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Visualizzazione dei post da Maggio, 2012

la voglia infinita.

LA VOGLIA INFINITA.
Seduto in un angolo. Una coperta addosso.
Guardo avanti e non vedo.
Là dov’era una casa,si erge soltanto un ricordo.
Fra quei cumuli arrabbiati,si ode soltanto la morte.
Mi sale la voglia di farla finita.
Ma poi, mi giro di là. Seduto in un angolo,
c’è un’altra coperta.
Anche lei guarda avantie non vede.
Ricorda che lì c’era una casa.
Fra quei ruderi affranti,si ode soltanto la vita.
Allungo la mano,mi sale la voglia di farla infinita
LA TERRA TREMANTE.

Tanto tempo fa.........non capivo
mi sentivo solo.........le mie membra
deboli e sottili, tremanti e insicure.
Poi ho studiato.....ho lavorato
ho incontrato.....non più solo.
Ogni giorno ho amato
Ogni giorno ho costruito
ogni giorno ho sognato.
Poi arrivò la notte.
La terra tremante
le sirene urlanti
la gente piangente.
Ho aperto gli occhi,
le mie membra deboli e stanche,
ancora tremanti e insicure,
ancora solo.
E' passato tanto tempo...non capisco
mi risento ancora solo.

L’ALBA DEL GIORNO DOPO.

Come è triste l'alba del giorno dopo.
L'alba di un giorno dopo l'abbandono.
Ci si sente...soli, inermi, senza parole.
Come se ti avessero amputato una parte di te,
costringendo il resto a vivere
con una parte importante mancante.
L'alba di un giorno senza sole,
senza suoni, senza battiti di cuore.
L'alba, come fosse un tramonto,
senza orizzonti, senza strade da seguire.
l'alba in cui ti viene da dire:
Mi resta........... solo morire.
L'alba di un tempo che fatica a finire.
l'alba come una pagina di un diario
senza più pagine da scrivere.
L'alba che in silenzio, sussurra:
.............................R i c o r d i.

POI VA'.

Solo a decidere
aveva trovato una macchia.
Una speranza lasciata sola:
"L'idea della soglia aperta a tutti "
ma lei, la felicità
non ha un punto fisso.
Lei dà e quando vuole toglie.
La felicità è solo un attimo
poi và.
Non si lascia fermare
dall'inedia del momento.
Lei và...dove c'è
più di un turbamento.

SE IL BUIO ARRIVA COL SORRISO.

Se capitasse anche a voi
di finire in un girone infernale
sulle tracce di come si era ieri
con la dignità un pò sconcertata.
Di sera quando è il buio
che in silenzio ti fa compagnia.
Uno sguardo più in là
dove le voglie e i desideri
appena mossi e rimossi
tra strani malefatti
e tradimenti si allontanano
senza parole tremolanti
senza bivi stimolanti
a cercare di ieri
almeno delle tracce
a respirarne l'alito ansioso
e urlarsi dentro: Non tutto
finisce con una disfatta
e convincersi: " E' vero...tutto finisce "
Ma se ho amato e condiviso
vado via con sorriso.

TACE.

Il crepuscolo del tempo si fa orchestra,
trasferisce in piccoli versi ciò che ronza nella testa.
Nessun vortice di vento potrà fermarlo,
mentre i ricordi che generano ombre
sono solo polveri della gioia che ci ospita.
Esausta la rabbia, non esce,
né per gioia, né per disprezzo,
vuole solo respirare un pò di quiete.
In perenne anestesia, spaesata
percorre le ossa del brivido
di una vita vissuta come una sfida.
Finalmente tace, offusca e svilisce
la fonte ansiosa, impetuosa, caotica
e ormai estinta amica sfiga.

INUTILI PAURE.

Sentirsi un pensiero sbattuto nel nulla.
Aprire un incubo e sputarci dentro.
Gridare al mondo: Che vuoi?
Io non c'entro.
Io volevo solo essere presente.
Mentre noi tutti, narrati
dal tempo che passa
a sciogliere i nodi
e variabili di tanti conflitti.
La vita, una pazzia
frammentata di gioie.
Punteggiata di visioni
e pulsioni verso
la normalità di noi viventi.
E' un incanto verso
intenzioni più miti,
se ne infischia del freddo,
del buio e delle paure
di un' ultima fine.

LA POESIA di Costantino Posa

La poesia non è un grido, ma molto di più.
La poesia è tutto quello che noi siamo,
più quello che avremmo voluto essere.
Un urlo lacerante di un cuore scritto,
ripetuto più volte, quasi assordante.
L'urlo del dolore, del rimpianto e della gioia
di essere finalmente liberi........di vivere,
di comunicare........di aver provato.
Di esserci stati......di essere riusciti
soprattutto ad amare.

IMPRONTA.

Non possono esserci
cuori senza impronte.
Un cuore senza impronte
è un cuore che non ha vissuto.
Un cuore che non ha mai amato.
Un cuore che non ha mai patito.
Basta anche sola un'impronta
per poter dire: ho vissuto anch'io.
In attesa che l'ultima onda
ti porta via.

L'ANIMO.

Se l'animo potesse parlare, direbbe:

" Qui nascono i miei segreti ".

Prima, quando ero incerto

valeva la pena di riflettere.

Ora, mi sento meritevole,

posso gettare il cuore oltre l'ostacolo.

Poi, nel brivido del confine,

non più a ritroso, ma da umano a riposo,

mi dico: " Vittima dell'alternarsi dell'attimo ".

Nomade, per colpa del tempo,

cerco una rima che possa

riportarmi in cima.

UN ADDIO.

Un addio, il primo
come un sogno che s'invola.
Non ci spaventa,
ma non si dimentica.
...Per me, un papà.
Per un'altro, una mamma.
E poi, ancora,
un amico, un figlio
un amore mai vissuto.
Una parola mai ascoltata.
Una carezza mai provata.
Passa il vento...un giorno
una notte...il tempo.
Un rimpianto mai voluto.
Cosa resta di quel primo?
Come un treno che sorpassa.
Come un soffio che trascina.
Quanta fretta per chi sale!!

FOLLIA.

Un nemico invisibile.
Una beffa atroce, del voler essere diverso,
fluiva sotto forme bizzarre di inutili codici a barre.
Una cascata rosso fuoco in una mente invivibile.
Frammenti di idee disgregate
in una nube di vorticose bollicine
di un "Non mi lascerò mai ".
Follie che variano secondo le fasi lunari dei suoi pensieri.
Quel bisogno di essere universo
ardito e buffo, aggiungendo confusione alla confusione,
si staglia sullo sfondo di un cuore
a cui si può parlare di tutto,
meno di cosa si aspetta il mondo da noi.

PAURE.

Mi credevano spavaldo, ma io morivo di paura.
Bisognerebbe chiedersi, perché?
Correvo sempre al buio.
Tra i banchi di una scuola tremavo senza vento.
Disagio senza senso, se lei mi sfiorava dentro.
Più muto del silenzio nel dire quel che sento.
C'è voluto un pò di tempo, ma ora che ci sono,
non riesco a stare fermo.
Se parlo di emozioni è perché son solo doni.
Son diventate ormai invisibili per chi non ha capito.

FAVOLA NERA.

Tutti lo proviamo...prima o poi,
il bisogno di fuggire.
Mi sono seduto su una nuvola
ed ho sussurrato al vento:
lento portami con te.
Come una favola nera.
Portami verso le più alte
vette dell'angoscia.
Portami verso
quello che mi è mancato.
Portami
verso il gelo del rimpianto,
non voglio essere solo felice.
Voglio riprendermi quei sentori
delicati di chi per un attimo
mi ha sfiorato.

FALSI ORI.

Preso dai suoi pensieri dimenticò le notti silenziose
e la pelle calda delle sue spose.
Continuò a cianciare con l’altro suo modo di essere
evitando quei sentieri fatti di petali di rose.
Un tempo a donarle e sciogliere l’altro suo nodo.
Preferì ai cuori le spine di quei fiori.
Respirò aliti e venti inafferrabili
A rincorrere soltanto lampi e bagliori
di irraggiungibili falsi ori.

DODICI MAGGIO 1979

Ci sono luoghi
che meritano di essere rivisitati.
sono i luoghi della memoria.
solo lì, puoi trovare
le parole del tuo cuore:
"Vuoi tu prendere....?"
Come non potrei.
era un giorno di maggio,
teso come un cero
sulla porta della chiesa:
"La Chiesa del Sacro Coeur".
in attesa di:
my wife, my live.