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SOLO A NATALE.

A Natale si può anche essere diversi. Si può restare in silenzio o scoppiettare come fuochi artificiali. Si può dire: "Domani faccio" o ... " Quanto ho fatto". Ci si può accontentare di essere presenti o rimpiangere chi Haimè...ormai non c'è. A Natale si può rincorrere il di più o fermarsi ad aiutare chi non ce la fa più. A me a Natale...piace ricordare. Restare anche un pò in disparte e condividere il mentre con chi c'è con chi c'era
e con chi ci sarà sempre.

E' NATALE, ma non per tutti.

QUANTI SUONI, QUANTI DONI, QUANTI CUORI ILLUMINATI. E' NATALE, MA NON PER TUTTI. E' NATALE PER CHI è BUONO. E' NATALE PER CHI HA CREDUTO. MA IL NATALE PER CHI NON C'E' O NON C'ERA, BLOCCATO DAL COLERA. E' NATALE PER CHI HA RUBATO, PER CHI HA TRADITO. E' NATALE ANCHE PER CHI HA UCCISO. MA NON PER CHI SOPRAVVISSUTO A TANTE SCOSSE E ALLA FAME, VIVE E MUORE DI COLERA. E' NATALE PER CHI HA ESAGERATO, UN PO' MENO PER CHI SI E' ACCONTENTATO. QUANTE LUCI, QUANTI TONI, QUANTE ORE ESASPERATE. E' NATALE, MA NON PER TUTTI.
NON LO E'....PER CHI HA CEDUTO.

M E L O D I A.

Prima o poiti dovrai svegliare.
Penso sia facileaprire la porta del tuo cuore.
Il tuo respiroche dormesi lascia fluire
tra le notedelle mie labbra
come una dolcemelodia
che trasformala tua assenzain essenza.
La tua anima come alitodi polo
si arroventatra le bracciadella mia mente.
Quello che di temi mancheràdomani:

Sarà soltanto l’affanno del tuo continuo cercareni,
sarà soltanto
l'affanno
del tuo continuo
cercare.

ASCOLTO.

Ascolto al mattino il silenzio. Ascolto il silenzio che mi accompagna. Il silenzio che mi parla, mi urla Ascolto le parole di chi mi ama. Ascolto l'inutilità di chi non ha capito. Nel silenzio che mi respira intorno, ascolto chi mi manca. Ascolto il vibrare di ogni "No". Riascolto il suono dei nostri "Si". Anche quando il mio cuore decide di restare in silenzio. Ascolto al mattino, la sera. La notte ascolto il mio silenzio, fatto sempre di  emozioni,
sensazioni  forti  di ogni mio silenzio.

PARETI VERDI.

La tua voce fissa sulla sabbia del mare come una sirena che ogni tanto appare. Mentre io escluso dal tempo mi ostino a cercare il sole per non dover cercare al buio delle tante notti l'unica luce di una stella che sa soltanto apparire. Quel desiderio di esserci lascerà soltanto un ronzio flebile del vento che ti ha portata via. Conoscerò la stanza dalle pareti verdi e mi convincerò che a ciascuno è dato e che ogni tanto
a ciascuno è tolto.

BENTORNATO.

Bentornato piccolo poeta
pensavi di scappar via?
Non si può volare controvento.
Non si può cancellare quel che sento.
Le parole....vanno e vengono
Ma il cuore resta.
Il cuore non batte mai inutilmente.
Il cuore batte
ogni lettera del tuo sentimento.
Il cuore piange
ogni tuo pentimento.
Poi alla fine ride
se lei, nonostante tutto
ti sorride.

FOLATE DI VENTO.

Sono le parole del vento non si possono trattenere. Se pur invisibile porta il profumo del mare dei fiori e del tempo. Tra le sue vie c'è solo una luce: Quella dei ricordi che se pur silenziosa sa farsi ascoltare. La sua voce a tratti impetuosa sa farsi inseguire e ogni tanto lascia dei doni. Qui dove soffia il mio vento scandito da versi arrabbiati sono urla tra la vita e la morte. La prima mi accompagna, l'altra mi segue. Mentre queste folate che sento sono spie di vento
che non si accontenta.

COMPLICITA’.

Poco importa dove iniziano
o finiscono le nostre diversità
creano un insieme unico
coperto da un manto di edera e muschio
che non lasciano andare
confabulano sensazioni ed emozioni
per loro natura insolite.
Sussurrano parole che non portano scompiglio.
Suggeriscono l'intimità di un patto
mentre noi lasciamo fare
ci lasciamo trattenere
colmando i silenzi di pensieri e complicità.

BUFERA. – Costantino Posa

Ancora un tuo brivido come un onda mi attraversa. Ed è come se il tempo non fosse mai arrivato ad esplicare un urlo crescente che non distrae. Sfiora e dipinge note sulla pelle che ansima e s’agita al sol sfiorarsi. Mentre il mio sangue con la luce premuroso si lascia andare. Reso ancor più ardito si esalta a somigliare a tutto quello che diventa bufera. Di tutto ciò che appare negato in delirio intenso e profumo d’illecito fino a quando finiscono i gemiti segreti
senza più fonti da dissetare.

POLVERI DI SALE.

Le promesse come una casa di veli dove i pensieri vanno e vengono e le mutevoli vergogne che non sanno mai specchiarsi si rifugiano nei ma: Se potessero sentirsi. Le voglie sostituite dai desideri del farsi male si nascondono nei muri.
Ah se passasse almeno un vento dolce mi sentirei un pò più su. Fingerei d'esser cotto al di là delle parole omesse. Tornerei indietro al ieri dove i sentieri vanno altrove. Scorderei le serate grigie
per sentirne della vita il sale.

LE MIE PRIGIONI.

Sono le pareti di cemento armato che mi hanno fatto sentire meno amato e gli sguardi mai cercati, quelle note mai suonate, le parole sconosciute e le attese evitate. Quelle vie non volutee gli incroci non passati. Tante sbarre mai alzatee quei treni mai fermati. Le salite meno ripidepreferite a quelle ardite. Sono le stagioni mai vissute sostituite da quel tanto in più. E gli addii dimenticatie i segnali indicati spesse volte non seguiti come quando mi son piegato superato da quegli echi invano. Le sbarre delle scelte spesso volontariamente divelte. Quelle porte mai aperte e le pareti lìtante volte messe apposta.

LE ALI DEL TEMPO.

Mi manca lei, con le sue mani calde. Con la sua pelle a buccia d'arancio e dei suoi fianchi che non sanno mai girarsi. Mi manca del tempo il senso unico del vento e dei petali che cadono ... la voglia del tornare. Mi manca di lei la soglia del piacere e dei brividi barattati. Mi manca di lei i sospiri infiniti sulle ali dei venti. Ah se potesse tornare con la sua pelle arancio e con le mani calde.
E' quello che di lei mi manca.

SPERATE GOCCE.

Trai silenzi prolungati
nessuno potrà mai fermare
le emozioni che il tempo concede.
Se pur diverse tra loro
ci lasciano sperimentare
i segreti che fanno piacere.
Come i desideri inviolati
e le barriere superate.
La nostra felicità ha bisogno di questo
come la sete ha bisogno di acqua.
Come la pelle ha bisogno di tatto.
A modo mio ha bisogno di pioggia
e silenzi allungati
come le attese violate e le cerniere strappate.
La nostra bestialità ha bisogno di questo.

SERATE D'AUTUNNO.

Nelle serate grigie d'autunno libererò i miei pensieri. Lascerò la pioggia bagnare le ultime parole scritte. Nessun lamento...nessun rimpianto soltanto il ritornare umido del tramonto mi porterà ad altre sere, ad altre distanze....gocce nel tempo. ad altre convinzioni. Ad altre sere d'autunno finite con un sol pensiero.

A TE MAMMA.

E' il tuo modo di stare in disparte
che mi lascia pensare.
E' il tuo sguardo a tratti assente
che mi lascia perplesso.
E' il suono delle tue parole
che non osano farsi ascoltare
che mi lasciano in silenzio.
E' il tuo modo di sorridere alla vita
se i tuoi occhi incontrano un bimbo
che mi fanno ricordare
del tuo modo di essere stata perfetta.

Questi sono i giorni
che ci riportano al tempo
senza farci sentire feriti
e se gli anni possano sembrare tanti
si possono accettare
poiché hanno visto
il tuo cuore nascondere
le lacrime e le tue mani
mai fermarsi al niente,
hanno spinto i tuoi passi in avanti
e la schiena sorreggere
il vento forte dell'imprevisto.

A MIO PADRE.

Occhi chiari di azzurro, il tuo male contrasta il cammino del tuo volere.
Mentre il pensiero annega tra i rigoli di gocce lacrimose.
Le speranze e le gioie, battute, non più certe, di ciò che il tuo cuore vede,
si dissolvono al mattino di un giorno ormai lontano
tra gli odi di campane e lamenti di un addio.
Costrinse i miei sogni a serrarsi tra nuvole di fumo confuso
e occhi rigati di pianto di chi chiede: " Perchè?"
Di chi urla: " non mandarti via ",
lasciandomi a vagar tra le ombre agitate di una mattinata di resa.
La mia vita, ogni tanto, macchiata di brogli, non esita a chiedersi:
" Chi ero io, allora, tra sogni proibiti? "
Nel nascere di un pensiero forse mi verrà in mente
di come, allora, la vita ha provato a spaventarmi
in balia di una emergenza, inseguendo un'isola che non c'è.

Brillanti riflessi.

C’è una finestrache esplora Il mio giardino. Una finestra,mai colpita dal sole. Dove spessomi affaccioa scrutare Il passaggio delle stagioni. Quella finestra,da dove tante volteho visto soltanto qualcuno andare via. Da dove spesso ho immaginatoIl futuro, mentre qualcunofuggiva proprioda quel futuro. Guizzi di vocilontane. Parole che ruotano

AURORA.

Quel passaggio tra la notte e il giorno
è una vita che chiede e aspetta.
Come l'aurora spensierata e ride:
"Voglio vedere il mattino"
Voglio vedere il volto della mamma
dopo aver ascoltato il suo cuore.
Voglio ascoltare la voce di un papà.
Ho immaginato il giorno e il buio
se il buio dovesse
continuare ad essere buio!
e se per nascere per forza
voglio essere aurora
una vita che precede
il sorgere di un sole.

MACCHIE D’INCHIOSTRO.

Le ore della notte...buie,
verso l'alba che ci aspetta:
Macchie d'inchiostro nero,
dove i miei pensieri attingono miscele
di colori scorrevoli.
Fluidi che non sporcano,
indelebili nel tempo.
Lasciano per sempre alterni
se pur lievi grafici

di battiti d'impulsi forti.
LE MIE PRIGIONI.
Sono le pareti di cemento armato
che mi hanno fatto sentire meno amato
e gli sguardi mai cercati,
quelle note mai suonate,
le parole sconosciute
e le attese evitate.
Quelle vie non volute
e gli incroci non passati.
Tante sbarre mai alzate
e quei treni mai fermati.
Le salite meno ripide
preferite a quelle ardite.
Sono le stagiono mai vissute
sostituite da quel tanto in più.
E gli addii dimenticati
e i segnali indicati
spesse volte non seguiti
come quando mi son piegato
superato da quegli echi invano.
Le sbarre delle scelte
spesso volontariamente divelte.
Quelle porte mai aperte
e le pareti lì
tante volte messe apposta.

LACRIME.

Non arrivano mai senza un motivo.
A volte appaiano per un dolore immenso.
Altre volte scendono in silenzio
come rugiade di un nuovo momento.
Altre volte sono i ricordi
che non sanno andar via.
Altre volte sono i ritorni
come spifferi increduli rimasti sospesi
o come nodi in gola mai sciolti.
Sarà...perché son piccola
ma, le lacrime della mia mamma
sono gocce di pioggia
che lavano le attese.
Sono il senso di gioia
che fortifica il sorriso
del mio papà.
Le malinconie di prima
che non hanno mai pianto
a volte compaiono
per più di un motivo:
Lo fanno in silenzio...oggi
dopo il mio arrivo.

Ti SEGUIRO'.

Accarezzerò il tuo volto
solcato di tempo e speranze.
Ti accompagnerà il vento
fatto di tutto ciò che avrei voluto dire
e se i miei pensieri si mutassero in ali
ti scorterei oltre il dolce dolore di un frangente
e non mi perderò dietro le parole di un addio.
Lascerò cadere soltanto una lacrima
per tutto quello che hai donato.
Stringerò per sempre le tue mani
per non lasciarle sole.
Aspetterò che il vento torni,
lo seguirò nel mio momento.

IMMENSAMENTE VERO.

Mi spoglierò di ogni parete: Quelle che non hanno avuto senso, si son fatte ombra e non hanno visto. Regalerò al vento le indecisioni e le manie che come foglie secche non hanno vita. Mi coprirò di cambiamenti come le stagioni. Mi bagnerò e mi asciugherò per sentirmi vivo. Inseguirò le orbite per cercare ancora quella giusta. Farò di te il tempo come luce vera nell'universo. Chiuderò gli occhi soltanto quando mi tornerà di te l'intensità del firmamento.

RICHIAMI COSTANTI.

Sono suoni che non sanno mentire.
Sono fatti di tempo e di vento
che sanno lenire.
Sono immagini riflesse
che fanno riflettere.
Sono come il sole
che sa solo scaldare
o la luna che lascia sognare.
Sono lettere stipate nel cuore.
Sono voci che sanno parlare.
Pensieri che sanno tornare.
Se ami...sono richiami
che ti lasciano gioire
e gli addii
che ti fanno capire
di essere stati importanti.

QUEL ROSEO DESIDERIO.

Fu una notte breve e agitata, quella che mi portò a cercarti. Quella che andò oltre i contorni e gli orizzonti smisero di apparire rosei. Fu un altra notte lieve, quella che risvegliò l'aurora amata e lieve. Quella che mi ricordò di trovarti e quei tanti pensieri accusati di essere incapaci di pensare o di dimenticare. Fu un altra notte breve e incantata. Quella che ti lasciò tra le mie braccia e gli orizzonti smisero di non apparire più senza colori e quei desideri accusati di essere indesiderati risero di tante notti brevi
all'apparir dei tuoi sguardi rosei.

DOLCE FOLLIA.

Quindici anni mi sento mancare il fiato
Brulicanti ricordi
di un ventoche fu.
Tra le foschiedi un tempod'aprile,
un filodi dolcefolliami lega
e non si scioglie
a tuttoquel core
che mi èmancato.

Le OMBRE.

Le ombre ci seguono, ci girono intorno, Vorrebbero afferrarci, prendono forma. Ci inseguono col fiato in gola, non parlano, non ridono, non piangono, si piegano soltanto quando noi siamo stanchi. Riposano quando è il buio che fa festa. Qualche volta si vergognano di noi, ma non ci abbandonano, vanno via solo, quando siamo noi a dover partire.

SOLTANTO UN UOMO.

Eppure meritavo di più. Meritavo le voci anche quelle assordanti che ti aiutano a restare svegli. Meritavo l'incitamento e lo schiaffo dovuto di un padre che è mancato. Meritavo di più il veto di una mamma che ti rincorre sempre. Meritavo di più quei baci mancanti negli anni di solitudine. Meritavo di più di quei piedi roventi e delle bolle alle mani degli anni di tormento e del lavoro assente che non ti spiega mai il meritato è solo parte del dovuto. Meritavo di più degli addii inaspettati e dei difetti esagerati di una terra amara e dei vuoti esasperati e delle attese incredibilmente attese. Meritavo di più di quelle lacrime non preventivate e delle morti più dei declivi dopo le salite e delle discese ripide. Meritavo di più di dare più del dovuto per sentirmi uomo sconosciuto ma uomo vero, unico come l'altro rimasto lì fermo per non aver creduto. Meritavo di più un sorriso sulla schiena arcuata di un sorriso e di un atteggiamento ambiguo e di quelle ascese rimasto lì ad osservare il silenzio che non da s…

ENIGMA.

Una corda al collo, per chi odia per amare. Un patibolo, per chi ama per odiare. Abissi chiari, quasi sempre disturbati da un enigma. Quello di essere uomo, costretto a dover scegliere, tra l'onere della prova e la prova dell'onere.

FUORI DAL TEMPO.

Quando si salutarono con un bacio fuori dal tempo,
per un attimo immobili, incrociarono i pensieri flebili.
Non era mai accaduto di dover lasciare questa vita.
Quella inaspettata fine non avrebbe potuto fare di più
per dimostrare quanto sia sconfinata ed aspra quella sua scelta
di anticipare sempre... quel che accadrà.
mentre il da fare indugiava...esortava ancora ad ignorare:
Lasciami finire, per nessuna ragione al mondo lascerò
lei da sola, se prima non è felice.
Nessuno dei due lo considerarono come un addio,
per un attimo sospesi, si salutarono
con un bacio fuori dal tempo.

SOSPESI.

Arrivò il tempo di guardarsi attorno
e chiedersi come eliminare
quei pensieri fissi.
Quelli che troppe volte
mi tolsero il respiro:
Sono i giorni grigi al veleno.
Sono le luci
che scompaiono in un baleno
e i suoni come lamenti
e un cielo senza arcobaleno.
Tante cose che all'improvviso
vengono meno e chiedersi perché?
Non siamo sempre dalla parte giusta
e dopo aver osservato la pioggia
attendere il sereno
con gli occhi assopiti dalla stanchezza
sorridendo alla vita
con dignità e coraggio
poiché di noi resta solo
quello che la mente e il cuore
non smetteranno mai di ardere
fino a quando arrivò il tempo
di non voltarsi mai
a chiedersi il perché
di quei pensieri fissi.

BRIVIDO.

UNA PRIMAVERA AUTUNNALE.

Potranno anche cadere tutte le foglie
Foglie furiose che il vento pose sulla nuda terra.
Non mi sentirò mai tradito
Non strapperò mai i rami della mia malinconia
e non chiedermi mai dei miei pensieri
senza esigere risposte
Ti porterò dove i miei passi
parlano dei sogni che non parlano mai.
Ti porterò dove non esiste
una strada verso la felicità.
Ti porterò dove non mi sono mai rassegnato,
dove per reprimere l'ansia
le voci sfumarono al sol fruscio
dei miei pensieri.
Dove un tempo riuscivamo a ridere per niente.
Dove il sole pose le sue mani
per quel tempo esclusi.
Foglie furenti col pallore
della prima luna verso il cielo.
Un tempo riuscivamo anche a piangere
e potranno cadere anche tutte le foglie.
Foglie ansiose, in attesa
che il vento riporti le prime rose.
Amore e sdegno un libro di Costantino Posa "Dov'è finita la rabbia di quelle notti senza sonno? Come è sfinita la sabbia di quei sogni senza freno. Quella felicità rassegnata racconta di essere stata ingannata. Potrei chiamarla sfiga purché mi faccia ritentare. Non credo di aver bisogno di pentimenti o pacche sulle spalle. Mi sento vile e forte come un uomo che ha vissuto. Un uomo ricco di parole dettate dai battiti del cuore. Un uomo che non ha bisogno di sostegno perché ha già provato amore e sdegno. E poi bastano i sentimenti, silenzi e sguardi al cielo, è da lì che è incominciato ed è lì che il cuore si è da un pò incamminato."

ANDRO' LONTANO.