martedì 31 gennaio 2012

FELICI STRIDI.
Son tornato in quell'inferno,
una scatola di cemento.
Attraversare quella porta
per capire che non è più tempo,
... solo l'ombra di quei visi.
Niente urla di giustizia,
niente suoni di amicizia,
solo rughe e qualche incerto,
quanta vita è andata via
nell'arco di un frattempo.
Le stagioni hanno fatto scempio
mi sa che il momento
va tenuto molto stretto.
Di stanchezza e sudore
le ho vissute lì le mie ore.
Un abbraccio e un sorriso,
ma a me mancano gli stridi,
le parole e le battute
di tanti amici
ormai mai più felici.

lunedì 30 gennaio 2012

Opere Inedite, Costantino Posa

Opere Inedite, Costantino Posa
INUTILE PROFETA.

Non c'è bisogno di guardarsi dentro.

Non c'è bisogno di scacciare il non senso.

... Non potevi fare di meglio.

Il male sta lì...nella tua mente.

Ti riconosce come un genio.

Ti parla di emozioni...trafitte,

senza patemi d'animo.

Volevi diventare grande,

insaziabile bisogno di sentirsi uomo.

Ora, ti sentirai come un inutile profeta.

So che non dipingerai mai una meta.

Sorriderai...sperando nella morte.

Chissà se ti accorgerai?

di essere stato, soltanto, una fuga

più verso un buio disprezzato.

giovedì 26 gennaio 2012

GIORNO DELLA MEMORIA.

 
 
Come si fa a dimenticare i momenti di euforia.
Come fa l'uomo a mortificare la venuta del nostro Dio.
Croci senza senso e pensare che l'ho voluto io.
Uomini che dimenticate di essere uomini,
avete fatto di filo spinato e forni il vostro inferno.
Avete dipinto di orrore ogni attimo del vostro passaggio,
di ruggine infelice ogni animo di indelebile rosso.
Uomini che rinnegate, avete fatto di gelo rinato
ogni battito di futile messaggio.
Il vostro inferno durerà in eterno
di forni e di rosso filo spinato.

mercoledì 25 gennaio 2012


                                    Gli OCCHI di un BAMBINO.

Cosa posso dire di me? Tutti mi vedono piccolo. Tutti dicono che sono piccolino. Vi assicuro, c’è una cosa, quasi un segreto che nessuno sa. Quando sono venuto al mondo, quasi due anni fa, non ho strillato più di tanto. A me sembrava di essere già stato dalle mie parti. Mi sembrava di conoscere ogni angolo della mia casa. Il computer di mio padre. La voce della mamma. Il russare del nonno paterno. E poi mi diverto tanto a far credere a tutti di essere ancora piccolino. Tutti mi coccolano, mi riempiono di baci, mi sorridono. Le uniche cose che un po’ mi danno fastidio sono alcune lettere dell’alfabeto della lingua dei miei. Un esempio: la lettera R (erre) non riesco proprio a tirarla fuori. E poi quell’altra storia della pipì. La mamma dice sempre di dirlo che ogni tanto mi scappa. Io sono sempre attento a quello che mi suggerisce la mamma. Ogni qualvolta sento di dover andare al bagno, cerco prima di scendere da quel trono stretto dove a tavola mi mettono per mangiare e quando finalmente riesco a dirlo, sempre è troppo tardi. Penso di averla già fatta addosso. E poi è così bello quando la mamma mi prende in braccio, mi parla, mi pulisce per bene e mi spalma quella bella pomata bianca. Una sensazione di freschezza, solo che poco dopo tanta bella aria di montagna mi porta a farla di nuovo. Comunque mi faccio tante risate. Tutti dicono è ancora piccolino, imparerà. Mentre io che mi sento già grande penso di essere ormai già consapevole, la faccio così bene, per me è normale. Incurante dei commenti assumo sempre un’aria disinvolta. Alcune volte penso, ognuno di noi è venuto al mondo con un compito ben preciso. Il mio probabilmente è quello di farmela ogni tanto addosso. Quando vedo gli altri bimbi con tanto di pannolone così goffo e ingombrante, mi accorgo di essere molto più avanti. Ho preteso di andarmene in giro senza tutto quel peso. Devo solo stare un po’ più attento a dirlo prima che mi scappa, è solo questione di un po’ di tempo. E poi ci sono tante altre cose importanti a cui prestare attenzione, per esempio: Ieri mentre la mamma giocava a carte con gli zii, improvvisamente è saltata in piedi dalla sua sedia, solo per aver visto un grosso topo sulla palma di fronte. Un casino della malora, tutti che correvano a destra e a manca. Quello zio di mio padre con il tubo dell’acqua in mano. Acqua dappertutto, partita interrotta, il topo impaurito e bagnato che scappava sui tetti. Penso che potevano benissimo continuare a giocare. Quel povero Gigio si era messo lì solo per vedere giocare a carte, si sarà spaventato da morire. Certe volte quelli più grandi di me fanno cose che io non mi sognerei mai di fare. Il mio motto è: “ Vivi e lascia vivere “. C’è un’altra cosa che detesto; ho notato in questi giorni al mare che il frigo è pieno di tante bontà, ma appena chiedo di assaggiarne un po’, mi sento dire che contiene burro. E’ possibile che tutto viene fatto con il burro e se i miei sanno che il burro mi fa male, perché non prendono cose che non contengono quel rompi burro? Lasciamo stare, appena mi reggerò meglio in piedi, vedrò cosa fare per mettere ordine a tante cose. Ho tante idee per la testa, anche se alcune non so proprio cosa siano. Tra tutti i componenti della mia famiglia, c’è uno che seguo con molta attenzione. È il fratello di mio padre, l’unico ad avere la moto. Quando lo vedo arrivare mi sembra un cavaliere d’altri tempi. Calmo, sicuro, con quel bel casco multicolore in testa, non come ha fatto una volta il fratello della mia nonna. Ho saputo che una volta è partito con il cavalletto abbassato, è caduto alla prima curva. Lo hanno dovuto trainare legato con una corda, come si fa con un somaro. Non parliamo poi del fratello, è stato l’unico al mondo, con la moglie seduta dietro, a partire con la moto e percorrere soltanto venti centimetri. La moto impennata come un cavallo un po’ bizzarro e lui e la moglie, col culo a terra. Sono sicuro, a me no succederà mai di fare figuracce come gli zii. Io guardo e imparo ogni movimento. Ogni tanto mi alleno con la panca della mia cuginetta. Faccio finta che è una moto, mi ci metto sopra e sicuro come lo zio, la faccio partire e anche se non ho ancora il mio casco personale, immagino di essere anch’io sulla via per il mare. Vedo già le ragazze che si girano a guardarmi. Mi piace essere seguito e additato come un bel motociclista, solo che ogni tanto mi distraggo e perso l’equilibrio casco giù sul cotto della veranda. Devo rivedere alcuni particolari, non mi va di fare figuracce.
PASSA IL VENTO.



Quel silenzio che tace

solo quando passa il vento.

Sussurra sottovoce:

Non lasciarla mai da sola.

Non lasciarti ingannare

segui sempre la tua via

ma non dimenticare

tutto quello che hai passato.

Le parole che non hai detto

le luci di tanti ochhi

e i battiti dei cuori.

Quel silenzio forse tace

ma sà farsi ascoltare.

Sussurra, spesso, sottovoce

fino a quando torna il vento

a passo lento

per non farti spaventare.

lunedì 23 gennaio 2012

ME...MORIA.

Ogni volta che guardo quel filo spinato,
io li vedo, sono ancora lì.
Ogni volta che guardo quei vagoni di pianto,
io li sento, sono ancora lì.
... Ogni volta che guardo quei forni tormenti,
io chiudo gli occhi e ci penso,
sono ancora lì, a chiedersi perchè?
Ogni volta che tu... urli per niente,
io mi vergogno e non dimentico.

domenica 22 gennaio 2012

"UNA BREVE"

Come un animale ferito, giace a pelo d'acqua.
Lentamente scivola via, senza un lamento, verso l'abisso.
Morente...aggrappata alla roccia...aspetta la marea.
L'ultimo viaggio, almeno, vuole farlo da sola.
Aspetta che qualcuno li tira via.
Ingannati dal fato e dall'errore umano,
pensavano di essere felici, finiti in una lista.
La vita ammainata su una nave di pirati,
follemente guidata in un prato di gigli
al piangere degli amati figli.
Il suo nome...Concordia...senza pace
una nave da crociera, ferma lì
da giorni e Croci era.

venerdì 20 gennaio 2012

SOLO COME

In queste sere di mesto inverno

Cammini solo, come un cane.

Ma questo non ti basta,

sei ancora più solo,

finalmente,

sei ancor più di un cane.

La tua casa non ha specchi.

Sono sicuro,

la tua casa non potrà

mai avere uno specchio,

ti costringerebbe a guardarti in viso,

ti porterebbe fuori dal paradiso
ATTO DI ORGOGLIO.

Chi potrà mai dimenticare?

La paura negli occhi di chi è scampato.

Lacrime che non sanno dove andare.

Come si fa a morir d'inferno?

Burattini che schizzano via,

come acrilici inchiostri dalle pareti di carta,

ormai già troppe volte, di riciclati mostri.

siete voi che avete fatto dell'ansia che ci attanaglia,

una realtà...così canaglia, che dice:

" è inutile che ci spacchiamo il cuore "

è così giusto e ineguale come si muore.

mercoledì 18 gennaio 2012

"SCRIVERE"

"Il mio scrivere sanguina
nei tramonti senza bagliori,
quando le brezza di terra prendono il largo,
boriose di tempo che va.
... Sanguina malinconico
di imperturbabile cedimento,
quando rievoca ulteriore ripensamento.
Il mio scrivere sanguina ripetutamente,
si riprende e si ripiglia ogni volta
che passa di un vortice il parapiglia
di un non voler mai più scrivere.
Il mio scrivere sanguina di parole
mai versate, dette e mai ascoltate."

martedì 17 gennaio 2012

TACE.

Il crepuscolo del tempo si fa orchestra,
trasferisce in piccoli versi ciò che ronza nella testa.
Nessun vortice di vento potrà fermarlo,
mentre i ricordi che generano ombre
... sono solo polveri della gioia che ci ospita.
Esausta la rabbia, non esce,
né per gioia, né per disprezzo,
vuole solo respirare un pò di quiete.
In perenne anestesia, spaesata,
percorre le ossa del brivido
di una vita vissuta come una sfida.
Finalmente tace, offusca e svilisce
la fonte ansiosa, impetuosa, caotica
e ormai, estinta amica sfiga.

TI SEI PERSA - Costantino Posa


 Ti sei persa correndo verso il nulla,
sollevando polveri e parole inutili.
Ti sei persa aspettando
il sole in fondo al mare.
Eppure non eri così.
Mettendo i primi passi fuori dalla culla,
elevando strilli e valori veri
come gemme e ali di volatili.
Non esistono uomini senza cuori.
Se esistono è perché alcuni amori
uccidono ancor prima
di essere veri amori.
Se esistono è perché
in fondo a quel mare,
Il sole si è fermato
e spegnendosi
non ti ha trovato.

sabato 14 gennaio 2012

OLTRE. Costantino Posa
"Ora si avvia verso il parco del riposo
non si accorge di aver dimenticato
di scrivere la parola fine.
Si pone al fianco dell'altro andato prima,
invoca il silenzio, ricoperto di foglie di un voler
bene a tutti i costi.
Dimentica, non sa spiegare la complessità
di ciò che è già successo,
si aspetta che il battito del suo cuore
esca a raccontare l'assoluto.
Si è spento nelle ore al termine del suo tempo
convinto di poterci sempre essere stato,
mentre come l'altro è solo di passaggio."

venerdì 13 gennaio 2012

UN SOGNO.
E’ strano, ieri ero felice, mi mancava soltanto il mio mare, quel mare che oggi ha portato via la mia casa. Quel mare sognato ogni notte. Desiderato ogni giorno, ogni volta che al risveglio mi affacciavo alla vita. Era lì dopo quel ponte che ora non c’è più. Oltre quel muro che in un solo attimo è venuto giù. Oltre quei suoni messi a tacere in quel giorno di ieri. E’ strano era già da un po’ che desideravo andare incontro a quel mare. Ci dovevo andare con lei, ancor prima di renderla mia sposa. Evviva, avevo deciso di portarla ancora a quel mare. E’ strano non sono riuscito neanche a svegliarla, è stato il mio mare a portarmela via. Ho visto la mia chiesa, dove avevo deciso di portarla come mia sposa. L’ho vista andar via, inclinata su un fianco, ferita. L’ho vista andar via senza un suono di campana verso il largo di terra laggiù. Ho chiuso gli occhi per un attimo, per me era soltanto un misero sogno, poi ho contato fino a dieci, suggerendomi che era soltanto un sogno. Un sogno era immaginare di poter essere ancora felici. Ho riaperto gli occhi, non c’era neanche la mia bici. E pensare che ieri temevo di perdere il posto, ora guardo laggiù, non vedo neanche quel chiostro più in su. E’ strano ho provato a chiamarla laggiù, la sento ma lei non verrà mai quaggiù. Ho richiuso gli occhi per solo un attimo in più. Poi pian piano ho spiato tutto intorno, girandomi intorno a me stesso, mi sento in un posto diverso. Lei non c’è più, la mia casa è finita laggiù, la mia vita ancora più in là, al di là del prossimo domani. Strizzo gli occhi, non penso, se è un sogno vorrei svegliarmi al più presto, ma se poi tutto è così, preferisco dormire di più.

mercoledì 11 gennaio 2012

OGNI TANTO DI NOTTE.

"Succede di notte, mi dice: "ogni tanto mi fermo, mi ascolto
e mi lascio condurre dalle parole...dai pensieri."
Mi parla di un vento di ieri, un perdersi di pensieri,
...in un lampo....mi porterà là dove tu c'eri.
Mi dirà: chi criticava il non passar del tempo,
mi condurrà tra le dune di un deserto di rancori,
dove non c'è un solo dei tuoi tormenti,
mi dirà:" si doveva parlare ", come soltanto è capace,
instancabile, chi non si nasconde dietro a riserve di paure.
Un pensiero inevitabile...oltre il gelo del tempo andato.
Uno sguardo sospeso, mi restituisce il tripudio
degli umori caldi della vita, a scorgere in qualche modo,
almeno una traccia tra i fili di emozioni,
soffiando il suo alito vitale al di là delle chiome del vissuto,
scoprendo che non hai altri pensieri, oltre le gioie,
dei timori che mi prendono d'assalto quando il tempo,
prediletto e represso, esprime tanto di un sol dolore."

martedì 10 gennaio 2012



LE SUE COSE.
La sua pelle mangiata dalla sete
si trascina inseguendo strani tormenti.
Poteva essere diverso se i suoi pensieri
si fossero nutriti di mete.
Poteva essere diverso se le sue luci
si fossero trasformati in comete.
La sua voglia bruciata d'ardore
si avvicina cercando altri momenti.
Poteva essere un inverso se il suo cuore
si fosse invaghito d'amore.
Poteva essere furore se le sue sensazioni
fossero dettate da vere emozioni.

lunedì 9 gennaio 2012

QUINTA - B
In questa ruota del tempo quanti si sono persi?
Tanti in fuga per la meta, ma nella mente un ritornello
come un chiodo fisso: Non riesco a dimenticare,
lei era la mia grande amica su di Roma è un indovinello.
Esca la noia dalla m...ia vita per ritrovar ancora
quell'aria fresca di ceramica da solidificare
e se non dimentico quel sorriso
di un amico sempre certo, è quel viso di un sol Berto.
Mi duole un pò a capo chino il diniego strano,
molto snello del caro estinto un pò Vil Lino.

Volo quattro, quattro, sette. Costantino Posa


"E’ stato soltanto un attimo.

Il cielo buio come l’abisso.

e il vento imprecava come

se volesse strapparci via.

Come fossimo sogni di carta.

E’ stato soltanto un attimo.

E per un attimo ho pensato.

Come è bello naufragare

In questo mare di notte.

Poi avvolto in un vortice

di ali spezzate, ho sperato.

Di essere almeno da solo.

Ma è stato soltanto un attimo,

quel mare sognato è diventato

un muro di schianto.

Soltanto un attimo senza pietà

per chi come noi trascinati

e perduti sull’onda del fato"

venerdì 6 gennaio 2012

I tramonti del tempo.



Se i tramonti del tempo ti portano via.

Se ti accorgi che da un po’ ti manca un sorriso.

Non lasciarti trasportare dal vento.

Puoi sempre girarti intorno.

Da qualche parte c’è sempre qualcuno.

Tanti guardano in alto.

Cercando di superare l’oltre.

A te basterebbe voltare per un attimo gli occhi.

Non ti spaventare se intorno c’è nebbia.

Soffia forte, più forte che puoi.

Prima o poi, un raggio di luce t’investirà.

Solo allora ti accorgerai che per te,

non è ancora finita.

Solo allora capirai che fra tante goccioline di brina,

c’è sempre stato qualcuno.

E solo allora quel tuo gelido cuore,

tornerà a scaldarsi di nuovo.

E solo allora ti verrà di tirare un sospiro.

Solo allora capirai chi ti è sempre stato vicino.

giovedì 5 gennaio 2012

S V E G L I A.


Tra il verde trafitto dai raggi del sole,
il cinguettio di un misto di uccelli.
Quelli della notte, ormai stanchi
...e quelli del mattino di un nuovo giorno.
Sveglia è tempo di agire,
E' tempo di riprendere il respiro.
La voglia di sognare.
La voglia di parlare.
Sveglia è tempo di dimenticare
il buio silenzioso di... una notte senza senso.
E' tempo di cercare un cuore ancora solo.
E' tempo di amare.

mercoledì 4 gennaio 2012

PICCOLE DONNE.

"Piccole donne perse nella loro passione
che le porta inesorabilmente altrove.
Donne bellissime, un pò dannate, guidate da un male invisibile
di una immoralità quasi morale, inspiegabile,
di chi preferisce alle infinite varianti dell'amore
il culto di se stesse e mentre le età fuggono via,
le anime belle giocano morbosamente perse
nelle notti fredde battute dal vento."

martedì 3 gennaio 2012

CLOCHARD.

Seduti sul ciglio di marciapiedi e stracci,
come scogliere a picco ad osservare
le nostre idee, come barchette di carta
messe lì su uniche gocce di acqua piovana
che scivolano via. Nessuno di noi avrebbe
... voluto essere lì. Un pò confusi, increduli,
eravamo a piedi scalzi a ricordare
di come eravamo.
Le emozioni come donne vestite di nero
a suggerire al cuore "non è vero che sei un uomo"
Tutto questo non significa nulla,
la dinamicità del tempo ci dice
che dopo la neve, tornerà la nostra primavera.
E' la linea di confine che non può essere lasciata.
Ci vorrà più del gelo e forse un pò di morte
a far sì che finisca questa nostra sorte.

domenica 1 gennaio 2012

SFUMANO NEL CERCARE.

Tra i rovi della nostra mente cigolano pezzi di emozioni.
Pensosi, scorrono via, evitando qualsiasi fonte di spreco.
Ora non ci sono più brusii o mormorii selvaggi a tormentare.
Ma, gli accenti cadono su ciò che è già stato provato.
Inutile pensare di poter cancellare.
Quando vi giunsero, senza mai soffocare,
apparvero dal sussurro del continuo vegliare,
come essere protagonisti di tele, dove, luminosi,
i suoi gialli ambrati sfumano nel verde del suo cercare
ad ascoltare qualsiasi richiamo, lasciando
che le colpe delle nostre colpe ricadono a chi non ha creduto.
Non è un ponte che è mancato per chi non ha voluto.

PARADISO o INFERNO.

"Mi fermai di colpo, alzando gli occhi al cielo, verso quel mi faceva tremare. Macchie di cielo azzurro si intravvedevano per pochi ...