne fuori.
Tante volte ci si sente come foglie alla fine dell'autunno.
Come se una parte di noi
si stacca da noi stessi per seguire il vento.
Come un pensiero sospeso nell'aria.
Lasciando solo alla pioggia
il gusto di scendere piano.
E' come prendersi a randellate
come fossimo bestie che rantolano.
Mentre l'asfalto che raccoglie
le nostre lacrime, si limita a dire:
Non posso farci niente, tutto è possibile.

AURORA.

Quel passaggio tra la notte e il giorno è una vita che chiede e aspetta. Come l'aurora spensierata e ride: "Voglio vedere il mattino" Voglio vedere il volto della mamma dopo aver ascoltato il suo cuore. Voglio ascoltare la voce di un papà. Ho immaginato il giorno e il buio se il buio dovesse continuare ad essere buio! e se per nascere per forza voglio essere aurora
una vita che precede il sorgere di un sole.

SOSPESI.

Arrivò il tempo di guardarsi attorno e chiedersi come eliminare quei pensieri fissi. Quelli che troppe volte mi tolsero il respiro.
Sono i giorni grigi al veleno. Sono le voci che scompaiono in un baleno e i suoni, come lamenti e un cielo senza arcobaleno. Tante cose che all' improvviso vengono meno e chiedersi perché? Non siamo sempre dalla parte giusta e dopo aver osservato la pioggia attendere il sereno con gli occhi assopiti dalla stanchezza sorridendo alla vita con dignità e coraggio. Poiché di noi resterà solo quello che la mente e il cuore non smetteranno mai di ardere. Fino a quando arrivò il tempo di non voltarsi mai a chiedersi il perché di quei pensieri fissi.

RESPIRO INTENSO.

Troppi pensieri ... mentre io vorrei sentire la tua pelle scivolare sulla mia per poi fermarsi lì dove l’alito sa origliare ogni tuo inutile dubbio. Solo tu sai tenere pietre tra le mani come fossero petali leggeri. Solo tu sai vedere oltre l’opacità di un tempo offuscato dal tempo che passa. Solo tu sai soffiare controvento. Solo tu sai disegnare parole come fossero fiori. Solo tu sai fare dei miei pensieri un guanciale dove appoggiare il tuo cuore e le tue mani e i tuoi baci come fossero erbe al vento placido del mio respiro.

UN PO’ DI SILENZIO.

Tu e una parte di te A volte si parlano Cercando di accettare Che le mancanze non si sentono Seguendo spesso linee curve Che a volte s’incrociano, si sorpassano  e a volte si allontanano definitivamente. Mentre il tempo spietato Rimuove ogni cosa. Perché mai risalire Un tragitto tumultuoso Dell’insoddisfazione. Non recede dal respirare Il suono aspro del silenzio. Ma lui niente
Continua a stare zitto.

COSA SARA’.

Sarà il tempo che ti costringe a guardare avanti. Sarà la voglia che non ti molla mai rubando alle stagioni un pò di prima. Sarà il cuore che non sa fermarsi vezzeggiato dai battiti di chi ti sta a fianco. Saranno le virtù che non hanno memoria. Sarà il domani con la valigia in mano. Saranno le voci che non hanno sdegno. Saranno le coincidenze che non si dimettono mai e gli strappi che non si sfilano più. Saranno le sentenze che cancelleranno gli ordini dei sensi e le indegne che illumineranno e gli altrui ricicli resteranno avanzi di ciò che era avanti. Saranno le lune che si sorpasseranno e le confusioni senza possibilità. Le riflessioni su ciò che accadrà. Saranno i messaggi che s'inventeranno i passi e i flussi che ti travolgeranno. Saranno i dubbi che si chiederanno perché si parla molto della perdita del vanto. Chiuderanno i toni un pò pacati che accetteranno ormai
che tutto è stato dimenticato.

FUORI...LEGGE.

Mi piacerebbe cambiare verso
Ma questo non e' possibile
Io continuo ad essere uomo.
Non potro' mai essere diverso....

Non potro' mai essere
Come la belva senza pensiero
Che ha bruciato il suo essere uomo.
Infamia di una vita sciupata.
Come non pensare alla vita
Quando e' la morte
Che si veste di vergogne.

ROSE DEL DESERTO.

Ho visto come le lacrime lasciano il segno
come la brina dei campi sudati.
Ho immaginato la mia follia
come una foglia al vento, non sa fermarsi
e se ho avuto tanti pensieri, uno solo è un viso.
Mi resterà soltanto quello
quando da solo avrò il buio.
Nemmeno il fiato per urlare e la pelle a sfiorare
come la vita andata nei campi minati:
lasciano il segno.
Mi mancheranno i silenzi
e gli sguardi a fianco
come rose del deserto
prima che si levi il vento.

CICLI VITALI.

Ritorneranno i giorni, come le comete luminose e ridenti.
Riporteranno il vento tra i capelli e denti.


Porteranno via sensi di colpa e impedimenti.
Lasceranno i versi magici dei tanti sentimenti.

DA SEMPRE ASPETTA IL SOLE.

Ho calpestato la terra di un altro uomo.
Questo non mi è bastato.
Ho rubato per sentirmi un dritto,
ma non mi è bastato.
Ho violentato per sentirmi un Dio,
ma non mi ha appagato.
Mi son girato per non sentirmi un verme
come quell'essere sui gradini di una chiesa.
Ho negato per essere furbo,
ma le verità emergono più veloci di un turbo.
Ho taciuto e riso tanto
per somigliare ad una divinità,
ma l'aureola mancata
mi ha lasciato nell'umiltà
di un 'aurora che da sempre aspetta
che si alzi il sole.

LASSU' VERSO IL CIELO.

Sentirò il vento accarezzarmi il viso
e le voci che torneranno indietro.
Saranno gli echi di chi mi ha reso felice.
Mi mancherà la pelle bagnata dal tempo.
Mi resterà del cuore il battito che ha dettato i passi
e i pensieri che mi hanno spinto avanti.
Mi lasceranno orme di chi mi ha seguito
e le tante aurore di chi mi ha sorriso.