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Visualizzazione dei post da Novembre, 2013

BENTORNATO.

Bentornato piccolo poeta
pensavi di scappar via?
Non si può volare controvento.
Non si può cancellare quel che sento.
Le parole....vanno e vengono
Ma il cuore resta.
Il cuore non batte mai inutilmente.
Il cuore batte
ogni lettera del tuo sentimento.
Il cuore piange
ogni tuo pentimento.
Poi alla fine ride
se lei, nonostante tutto
ti sorride.

FOLATE DI VENTO.

Sono le parole del vento non si possono trattenere. Se pur invisibile porta il profumo del mare dei fiori e del tempo. Tra le sue vie c'è solo una luce: Quella dei ricordi che se pur silenziosa sa farsi ascoltare. La sua voce a tratti impetuosa sa farsi inseguire e ogni tanto lascia dei doni. Qui dove soffia il mio vento scandito da versi arrabbiati sono urla tra la vita e la morte. La prima mi accompagna, l'altra mi segue. Mentre queste folate che sento sono spie di vento
che non si accontenta.

COMPLICITA’.

Poco importa dove iniziano
o finiscono le nostre diversità
creano un insieme unico
coperto da un manto di edera e muschio
che non lasciano andare
confabulano sensazioni ed emozioni
per loro natura insolite.
Sussurrano parole che non portano scompiglio.
Suggeriscono l'intimità di un patto
mentre noi lasciamo fare
ci lasciamo trattenere
colmando i silenzi di pensieri e complicità.

BUFERA. – Costantino Posa

Ancora un tuo brivido come un onda mi attraversa. Ed è come se il tempo non fosse mai arrivato ad esplicare un urlo crescente che non distrae. Sfiora e dipinge note sulla pelle che ansima e s’agita al sol sfiorarsi. Mentre il mio sangue con la luce premuroso si lascia andare. Reso ancor più ardito si esalta a somigliare a tutto quello che diventa bufera. Di tutto ciò che appare negato in delirio intenso e profumo d’illecito fino a quando finiscono i gemiti segreti
senza più fonti da dissetare.

POLVERI DI SALE.

Le promesse come una casa di veli dove i pensieri vanno e vengono e le mutevoli vergogne che non sanno mai specchiarsi si rifugiano nei ma: Se potessero sentirsi. Le voglie sostituite dai desideri del farsi male si nascondono nei muri.
Ah se passasse almeno un vento dolce mi sentirei un pò più su. Fingerei d'esser cotto al di là delle parole omesse. Tornerei indietro al ieri dove i sentieri vanno altrove. Scorderei le serate grigie
per sentirne della vita il sale.

LE MIE PRIGIONI.

Sono le pareti di cemento armato che mi hanno fatto sentire meno amato e gli sguardi mai cercati, quelle note mai suonate, le parole sconosciute e le attese evitate. Quelle vie non volutee gli incroci non passati. Tante sbarre mai alzatee quei treni mai fermati. Le salite meno ripidepreferite a quelle ardite. Sono le stagioni mai vissute sostituite da quel tanto in più. E gli addii dimenticatie i segnali indicati spesse volte non seguiti come quando mi son piegato superato da quegli echi invano. Le sbarre delle scelte spesso volontariamente divelte. Quelle porte mai aperte e le pareti lìtante volte messe apposta.