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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2013

SE SI POTESSE!!

I giorni che passano senza orizzonti
aridi battiti di uomo ubriaco
di tanta meschinità.
Mani dipinte di sangue,
pagine storte che depongono morte:
Sono gli esseri umani
che non sanno usare le mani.
Perfido pensiero che cambia la sorte.
Se si potesse ritornare
per amare le ferite
che un tempo hanno fatto male.
Se si potesse riparare
quelle offese che hanno fatto
tanto male.
Se si potesse cancellare
quegli orrori che hanno sparso
solo sale.
Se si potesse riparlare
a quei silenzi che non hanno senso
e asciugare quelle lacrime
che non hanno mai lavato
quel tormento disperato
e la fuga di chi è scappato
e lo strappo di chi è mancato.
Se si potesse riformare
quel vento tiepido di primavera
e quell'ardore di una estate sola.
Se si potesse ancora amare!

MANO NELLA MANO.

Foglie leggere che cadono al suolo
a ricoprire il sangue e le lacrime
di tanti passaggi.
Poi basta un respiro e un alito di vento
a riscoprire il fondo di tanto tormento.
Sono i passi dell'uomo
che non ha capito il perché dell'amore.
Sono il segno del tempo
che se pur in fretta
lascia l'impronta di chi ha sofferto.
Foglie leggere che fanno festa
si sollevano al solo passaggio
e alle ombre incatenate di chi non và
mai da solo.
Sono gli amori che lasciano il segno
un respiro profondo ed un battito intenso
di una mano tenuta
stretta stretta
ad una mano più grande.

LACRIME.

Non arrivano mai senza un motivo.
A volte appaiano per un dolore immenso.
Altre volte scendono in silenzio
come rugiade di un nuovo momento.
Altre volte sono i ricordi
che non sanno andar via.
Altre volte sono i ritorni
come spifferi increduli rimasti sospesi
o come nodi in gola mai sciolti.
Sarà...perché son piccola
ma, le lacrime della mia mamma
sono gocce di pioggia che lavano le attese.
Sono il senso di gioia
che fortifica il sorriso del mio papà.
Le malinconie di prima che non hanno mai pianto
a volte compaiono per più di un motivo:
Lo fanno in silenzio...oggi, dopo il mio arrivo.

CHIARO PIU' DEL BIANCO.

Bianco come l'orizzonte...svanito nell'opaco cielo.
Bianco come la neve...scesa lieve come un velo.
Bianco come la pelle...nuda infuocata al gelo.
Bianco come l'opposto...al nero di quel lutto telo.
Bianco come i petali...caduti di quel fior di melo.
Bianco come i capelli...rimasti a teschio pelo.
Bianchi come si è stanchi...dopo quel bianco
di quel foglio senza parole...rimasto bianco.

LUNA OPACA.

Luna nera in un cielo terso
di quell'uomo col viso in alto.
L'universo inesistente
di quel cuore un pò perso.
Non c'è silenzio a farsi amico.
Solo passi...lenti e tanto grigio
per chi resta solo...in bigio.
Neanche un gatto appare mesto
in quel vicolo di detesto.
L'uomo solo non distingue
se è la morte o l'opposto
spera sempre se oltre il cielo
ci sia lei...la Luna vera.

UN PO ALLA DERIVA.

Nell'opaco mondo che ci circonda
non c'è certezza che ci asseconda
solo inconcepibile incertezza.
L'invecchiamento del viso che ci accompagna
rispecchia la percentualità di sopravvivenza.
Programmare in base ai sogni
può anche bastare
se a stento ci si accontenta
e la genialità di chi è ossesso
a seguire la disponibilità del possesso.
Ci sono forme di altruismo
con facce strane e mitra in mano.
L'effetto serra è una intuizione
nell'intervallo di una guerra,
è quella linea di confine
a stabilire il bianco e il nero.
per fortuna ci sono le donne
con le lacrime e la gonna corta,
mentre l'uomo che ha studiato
si è macchiato di consenso:
Io posso e arrivato
prendo tutto, mi ricompenso.
Cosa resta all'orizzonte?
di quel viso scuro e la mano in fronte
di biodegradabile resta lei
soltanto la dolce morte
tante volte col rosso in volto
sorpassata dall'omo stolto
e ancor di più dall'altro colto.