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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2012
FELICI STRIDI.
Son tornato in quell'inferno,
una scatola di cemento.
Attraversare quella porta
per capire che non è più tempo,
... solo l'ombra di quei visi.
Niente urla di giustizia,
niente suoni di amicizia,
solo rughe e qualche incerto,
quanta vita è andata via
nell'arco di un frattempo.
Le stagioni hanno fatto scempio
mi sa che il momento
va tenuto molto stretto.
Di stanchezza e sudore
le ho vissute lì le mie ore.
Un abbraccio e un sorriso,
ma a me mancano gli stridi,
le parole e le battute
di tanti amici
ormai mai più felici.
INUTILE PROFETA.

Non c'è bisogno di guardarsi dentro.

Non c'è bisogno di scacciare il non senso.

... Non potevi fare di meglio.

Il male sta lì...nella tua mente.

Ti riconosce come un genio.

Ti parla di emozioni...trafitte,

senza patemi d'animo.

Volevi diventare grande,

insaziabile bisogno di sentirsi uomo.

Ora, ti sentirai come un inutile profeta.

So che non dipingerai mai una meta.

Sorriderai...sperando nella morte.

Chissà se ti accorgerai?

di essere stato, soltanto, una fuga

più verso un buio disprezzato.

GIORNO DELLA MEMORIA.

Come si fa a dimenticare i momenti di euforia.
Come fa l'uomo a mortificare la venuta del nostro Dio.
Croci senza senso e pensare che l'ho voluto io.
Uomini che dimenticate di essere uomini,
avete fatto di filo spinato e forni il vostro inferno.
Avete dipinto di orrore ogni attimo del vostro passaggio,
di ruggine infelice ogni animo di indelebile rosso.
Uomini che rinnegate, avete fatto di gelo rinato
ogni battito di futile messaggio.
Il vostro inferno durerà in eterno
di forni e di rosso filo spinato.
Gli OCCHI di un BAMBINO.
Cosa posso dire di me? Tutti mi vedono piccolo. Tutti dicono che sono piccolino. Vi assicuro, c’è una cosa, quasi un segreto che nessuno sa. Quando sono venuto al mondo, quasi due anni fa, non ho strillato più di tanto. A me sembrava di essere già stato dalle mie parti. Mi sembrava di conoscere ogni angolo della mia casa. Il computer di mio padre. La voce della mamma. Il russare del nonno paterno. E poi mi diverto tanto a far credere a tutti di essere ancora piccolino. Tutti mi coccolano, mi riempiono di baci, mi sorridono. Le uniche cose che un po’ mi danno fastidio sono alcune lettere dell’alfabeto della lingua dei miei. Un esempio: la lettera R (erre) non riesco proprio a tirarla fuori. E poi quell’altra storia della pipì. La mamma dice sempre di dirlo che ogni tanto mi scappa. Io sono sempre attento a quello che mi suggerisce la mamma. Ogni qualvolta sento di dover andare al bagno, cerco prima di scendere da quel trono stretto dove a tavola mi mettono per m…
PASSA IL VENTO.


Quel silenzio che tace
solo quando passa il vento.
Sussurra sottovoce:
Non lasciarla mai da sola.
Non lasciarti ingannare
segui sempre la tua via
ma non dimenticare
tutto quello che hai passato.
Le parole che non hai detto
le luci di tanti ochhi
e i battiti dei cuori.
Quel silenzio forse tace
ma sà farsi ascoltare.
Sussurra, spesso, sottovoce
fino a quando torna il vento
a passo lento
per non farti spaventare.
ME...MORIA.

Ogni volta che guardo quel filo spinato,
io li vedo, sono ancora lì.
Ogni volta che guardo quei vagoni di pianto,
io li sento, sono ancora lì.
... Ogni volta che guardo quei forni tormenti,
io chiudo gli occhi e ci penso,
sono ancora lì, a chiedersi perchè?
Ogni volta che tu... urli per niente,
io mi vergogno e non dimentico.
"UNA BREVE"

Come un animale ferito, giace a pelo d'acqua.
Lentamente scivola via, senza un lamento, verso l'abisso.
Morente...aggrappata alla roccia...aspetta la marea.
L'ultimo viaggio, almeno, vuole farlo da sola.
Aspetta che qualcuno li tira via.
Ingannati dal fato e dall'errore umano,
pensavano di essere felici, finiti in una lista.
La vita ammainata su una nave di pirati,
follemente guidata in un prato di gigli
al piangere degli amati figli.
Il suo nome...Concordia...senza pace
una nave da crociera, ferma lì
da giorni e Croci era.
SOLO COME
In queste sere di mesto inverno
Cammini solo, come un cane.
Ma questo non ti basta,
sei ancora più solo,
finalmente,
sei ancor più di un cane.
La tua casa non ha specchi.
Sono sicuro,
la tua casa non potrà
mai avere uno specchio,
ti costringerebbe a guardarti in viso,
ti porterebbe fuori dal paradiso
ATTO DI ORGOGLIO.
Chi potrà mai dimenticare?
La paura negli occhi di chi è scampato.
Lacrime che non sanno dove andare.
Come si fa a morir d'inferno?
Burattini che schizzano via,
come acrilici inchiostri dalle pareti di carta,
ormai già troppe volte, di riciclati mostri.
siete voi che avete fatto dell'ansia che ci attanaglia,
una realtà...così canaglia, che dice:
" è inutile che ci spacchiamo il cuore "
è così giusto e ineguale come si muore.
"SCRIVERE"

"Il mio scrivere sanguina
nei tramonti senza bagliori,
quando le brezza di terra prendono il largo,
boriose di tempo che va.
... Sanguina malinconico
di imperturbabile cedimento,
quando rievoca ulteriore ripensamento.
Il mio scrivere sanguina ripetutamente,
si riprende e si ripiglia ogni volta
che passa di un vortice il parapiglia
di un non voler mai più scrivere.
Il mio scrivere sanguina di parole
mai versate, dette e mai ascoltate."
TACE.

Il crepuscolo del tempo si fa orchestra,
trasferisce in piccoli versi ciò che ronza nella testa.
Nessun vortice di vento potrà fermarlo,
mentre i ricordi che generano ombre
... sono solo polveri della gioia che ci ospita.
Esausta la rabbia, non esce,
né per gioia, né per disprezzo,
vuole solo respirare un pò di quiete.
In perenne anestesia, spaesata,
percorre le ossa del brivido
di una vita vissuta come una sfida.
Finalmente tace, offusca e svilisce
la fonte ansiosa, impetuosa, caotica
e ormai, estinta amica sfiga.

TI SEI PERSA - Costantino Posa

Ti sei persa correndo verso il nulla,
sollevando polveri e parole inutili.
Ti sei persa aspettando
il sole in fondo al mare.
Eppure non eri così.
Mettendo i primi passi fuori dalla culla,
elevando strilli e valori veri
come gemme e ali di volatili.
Non esistono uomini senza cuori.
Se esistono è perché alcuni amori
uccidono ancor prima
di essere veri amori.
Se esistono è perché
in fondo a quel mare,
Il sole si è fermato
e spegnendosi
non ti ha trovato.

Poesie di Costantino Posa.

OLTRE. Costantino Posa
"Ora si avvia verso il parco del riposo
non si accorge di aver dimenticato
di scrivere la parola fine.
Si pone al fianco dell'altro andato prima,
invoca il silenzio, ricoperto di foglie di un voler
bene a tutti i costi.
Dimentica, non sa spiegare la complessità
di ciò che è già successo,
si aspetta che il battito del suo cuore
esca a raccontare l'assoluto.
Si è spento nelle ore al termine del suo tempo
convinto di poterci sempre essere stato,
mentre come l'altro è solo di passaggio."
UN SOGNO.
E’ strano, ieri ero felice, mi mancava soltanto il mio mare, quel mare che oggi ha portato via la mia casa. Quel mare sognato ogni notte. Desiderato ogni giorno, ogni volta che al risveglio mi affacciavo alla vita. Era lì dopo quel ponte che ora non c’è più. Oltre quel muro che in un solo attimo è venuto giù. Oltre quei suoni messi a tacere in quel giorno di ieri. E’ strano era già da un po’ che desideravo andare incontro a quel mare. Ci dovevo andare con lei, ancor prima di renderla mia sposa. Evviva, avevo deciso di portarla ancora a quel mare. E’ strano non sono riuscito neanche a svegliarla, è stato il mio mare a portarmela via. Ho visto la mia chiesa, dove avevo deciso di portarla come mia sposa. L’ho vista andar via, inclinata su un fianco, ferita. L’ho vista andar via senza un suono di campana verso il largo di terra laggiù. Ho chiuso gli occhi per un attimo, per me era soltanto un misero sogno, poi ho contato fino a dieci, suggerendomi che era soltanto un sogno. Un …

Essere Italiani.

OGNI TANTO DI NOTTE.

"Succede di notte, mi dice: "ogni tanto mi fermo, mi ascolto
e mi lascio condurre dalle parole...dai pensieri."
Mi parla di un vento di ieri, un perdersi di pensieri,
...in un lampo....mi porterà là dove tu c'eri.
Mi dirà: chi criticava il non passar del tempo,
mi condurrà tra le dune di un deserto di rancori,
dove non c'è un solo dei tuoi tormenti,
mi dirà:" si doveva parlare ", come soltanto è capace,
instancabile, chi non si nasconde dietro a riserve di paure.
Un pensiero inevitabile...oltre il gelo del tempo andato.
Uno sguardo sospeso, mi restituisce il tripudio
degli umori caldi della vita, a scorgere in qualche modo,
almeno una traccia tra i fili di emozioni,
soffiando il suo alito vitale al di là delle chiome del vissuto,
scoprendo che non hai altri pensieri, oltre le gioie,
dei timori che mi prendono d'assalto quando il tempo,
prediletto e represso, esprime tanto di un sol dolore."
LE SUE COSE.
La sua pelle mangiata dalla sete
si trascina inseguendo strani tormenti.
Poteva essere diverso se i suoi pensieri
si fossero nutriti di mete.
Poteva essere diverso se le sue luci
si fossero trasformati in comete.
La sua voglia bruciata d'ardore
si avvicina cercando altri momenti.
Poteva essere un inverso se il suo cuore
si fosse invaghito d'amore.
Poteva essere furore se le sue sensazioni
fossero dettate da vere emozioni.
QUINTA - B
In questa ruota del tempo quanti si sono persi?
Tanti in fuga per la meta, ma nella mente un ritornello
come un chiodo fisso: Non riesco a dimenticare,
lei era la mia grande amica su di Roma è un indovinello.
Esca la noia dalla m...ia vita per ritrovar ancora
quell'aria fresca di ceramica da solidificare
e se non dimentico quel sorriso
di un amico sempre certo, è quel viso di un sol Berto.
Mi duole un pò a capo chino il diniego strano,
molto snello del caro estinto un pò Vil Lino.

Volo quattro, quattro, sette. Costantino Posa

"E’ stato soltanto un attimo.

Il cielo buio come l’abisso.

e il vento imprecava come

se volesse strapparci via.

Come fossimo sogni di carta.

E’ stato soltanto un attimo.

E per un attimo ho pensato.

Come è bello naufragare

In questo mare di notte.

Poi avvolto in un vortice

di ali spezzate, ho sperato.

Di essere almeno da solo.

Ma è stato soltanto un attimo,

quel mare sognato è diventato

un muro di schianto.

Soltanto un attimo senza pietà

per chi come noi trascinati

e perduti sull’onda del fato"

I tramonti del tempo.

Se i tramonti del tempo ti portano via.

Se ti accorgi che da un po’ ti manca un sorriso.

Non lasciarti trasportare dal vento.

Puoi sempre girarti intorno.

Da qualche parte c’è sempre qualcuno.

Tanti guardano in alto.

Cercando di superare l’oltre.

A te basterebbe voltare per un attimo gli occhi.

Non ti spaventare se intorno c’è nebbia.

Soffia forte, più forte che puoi.

Prima o poi, un raggio di luce t’investirà.

Solo allora ti accorgerai che per te,

non è ancora finita.

Solo allora capirai che fra tante goccioline di brina,

c’è sempre stato qualcuno.

E solo allora quel tuo gelido cuore,

tornerà a scaldarsi di nuovo.

E solo allora ti verrà di tirare un sospiro.

Solo allora capirai chi ti è sempre stato vicino.

S V E G L I A.

Tra il verde trafitto dai raggi del sole,
il cinguettio di un misto di uccelli.
Quelli della notte, ormai stanchi
...e quelli del mattino di un nuovo giorno.
Sveglia è tempo di agire,
E' tempo di riprendere il respiro.
La voglia di sognare.
La voglia di parlare.
Sveglia è tempo di dimenticare
il buio silenzioso di... una notte senza senso.
E' tempo di cercare un cuore ancora solo.
E' tempo di amare.

PICCOLE DONNE.

"Piccole donne perse nella loro passione
che le porta inesorabilmente altrove.
Donne bellissime, un pò dannate, guidate da un male invisibile
di una immoralità quasi morale, inspiegabile,
di chi preferisce alle infinite varianti dell'amore
il culto di se stesse e mentre le età fuggono via,
le anime belle giocano morbosamente perse
nelle notti fredde battute dal vento."

CLOCHARD.

Seduti sul ciglio di marciapiedi e stracci,
come scogliere a picco ad osservare
le nostre idee, come barchette di carta
messe lì su uniche gocce di acqua piovana
che scivolano via. Nessuno di noi avrebbe
... voluto essere lì. Un pò confusi, increduli,
eravamo a piedi scalzi a ricordare
di come eravamo.
Le emozioni come donne vestite di nero
a suggerire al cuore "non è vero che sei un uomo"
Tutto questo non significa nulla,
la dinamicità del tempo ci dice
che dopo la neve, tornerà la nostra primavera.
E' la linea di confine che non può essere lasciata.
Ci vorrà più del gelo e forse un pò di morte
a far sì che finisca questa nostra sorte.
SFUMANO NEL CERCARE.

Tra i rovi della nostra mente cigolano pezzi di emozioni.
Pensosi, scorrono via, evitando qualsiasi fonte di spreco.
Ora non ci sono più brusii o mormorii selvaggi a tormentare.
Ma, gli accenti cadono su ciò che è già stato provato.
Inutile pensare di poter cancellare.
Quando vi giunsero, senza mai soffocare,
apparvero dal sussurro del continuo vegliare,
come essere protagonisti di tele, dove, luminosi,
i suoi gialli ambrati sfumano nel verde del suo cercare
ad ascoltare qualsiasi richiamo, lasciando
che le colpe delle nostre colpe ricadono a chi non ha creduto.
Non è un ponte che è mancato per chi non ha voluto.