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Visualizzazione dei post da Aprile, 2012

NON HO TEMPO..

Laggiù in un mare di sogni
si confondono
le sfumature, mai certe,
di una strana realtà
Uno sciame di parole,
propositi, desideri
si affollano intorno
al nascere di un desiderio
di un giorno le cui ore
ancorate alla normalità di sempre
non lasciano spazio
ad alcuna novità.
Un'ultima occhiata ai ricordi
e poi via verso un nuovo momento,
dove passato e futuro
si intrecciano
quasi si elidono
nel preludio della felicità.
Chissà cosa penserà la noia,
mia eterna amica.
Io non ho tempo,
voglio solo essere contento.

MI DICE.

Vedo il dilatar di occhi su un viso color terra,
ma, tranquilli di uno che invano cerca
di lavarmi i vetri dell'auto.
Frammenti di speranze a spasso nel tempo.
Mentre io son fermo...aspetto, impaziente.
Ogni tanto un lamento del ritardo del verde.
Non penso a chi, come l'altro, ogni tanto si perde.
Inseguo il domani, mentre lui mi tocca le mani.
Mi dice: " Non sono infelice "
Vorrei soltanto un pò del tuo pane.
Sospiro, mi giro, un pò ne risento.
Mi dico: " Ho pianto per niente ".
Ho tanto, ma sono infelice.
Ora capisco, non serve essere ricco,
se poi dopo un pò come tanti rotolo a picco.

MENTIREI.

Se anche scrivessi delle parole che ho sbagliato,
mentirei se dicessi " di non aver mai sciupato ".
Non so se esiste una via di mezzo...Tra il vivere e il morire.
So solo che ho vissuto per poter un giorno scrivere.
Ho scritto per poter dire...di aver già tanto vissuto.
Ti chiesi la tua mano...mi donasti il cuore.
Se non avessi mai ascoltato
i suoi battiti incalzanti, mentirei se dicessi:
Di non aver mai amato, mentirei ancor di più,
se dicessi: Di non aver mai pianto.
E se anche scrivessi di non aver mai amato,
mentirei se dicessi di non aver mai mancato.

AMORI ANDATI.

Nel ricordo scippato al tempo ho rivisto un amore,
che ha dentro di sé un esito quasi fatale, inutile.
Quello di essere una follia.
Quella che non ti fa capire.
Quella che ti fa urlare: " ti Amo ".
Quella che ti lascia dire: " Solo Quello ".
Inerpicata ad un "si", si raccorda con le rocce dell'età.
Quando poi tutti sembrano scontenti di tutto,
ha fatto quello che voleva fare, andare via.
Quando si invecchia, restano soltanto i sogni,
quelli che ti fanno vedere “Nulla di nulla.”
Mentre i nostri pensieri sono strumenti a corde
se parlano del tanto vissuto
o grandi Gong se urlano di amori ormai andati.

ESSERCI.

Il nostro esserci succube del tempo.
Corretto e non dimezzato
di un tempo che va, senza mai fermarsi.
Nella complessità dei nostri attimi, c'è scritto:
" Tutto quello che è stato."
Se ieri, la capacità di esserci, era sognare.
Oggi, la stessa capacità è viverla.
Domani, è soprattutto esserci,
ricordare e possibilmente ritrovarsi.

ad Ivi.

Nel caos di un silenzio, venne lei, una piccola gonna.
Indossava una pelle scura, tremante di insolita paura.

Un tacito vento le scompigliò i capelli.

le indicò la via, verso un mondo di magia.

I suoi occhi grandi, fissarono il domani,

incuranti dei passi di pianto.

Davanti a dei bivi, cambiò il suo nome in "Ivi".

Urlò al mondo: "ci sono anch'io"

Si lasciò accarezzare dai lunghi capelli,

verso momenti più belli.

Asciugò le lacrime del suo cammino,

sospinta dal cuore verso l'amore,

per trasformare il suo lei

in una veste di donna.

ORA PUOI.

Quel rumoreggiare del sol parlare
aveva un solo gusto a dissolversi.
Una nuvola di fumo destinata a sparire
mentre le parole scritte
nel cuore di chi si ama
appaiono vicine.
Si lasciano ascoltare
come l'alito appena sussurrato,
nel silenzio ad origliare
come pagine di un libro
si lasciano sfogliare.
Di ciò che vedi, cosa resta?
Del rotolar osceno del tempo
solo il vibrare di un sussulto
che ti lascia ricordare.
Ti sorride, ti riscalda
ti dice: "ora puoi"
anche riposare.

 Autore: Costantino Posa

ORA E PER SEMPRE.

Ritornando al passato, al suo passato,
ho rivisto l'uomo, il ragazzo, le passioni, i sogni,
la voglia di arrivarci. Le sue sconfitte di allora.
Le sue mete mai raggiunte. Il suo amore di un tempo.
Come allora, ora e per sempre.
Il suo cuore nutre per sempre.
Il suo cuore a tratti intrappolato.
Mai vinto, quasi annientato, mai fermato.
Tra alberi di gioie che crollano fragorosamente,
macerie di sentimenti immerse nelle acque grigie
di ciò che a tutti accade.
L'ambiguità di certi momenti.
Le conquiste di ogni attimo.
Subito dopo la certezza di essere contento.
Allora, ora e per sempre.

LA FELICITA' SMEMORATA.

C'è un'aria strana nella mente...come un tam-tam tribale.
Una cosa che mi spaventa. Una cosa venata di tristezza.
Lungo i marciapiedi del tempo...la vita non aveva altro da offrire.
I pensieri tritati come piccoli relitti di sogni.....diventati quasi invisibili
per chi per anni portato a credere al reciproco.
E' la prima e unica volta...nella quale mi sono accorto
che gli uomini hanno paura.
Hanno paura del passar del tempo...inesorabile.
Paura dell'abbandono e per non aver più di un rimpianto
a vagar come un pirata anonimo tra mille suggestioni altrui.
NO...non è così...non può essere così.
Non posso non avere sogni e rubare quelli vostri.
Le cose a cui tengo non sono altrove.
La mia felicità è solo smemorata.
La mia felicità è sempre nel mio cuore.
Nelle parole di chi mi ha parlato.
Nei pensieri di chi mi ha sempre amato.
Negli sguardi di chi mi ha fissato.
Nell'animo di chi mi ha ascoltato.

VERSI EMERSI.

I pensieri vanno e vengono tra i bagliori di un tempo
e le nebbie di un altro tempo.
Corrono all'impazzata tenendo a bada la morte.
Rabbiosi, battono sui vetri fragili dell'umore,
inseguono quanto più è inaccessibile.
Passeggiano sul mare, tra i prati e il vento.
Girano spesso su se stessi, nulla è come prima.
Osservano gli altri che passano velocemente,
come alacre formiche.
Si chiedono: "Dove sono le risposte?"
Dove sono le attese?
E' sconcertante quel silenzio che non parla.
Quella testa sempre china,
con gli occhi bassi, sempre chiusi.
Quei pensieri mai fermi si vestono di poesia.
Forse non esiste una sola risposta.
Forse non esiste una sola attesa.
Forse basta seguire il cuore, in cammino di ronda
sugli scogli emersi di tanti altri versi.
NEL SILENZIO.


Tra le mura del silenzio
quante ombre di paura.
Quanti suoni sussurrati....
Quanti amori, ormai lasciati.
Le voci di un passato.
Il ricordo di chi ho amato.
Le parole di un vissuto.
Quante cose che ho taciuto!
Mentre il caos che ci sta intorno
si confonde con la gente,
anche di chi da tempo mente.
Nel silenzio che mi aspetta
solo il rispetto di chi
ancor mi accetta.

E' SEMPRE COSI'

Il cielo di sera si tinge di rosso.
Si spera, anche se il nero ci viene addosso.
Sospiri e poi un pò ci pensi,
il gelo di cera dipinge di verde,
inseguendo il viso di chi non si perde.
Aspira a voler un pò di senso.
Il telo di vera si finge di bianco,
nasconde la frode di chi tiene banco.
Il cielo di notte si tinge di nero,
ci spia di stelle,
finché il sole diviene rosso.
Ci sveglia e poi ci riprende,
sorride e si fida del nostro cammino.
Il velo di giorno dipinge di rosa,
la noia che c'era, pian piano va via,
se lei sorride,
si veste di posa, come una sposa.

Opere Inedite, Costantino Posa

Opere Inedite, Costantino Posa

ALI di CARTA”
Tanto tempo fa, in un posto lontano, viveva un poeta. Lui non sapeva di essere un poeta. Ogni tanto, nei momenti di riposo, era solito sedersi su un prato.
Non chiudeva quasi mai gli occhi, osservava in lontananza il cielo, il sole, le nuvole, i monti, le valli. Ascoltava i suoni della natura.
Seguiva sempre il volo degli… uccelli.
Fu il momento in cui cominciò a pensare parole adatte a tutto ciò che i suoi sensi captavano. Mise insieme tante di quelle parole e cominciò a ripeterle a se stesso.
Si accorse della piacevolezza di ciò che diceva o pensava e solo dopo si addormentava tranquillamente.
Il mattino dopo, al risveglio, riprendeva il suo cammino e mentre i suoi passi lo portavano in un altro posto, cominciò di nuovo a mettere assieme tante altre belle parole. Tutto questo accadeva in ogni momento, però si accorse che ogni giorno, ogni momento, dimenticava le parole del giorno prima, del momento prima.
Allora capì che era necessario im…
NESSUNO SA.

Nessuno sa, perché scrivo.
nessuno sa veramente.
Perché il tempo
che mi porto dentro,
piange per chi non c'è.
Di un papà che non c'è mai stato.
Di una mamma prossima ad andare.
Di un figlio che è scappato.
Della gente che ti offende.
Dell'amico evanescente.
Nessuno sa del silenzio
che mi accompagna.
Mentre il sole che si alza,
poco dopo, come tanti, scompare.
Non si può amare un niente.
Nessuno sa dell'acidità
degli inconvenienti.
Sotto un ponte degli eventi
mi si presentò un passato sconcertato,
un pò esilerante, fuori moda,
con la pretesa di migliorarmi
un pò l'umore,
ma con il passare delle ore, scappo via.
Prima, sostituito dal presente,
poi cacciato via da un calcione
del futuro.

CHISSA'.

Intorno a me c'è solo silenzio,
nessuno osa parlare,
odo soltanto il fragore
di chi sfacciatamente
mi contesta un bel niente.
In un gioco di avversi
mi sono detto:
"Vuoi vedere che sono pazzo"
Quante volte ci chiediamo
inedite soluzioni
per continuare ad essere
quel brivido che da tempo
ci scuote, mentre
l'ombra dei ricordi
sfugge solo da una parte.
quante volte mi ripeto:
"Come era bello prima"
in un gioco di dare
e non dare,
mentre oggi la luna
piange i traslochi
dei nostri abbandoni.
Chissà se poi domani
ritorna il litigio
a placare l'incanto
del mio turbamento.

SE IL BUIO ARRIVA COL SORRISO.

Se capitasse anche a voi
di finire in un girone infernale
sulle tracce di come si era ieri
con la dignità un pò sconcertata.
Di sera quando è il buio
che in silenzio ti fa compagnia.
Uno sguardo più in là
dove le voglie e i desideri
appena mossi e rimossi
tra strani malefatti
e tradimenti si allontanano
senza parole tremolanti
senza bivi stimolanti
a cercare di ieri
almeno delle tracce
a respirarne l'alito ansioso
e urlarsi dentro: Non tutto
finisce con una disfatta
e convincersi: " E' vero...tutto finisce "
Ma se ho amato e condiviso
vado via con sorriso
e aria soddisfatta.

TORNERA' LA PRIMAVERA.

Vento impetuoso di primavera
non portare via il buon senso
che vacilla.
E' vero...lei è andata via
tra le pieghe sgualcite
di un eterno silenzio.
Il suo cuore è una trincea,
si nasconde...va a rotoli,
ma i suoi battiti
torneranno a fioccare
come neve.
I suoi passi calpesteranno
una terra salmastra,
che difficilmente riuscirà
a coltivare i suoi dubbi.
vento tenue che non dimentica,
evita le ripicche
delle occasioni perdute.
Le sue parole torneranno
dall'esser mute.

LE TUE LABBRA.

Ti si legge in viso che hai sfiorato il paradiso.
I tuoi occhi asciutti fissano sempre in alto,
se poi vibrano le tue ciglia si capisce che hai sorriso.
Le tue labbra attratte si gonfiano di parole e baci.
Se poi ti sfiorano le mie mani,
la pelle d'oca si mostra totalmente al cuore.
Respira di fiamme e fuoco, perché sa che non è un gioco.
D'inferno perde la ragione se i tuoi occhi chiusi
lasciano pesanti gocce come biglie.
Si capisce che ti manca il riso,
le tue labbra a punta si stringono di dolore e taci.

IL TEMPO NON TORNA.

Il tempo non torna.
Il tempo vola e non torna più.
Il tempo accarezza la mente.
Il tempo dimentica il tempo.
Te ne accorgi quando
il sole non scalda più.
Le lacrime di ogni nuvola
continuano a venire giu.
Te ne accorgi quando
non ti riconosci più nello specchio.
Quando la tua voce torna indietro
senza risposta.
Te ne accorgi quando
tutto accade intorno a te.
Quando tu non fai più parte
di tutto ciò che accade.
Sono altri gli attori.
Te ne accorgi quando
guardando avanti,
vedi soltanto un passato.
Quando vivi spesso,
soltanto di ricordi.
Quando vivi spesso
cercando qualcuno
Che ormai non c’è più.
Qualcuno che
è via con il tempo.
VERSO L'INFERNO

Certe volte mi domando, perché? l'uomo smette di essere.
Perché? l'uomo spesso insegue il troppo,
per poi avere soltanto umiliazione.
Un senso di vergogna........un misto
di stropicciato, triste e desolante ripensamento,
di grande impatto ci colloca tra strani effetti collaterali.
Spesso, tanti sanno, tanti conoscono.
Tanti fanno....un primo passo verso l'inferno.
INCUBO
Sempre diverso e sempre uguale,
così è stato fino a ieri,
eppure è primavera.
Perché le rondini non volano più?
Immerso nei pensieri intorpiditi,
sospeso tra lo stravagante
e il potere del dubbio,
cammino senza pianto
tra i resti di tanto male.
Raccolgo poco, ma vado avanti.
Ciò che accade trionfa
e avvelena chi non ce la fà.
E' bastata soltanto una scossa,
penso: " Perché non si è fermata? "
Quelle rondini non tornano più.
Nel dubbio, ripeto:
" Ieri era quasi primavera "
eppure quella marea
non mi sembra per niente vera.

QUEL SILENZIO INUTILE.

I bagliori delle loro penombre
piccole cose inutili
rese enormi nel silenzio
del non sapere cosa dire.
In fondo al mare un immenso oceano
di pensieri, stracci umani,
ultimi resti di chi non ce la fa
e poi non dire: " Sei solo mia"
se poi taci
e non riempi il cuore
di tanti miei baci.
Non ci sarà mai un silenzio
che non faccia mai
un gran baccano.
Tuona d'impeto lasciato
rimbomba l'eco soffiato
nei cuori soli, ad ascoltare
il vibrar delle parole
caparbiamente tenute strette
come fossero gemme preziose
a coprire quei battiti
se pur impetuosi
di tanti amori
mai stati veri amori.
Calpestati, feriti,
spesso sostituiti
e facilmente dimenticati.
SCENDE LA PIOGGIA.
Ci siamo erosi rischiando la follia. Forse non c'incontreremo più. Forse è stata soltanto una notte di pazzia. Forse è stato soltanto un attimo.
L'amore è un eterno momento
o un dolore di un intenso silenzio.
Forse non eravamo noi a dover mentire.
Forse ci siamo consumati
aspettando un unica magia.
Forse favorita dal destino
è stata la malinconia.
Non ha resistito al fascino
di farci compagnia.
Forse non ce ne siamo accorti;
il futuro assomiglia molto al passato.
Tra il ridicolo e il beffardo
saremo ancora soli,
come lo eravamo prima.
LE ASPRE BUGIE.


Bugie aspre come gli agrumi,
percorrono mari di incertezze.
Lasciando tracce tra gli atolli di verità.
..........Pensavo di conoscerla.
Pensavo di essere diventato
il custode dei suoi timori.
Pensavo di credere
di essere anche per lei
come una lucina sempre accesa.
Come un faro che indicasse
sempre la via giusta.
Ma......non è così,
per chi come lei
fa della propria vita,
soltanto un gioco.
Rinunciando ad emozioni e sensazioni
solo per il gusto del divertirsi.

AD UNA MAMMA CHE VA. Costantino Posa

Cosa è mancato per farti sorridere?
Soltanto un sorriso negli occhi
di chi ha condiviso.
Non sono i giorni che mancheranno
a farti soffrire, ma
soltanto le nuche di chi si è girato,
non ha capito ed è scappato.
Come il candido manto bianco
della neve, così ti copre,
di un ultimo cotone bianco
del tempo che resta lieve.
Anche le parole chiare
che mancano, dicono:
Io sono felice perché ti ho reso ieri felice.
come oggi e come domani
quando contenta lascerai
per sempre quelle mie mani.

ANCH'IO SONO UN UOMO.

Ogni tanto mi sento perso e sprofondo
ma non posso avere paura,
conto nel destino, gli auguro di essere
meno lunatico e imprevedibile.
Ma non posso tenermi la paura,
so bene che presto arriverà un giorno
in cui tutto sarà più credibile.
Arriverà l'aurora del riscatto
e il rosso bagliore del tramonto
e il giorno non sarà mai stato
di poche ore e di senza senso.
Ma se il domani migliore
fosse solo un'illusione?
Affronterò il momento più disperato
ma non potrò aver paura.
Forse farò fatica a sopravvivere
ma spoglierò di foglie secche
il racconto della mia doppia vita.
Griderò al tempo:
" Anch'io sono stato un uomo ".

IN BALIA DEI VENTI.

L'ombra iniqua che morde
esce come la luna che perde
se d'ardor non è illuminata.
Svela di non verità amare
se d'ardor è riamata.
L'ombra che và un pò di qua
e un pò di là
resta come una lancetta agitata
se ancor non è desiderata.
Una vela in balia dei venti
se ancor non è bloccata.
L'ombra obliqua dell'umore
entra come il vento arde
se d'amor è considerata.
Gela di asperità non chiare
se d'amor è ingannata.
TORMENTO.
Non c'era altra scelta, mi osservava.
L'angoscia trasformata in tormento.
L'amore avrebbe potuto donarle tanto,
se il cuore, il mio cuore,
glielo avesse consentito.
Probabilmente non capiterà più di assaporare
quello che poteva essere, lei doveva andare,
per quanto tempo, il tempo doveva aspettare?
Fra quanto tempo, lei, poteva tornare?
Sopraffatto dal desiderio
cosa resterà di quel tormento?