Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da 2012

Autobiografia dell'autore: Costantino Posa

aUNOcomeTANTI.
Ho una spina nel mio cuore, scandisce ogni attimo di lamenti
che si chiedono: Dov'eri tu quando io son nato?
Trattiene un unico stupore alla deriva,
quando nei pensieri serpeggia la paura di dover scrivere per piacere
e non scrivere dei miei pensieri.
Questo tuo non voler tacere, ti fa sentire sicuro, grande,
ma se è vero che sei grande dove sono le parole fiere
che ti hanno fatto diventar grande.
Dove sono quei versi forgiati dai fremiti di un sentire,
mentre il tuo dire, disegna soltanto angosce, inganni,
frantumano le icone riflesse di uno specchio corroso dall'essere presuntuoso.
Io mi fingo di essere come un pensiero ancora sospeso
e mi convinco che si vive anche per un solo momento
e ancora per un solo momento si ridiventa ancor più grande.

IN GABBIA.

Come un uccello in gabbia
mi lascio catturare da nuovi momenti.
Una rete fatta da intrecci di tempo:
istanti, ore, giorni...anni
che ti chiedono soltanto di ricordare.
Una rete che lascia passare
le gioie di un tempo andato
mentre trattiene quelle
che non ti lasceranno mai.
Quelle che ti hanno sorriso
e che spesso ti hanno fatto piangere.
le gioie che ti hanno emozionato
oltre a quelle che ti hanno flagellato.
Quelle che poi, sempre ti fanno dire:
grazie per aver provato.

CORRI COME IL VENTO.

Corri, corri come il vento e non dire, non mi pento. Parli, parli come l'eco e non dire, non mi piego. Senti, senti come mente e non dire, non fa niente. Mi ci vorrà un pò di tempo per accettare quel pantano che ci avvolge o ci sconvolge. Più laceranti i moti dell'animo sbranati in poco tempo reggeranno un cuore buio, fingeranno che non è suo con contagocce di virtù. Lo terranno finché arriverai almeno tu.

Le giornate del mio tempo di Costantino Posa.wmv

INCREDULI STRAZI.

Come se avesse vissuto per ogni attimo Sempre lo stesso tragico attimo. Leggevo nei suoi occhi attoniti, bramosi di timori ben distinti.
Come se avesse di ogni attimo subito Sempre il farsi urgente di ogni spartito. Leggevo dei suoi gioiosi tormenti, avidi di paure di tanti momenti.
Come se avesse acceso di ogni silenzio Sempre lo stesso tacito aroma di assenzio. Leggevo nei suoi versi di corsivi avulsi, sazi di vibranti echi di impulsi.
Come se avesse di solitudine tinto la sorte Sempre il farsi di impellente morte. Leggevo dei suoi ultimi acri spiri, strazi di increduli, beati sospiri.

COME SIA POSSIBILE VEDERE LE STELLE.

Non potrà mai essere diversa la notte buia senza pelle inespressa,

se la luna scompare oltre quella duna.

Non potrà mai essere persa oltre l'indifferenza e vergogna.

Non stupirti se l'oscurità attraversa la vita, la rendono unica

se la luce del giorno riappare di albe in salita di ancora un domani.

Non stupirti se la verità riappare oltre quella duna,

non potrà mai essere persa se la notte apparirà diversa,

è destinata a scuotere l'anima, a svelarne il segreto

di come oltre la vita e la morte sia sempre possibile

vedere le stelle come le mete, oltre l'apparenza e la gogna

di tante inutili infelicità.

LA VALIGIA.

Si allontana nel grigiore di un distacco,

con sé soltanto una valigia di un sol ricordo.
Quello dell'abbandono,
Una valigia senza fondo,
il suo passo placido, si fa largo,
stralcia la pelle secca di un sol pensiero perfido.
Quello, senza rimpianto, di non voltarsi.
Ma il suo cuore lo sa che non può fidarsi,
se non si è persi, se non è oggi o non è domani,
se non è lei o un'altra, prima o poi,
se non è ieri sarà domani potrà stringere ancora le sue mani.

ANCORA AUTUNNO...Costantino Posa

Questo autunno che tarda a venire
costretto a tenere lo sguardo fisso
su quelle bacche rosse
che diventano sempre più rosse
e le foglie ormai rinsecchite
di un pessimo umore
che induce soltanto alla fuga.
Talvolta soffoca il pensiero
di ciò che sta per accadere.
Quasi certo che ci farà del male
e le notti intricate dei miei dolori:
Non ho paura,
ma c'è sempre qualcosa
di mutato
se il vuoto riesce
a riempirti il cuore.

LUCCIOLE...Costantino Posa

Solo dai nostri sospiri si capisce
se il momento è già domani.
Frammenti di presenze sparsi
tra le ceneri del tempo.
Smarriti come i pensieri
portati via dai venti autunnali.
I miei amori li lascio lì
in un cielo senza stelle
mentre una luna confusa
s'infrange sul continua a cercare.
Come l'impossibile,
che le lucciole cancellino
il buio.
Come i capricci del vento
che a volte soffia piano,
sempre da una parte
e la pelle punta i piedi:
"Non ho sentito nulla"
I miei ritorni li aspetto lì
sicuri del possibile.
Dove di sera, le lucciole
si caricano di pensieri.

VERSI UN Pò PERSI.

Collane di perle,
illuse al sole
a suon di sberle.
Lettere sospese,
da oltre un mese.
Incise di versi
di continui spasmi
e aliti persi
nelle notti di luna
d'insonnia velata
da sagome di fantasmi.
Se batte e si è soli,
lo avverti, sei solo.
Se batte e poi tace,
lo avverti, non sei solo.
In compagnia del buio,
paura e silenzio
non si è mai da soli.

IN LINEA.

Vi fu un altro silenzio,

alzò lo sguardo

e vide un pensiero astioso.

Non voleva più pensare a lei,

la notte era buia per dimenticare.

Non aveva mai conosciuto il rifiuto.

Lei era bella, strana e fulgida,

mentre le idee rimbalzavano

spezzate dalle onde dell'addio,

verso un " ci penserò più tardi ".

Tutto in linea con il mutar del tempo.

Ma il cuore sbirciò lontano,

gli mancò soltanto la voce.

la rotta gli sembrò buona.

Per un pò indossò la solitudine

come un mantello pigro

verso un inferno ululante

poi riprese il cammino.

IL PREZZO DEI SOGNI.

Quel precariato del desiderio
senza fiato ci costringe
a chiudere gli occhi:
E' normale sognare di più.
E' normale cogliere
il sangue perso dei cuori
spacciati dalle offese.
E i sogni, come cani randagi con tanta fretta di scappare;
sono tanti come gli uomini
capaci di fermare i No.
Sono ancora di più quelli
che non ci hanno mai detto Si.
Il prezzo da pagare?
Lo puoi fare...dimenticare i Flop
e chiudere gli occhi
sperando di essere
ancora in tempo
per sognare.

PIOGGIA ACIDA...Costantino Posa

Perché mai dovrei scrivere di un tormento?
Cercava l'acqua...le piogge sbattute dei venti;
un passaggio di emozioni, trovò soltanto lacrime
raccolte a mano e asciugate all'istante
da quel siamo tutti colpevoli di qualcosa
come pezzi mancanti, certamente dannati
dal voler essere distanti.
Cosa ci trettiene? dall'essere come poveri non pensanti.
Lasciammo fare al nulla, ad indicarci la via.
Finimmo, in tanti, in ginocchio
per non voler mai ascoltare.

COME CADENTI...Costantino Posa

Le stelle, che forse decoravano la sommità dei miei pensieri,

in parte perdute o sostituite dai miei inutili timori,
scendono come cadenti tra i sogni travolti e stracciati dai venti.
E' inevitabile, oggi come nel tempo andato
possono raccontare
della follia che mi ha guidato.

BATTE.

Così sopravvisse ai sogni,

mentre loro, in qualche modo

vorrebbero non morire.

L'inossidabile diavolo

fu nominato consulente

per chi si perde tra i lamenti

di insofferenze che sfociano

tra gli orizzonti dell'anima.

Non è vero che l'uomo è libero,

incatenato alle passioni.

Lacerato e vinto

solo con il passare del tempo,

ma il cuore rilancia, sorride:

" ne è valsa la pena ".

Tace solo dopo aver ceduto.

CREPTII.

Non avrò nessun timore a lasciare quelche sento.
La mia ultima poesia, fatta senza una parola.
Carta bianca pattinata senza un verso d'ascoltare.
Esule per motivi di risposte mai chieste.
Per un sogno mai sognato.
Solo passi, tanti passi, sempre passi,
aspettando che la voglia torni.
Scrivevo solo per me.
Lascerò che il mondo va, sorridente,
senza alcun mio lamento
e se poi più in là mi pento, che fa?
Lascerò quel che sento.

CHISSA'.

*** C H I S S A ' ****

Intorno a me c'è solo silenzio,
nessuno osa parlare,
odo soltanto il fragore
di chi sfacciatamente
mi contesta un bel niente.
In un gioco di avversi
mi sono detto:
"Vuoi vedere che sono pazzo"
Quante volte ci chiediamo
inedite soluzioni
per continuare ad essere
quel brivido che da tempo
ci scuote, mentre
l'ombra dei ricordi
sfugge solo da una parte.
quante volte mi ripeto:
"Come era bello prima"
in un gioco di dare
e non dare,
mentre oggi la luna
piange i traslochi
dei nostri abbandoni.
Chissà se poi domani
ritorna il litigio
a placare l'incanto
del mio turbamento.

STATO D'ANIMO.

Da tanti è considerata una fatalità
ma lei, mi ha rubato il cuore.
La mia anima, con quella immensa voglia
di cercare,
si agita di dolce tormento
e freme al vento lieve e impetuoso
delle brezze del tempo.
Sarà proprio così:
Racconta del fluire degli eventi
e delle pieghe, ormai diffuse,
di un sentimento
che aveva sfiorato anche lei
e le emozioni avevano già scritto
della sua passione discreta,
ma infrangibile
e della sommità dei pensieri
e del silenzio che di tanto in tanto
torna a spiegare
di come nascono certi amori
e di come, a volte, muoiono
senza ragione.
AD UN AMICO.
Mi diceva un giorno me ne andrò
e intanto beveva.
Mi parlava del vino
ed intanto fumava.
Rideva del tempo, di noi
e di come si era fieri.
Ma poi, ignari del vento
finì che questo era già ieri.

VISSUTA INVANO.

Vissuta senza sapere perché.

Sbattuta in prima fila
assapora l'aspro mortificante
del poteva essere diverso.
Come se la vita e la morte
coincidono e s'alternano
tra inizi e fine mai divise
e se l'afa e il gelo
si asciugano di paure arse
di futuro e passato mai passato.
Sopravvissuta senza saperne il perché
sorpasserà il tempo
come se la morte e la vita non esistessero.
Di tutto quel poteva essere lo stesso
respirerà del vento di gioie e farse
lasciate indietro senza saperne perché
quell'attimo atteso è già passato.

FELICITA' SOLE.

Nelle ore di solitudine sbirciavo la mia vita.
Lei da una parte e io dall'altra.
Che bugia le dirò mai?
La felicità si volto a guardare,
per un attimo indecisa
se andare verso l'oscurità.
Come una strada sospesa nell'infinito
sgocciolando le ragioni di un cuore,
rimasto per tanto tempo in disparte
a chiedersi: Come mai?  era una cosa mia, soltanto mia.
Sembrava fossimo arrivati alla fine.
Pensavo di essere il solo
a sentirmi veramente solo.
Ma il tempo è saturo di felicità rimaste sole.
Il tempo non ha più tempo
non ha più voglia di fingere felicità,
per non dover mai più parlare di bugie.

FUGGIASCO.

Come un fuggiasco ti allontani oltre l'orizzonte lasciando per la via le parole e le emozioni

che un tempo ti legavano ai tanti battiti del cuore. I tuoi passi come danza delle streghe a disperdersi nel buio

di un inutile cambiamento. Devi aver pensato di sfuggire al tuo destino.

Devi aver cercato il tuo orizzonte dimenticando che oltre c'è né sempre un altro

e poi ancora un altro e poi ancora un tormento e poi ancora una gioia ancora più grande.
Fermati almeno una vita ad assaporare il tempo
a viverla finalmente d'orgoglio e grande amore.

LACERAZIONE.

LACERAZIONE.



Ci vorrà del tempo per far sì
che i fantasmi degli amori
e degli odi passati tornino a ruggire,
Hanno cose più importanti da fare.
Troppo avezzi a scrutare le nebbie
e i bui delle notti incerte
per apprezzare il sole
e le luci forti di un ritorno.
E' come se il mare e lo scoglio
si affrontano senza ritegno.
Tornano in mente le parole:
Tu sei diretto là, dove la terra arde,
non lasciare che il mare risucchi
le lacerazioni di un cuore che aspetta:
E' tutto ciò che gli resta.

E' SEMPRE COSI'.

Il cielo di sera si tinge di rosso.
Si spera, anche se il nero ci viene addosso.
Sospiri e poi un pò ci pensi,
il gelo di cera dipinge di verde,
inseguendo il viso di chi non si perde.
Aspira a voler un pò di senso.
Il telo di vera si finge di bianco,
nasconde la frode di chi tiene banco.
Il cielo di notte si tinge di nero,
ci spia di stelle,
finché il sole diviene rosso.
Ci sveglia e poi ci riprende,
sorride e si fida del nostro cammino.
Il velo di giorno dipinge di rosa,
la noia che c'era, pian piano va via,
se lei sorride,
si veste di posa, come una sposa.

FOLLIA.

Un nemico invisibile.
Una beffa atroce, del voler essere diverso,
fluiva sotto forme bizzarre di inutili codici a barre.
Una cascata rosso fuoco in una mente invivibile.
Frammenti di idee disgregate
in una nube di vorticose bollicine
di un "Non mi lascerò mai ".
Follie che variano secondo le fasi lunari dei suoi pensieri.
Quel bisogno di essere universo
ardito e buffo, aggiungendo confusione alla confusione,
si staglia sullo sfondo di un cuore
a cui si può parlare di tutto,
meno di cosa si aspetta il mondo da noi.

ANCHE AL BUIO.

Messaggi regolari, come aveva promesso la mente,
corsero con estrema facilità verso le aspettative,
bruciando sul tempo ogni barriera,
...oltre ogni perplessa dimenticanza.
Forse è eccessivo affermare ce l'ho fatta,
mentre il cuore reattivo e veloce
si occupa dei battiti di un altro cuore.
Una scelta felice: Quella di aver cercato senza essersi mai fermato
quella tempesta di vento dove ci si trova a proprio agio.
In realtà è bastato percorrere l'attimo di uno sguardo
per capire un'intesa e far tua la più dolce possibilità.
E poi. i pensieri non ti lasciano mai,
si leggono bene anche al buio.

AMORE ANDATO

Quello di essere una follia.
Quella che non ti fa capire.
Quella che ti fa urlare: " ti Amo ".
Quella che ti lascia dire: " Solo Quello ".
Inerpicata ad un "si", si raccorda con le rocce dell'età.
Quando poi tutti sembrano scontenti di tutto,
ha fatto quello che voleva fare, andare via.
Quando si invecchia, restano soltanto i sogni,
quelli cheti fanno vedere “Nulla di nulla.”
Mentre i nostri pensieri sono strumenti a corde
se parlano del tanto vissuto
o grandi Gong se urlano di amori ormai andati.

la voglia infinita.

LA VOGLIA INFINITA.
Seduto in un angolo. Una coperta addosso.
Guardo avanti e non vedo.
Là dov’era una casa,si erge soltanto un ricordo.
Fra quei cumuli arrabbiati,si ode soltanto la morte.
Mi sale la voglia di farla finita.
Ma poi, mi giro di là. Seduto in un angolo,
c’è un’altra coperta.
Anche lei guarda avantie non vede.
Ricorda che lì c’era una casa.
Fra quei ruderi affranti,si ode soltanto la vita.
Allungo la mano,mi sale la voglia di farla infinita
LA TERRA TREMANTE.

Tanto tempo fa.........non capivo
mi sentivo solo.........le mie membra
deboli e sottili, tremanti e insicure.
Poi ho studiato.....ho lavorato
ho incontrato.....non più solo.
Ogni giorno ho amato
Ogni giorno ho costruito
ogni giorno ho sognato.
Poi arrivò la notte.
La terra tremante
le sirene urlanti
la gente piangente.
Ho aperto gli occhi,
le mie membra deboli e stanche,
ancora tremanti e insicure,
ancora solo.
E' passato tanto tempo...non capisco
mi risento ancora solo.

L’ALBA DEL GIORNO DOPO.

Come è triste l'alba del giorno dopo.
L'alba di un giorno dopo l'abbandono.
Ci si sente...soli, inermi, senza parole.
Come se ti avessero amputato una parte di te,
costringendo il resto a vivere
con una parte importante mancante.
L'alba di un giorno senza sole,
senza suoni, senza battiti di cuore.
L'alba, come fosse un tramonto,
senza orizzonti, senza strade da seguire.
l'alba in cui ti viene da dire:
Mi resta........... solo morire.
L'alba di un tempo che fatica a finire.
l'alba come una pagina di un diario
senza più pagine da scrivere.
L'alba che in silenzio, sussurra:
.............................R i c o r d i.

POI VA'.

Solo a decidere
aveva trovato una macchia.
Una speranza lasciata sola:
"L'idea della soglia aperta a tutti "
ma lei, la felicità
non ha un punto fisso.
Lei dà e quando vuole toglie.
La felicità è solo un attimo
poi và.
Non si lascia fermare
dall'inedia del momento.
Lei và...dove c'è
più di un turbamento.

SE IL BUIO ARRIVA COL SORRISO.

Se capitasse anche a voi
di finire in un girone infernale
sulle tracce di come si era ieri
con la dignità un pò sconcertata.
Di sera quando è il buio
che in silenzio ti fa compagnia.
Uno sguardo più in là
dove le voglie e i desideri
appena mossi e rimossi
tra strani malefatti
e tradimenti si allontanano
senza parole tremolanti
senza bivi stimolanti
a cercare di ieri
almeno delle tracce
a respirarne l'alito ansioso
e urlarsi dentro: Non tutto
finisce con una disfatta
e convincersi: " E' vero...tutto finisce "
Ma se ho amato e condiviso
vado via con sorriso.

TACE.

Il crepuscolo del tempo si fa orchestra,
trasferisce in piccoli versi ciò che ronza nella testa.
Nessun vortice di vento potrà fermarlo,
mentre i ricordi che generano ombre
sono solo polveri della gioia che ci ospita.
Esausta la rabbia, non esce,
né per gioia, né per disprezzo,
vuole solo respirare un pò di quiete.
In perenne anestesia, spaesata
percorre le ossa del brivido
di una vita vissuta come una sfida.
Finalmente tace, offusca e svilisce
la fonte ansiosa, impetuosa, caotica
e ormai estinta amica sfiga.

INUTILI PAURE.

Sentirsi un pensiero sbattuto nel nulla.
Aprire un incubo e sputarci dentro.
Gridare al mondo: Che vuoi?
Io non c'entro.
Io volevo solo essere presente.
Mentre noi tutti, narrati
dal tempo che passa
a sciogliere i nodi
e variabili di tanti conflitti.
La vita, una pazzia
frammentata di gioie.
Punteggiata di visioni
e pulsioni verso
la normalità di noi viventi.
E' un incanto verso
intenzioni più miti,
se ne infischia del freddo,
del buio e delle paure
di un' ultima fine.

LA POESIA di Costantino Posa

La poesia non è un grido, ma molto di più.
La poesia è tutto quello che noi siamo,
più quello che avremmo voluto essere.
Un urlo lacerante di un cuore scritto,
ripetuto più volte, quasi assordante.
L'urlo del dolore, del rimpianto e della gioia
di essere finalmente liberi........di vivere,
di comunicare........di aver provato.
Di esserci stati......di essere riusciti
soprattutto ad amare.

IMPRONTA.

Non possono esserci
cuori senza impronte.
Un cuore senza impronte
è un cuore che non ha vissuto.
Un cuore che non ha mai amato.
Un cuore che non ha mai patito.
Basta anche sola un'impronta
per poter dire: ho vissuto anch'io.
In attesa che l'ultima onda
ti porta via.

L'ANIMO.

Se l'animo potesse parlare, direbbe:

" Qui nascono i miei segreti ".

Prima, quando ero incerto

valeva la pena di riflettere.

Ora, mi sento meritevole,

posso gettare il cuore oltre l'ostacolo.

Poi, nel brivido del confine,

non più a ritroso, ma da umano a riposo,

mi dico: " Vittima dell'alternarsi dell'attimo ".

Nomade, per colpa del tempo,

cerco una rima che possa

riportarmi in cima.

UN ADDIO.

Un addio, il primo
come un sogno che s'invola.
Non ci spaventa,
ma non si dimentica.
...Per me, un papà.
Per un'altro, una mamma.
E poi, ancora,
un amico, un figlio
un amore mai vissuto.
Una parola mai ascoltata.
Una carezza mai provata.
Passa il vento...un giorno
una notte...il tempo.
Un rimpianto mai voluto.
Cosa resta di quel primo?
Come un treno che sorpassa.
Come un soffio che trascina.
Quanta fretta per chi sale!!

FOLLIA.

Un nemico invisibile.
Una beffa atroce, del voler essere diverso,
fluiva sotto forme bizzarre di inutili codici a barre.
Una cascata rosso fuoco in una mente invivibile.
Frammenti di idee disgregate
in una nube di vorticose bollicine
di un "Non mi lascerò mai ".
Follie che variano secondo le fasi lunari dei suoi pensieri.
Quel bisogno di essere universo
ardito e buffo, aggiungendo confusione alla confusione,
si staglia sullo sfondo di un cuore
a cui si può parlare di tutto,
meno di cosa si aspetta il mondo da noi.

PAURE.

Mi credevano spavaldo, ma io morivo di paura.
Bisognerebbe chiedersi, perché?
Correvo sempre al buio.
Tra i banchi di una scuola tremavo senza vento.
Disagio senza senso, se lei mi sfiorava dentro.
Più muto del silenzio nel dire quel che sento.
C'è voluto un pò di tempo, ma ora che ci sono,
non riesco a stare fermo.
Se parlo di emozioni è perché son solo doni.
Son diventate ormai invisibili per chi non ha capito.

FAVOLA NERA.

Tutti lo proviamo...prima o poi,
il bisogno di fuggire.
Mi sono seduto su una nuvola
ed ho sussurrato al vento:
lento portami con te.
Come una favola nera.
Portami verso le più alte
vette dell'angoscia.
Portami verso
quello che mi è mancato.
Portami
verso il gelo del rimpianto,
non voglio essere solo felice.
Voglio riprendermi quei sentori
delicati di chi per un attimo
mi ha sfiorato.

FALSI ORI.

Preso dai suoi pensieri dimenticò le notti silenziose
e la pelle calda delle sue spose.
Continuò a cianciare con l’altro suo modo di essere
evitando quei sentieri fatti di petali di rose.
Un tempo a donarle e sciogliere l’altro suo nodo.
Preferì ai cuori le spine di quei fiori.
Respirò aliti e venti inafferrabili
A rincorrere soltanto lampi e bagliori
di irraggiungibili falsi ori.

DODICI MAGGIO 1979

Ci sono luoghi
che meritano di essere rivisitati.
sono i luoghi della memoria.
solo lì, puoi trovare
le parole del tuo cuore:
"Vuoi tu prendere....?"
Come non potrei.
era un giorno di maggio,
teso come un cero
sulla porta della chiesa:
"La Chiesa del Sacro Coeur".
in attesa di:
my wife, my live.

NON HO TEMPO..

Laggiù in un mare di sogni
si confondono
le sfumature, mai certe,
di una strana realtà
Uno sciame di parole,
propositi, desideri
si affollano intorno
al nascere di un desiderio
di un giorno le cui ore
ancorate alla normalità di sempre
non lasciano spazio
ad alcuna novità.
Un'ultima occhiata ai ricordi
e poi via verso un nuovo momento,
dove passato e futuro
si intrecciano
quasi si elidono
nel preludio della felicità.
Chissà cosa penserà la noia,
mia eterna amica.
Io non ho tempo,
voglio solo essere contento.

MI DICE.

Vedo il dilatar di occhi su un viso color terra,
ma, tranquilli di uno che invano cerca
di lavarmi i vetri dell'auto.
Frammenti di speranze a spasso nel tempo.
Mentre io son fermo...aspetto, impaziente.
Ogni tanto un lamento del ritardo del verde.
Non penso a chi, come l'altro, ogni tanto si perde.
Inseguo il domani, mentre lui mi tocca le mani.
Mi dice: " Non sono infelice "
Vorrei soltanto un pò del tuo pane.
Sospiro, mi giro, un pò ne risento.
Mi dico: " Ho pianto per niente ".
Ho tanto, ma sono infelice.
Ora capisco, non serve essere ricco,
se poi dopo un pò come tanti rotolo a picco.

MENTIREI.

Se anche scrivessi delle parole che ho sbagliato,
mentirei se dicessi " di non aver mai sciupato ".
Non so se esiste una via di mezzo...Tra il vivere e il morire.
So solo che ho vissuto per poter un giorno scrivere.
Ho scritto per poter dire...di aver già tanto vissuto.
Ti chiesi la tua mano...mi donasti il cuore.
Se non avessi mai ascoltato
i suoi battiti incalzanti, mentirei se dicessi:
Di non aver mai amato, mentirei ancor di più,
se dicessi: Di non aver mai pianto.
E se anche scrivessi di non aver mai amato,
mentirei se dicessi di non aver mai mancato.

AMORI ANDATI.

Nel ricordo scippato al tempo ho rivisto un amore,
che ha dentro di sé un esito quasi fatale, inutile.
Quello di essere una follia.
Quella che non ti fa capire.
Quella che ti fa urlare: " ti Amo ".
Quella che ti lascia dire: " Solo Quello ".
Inerpicata ad un "si", si raccorda con le rocce dell'età.
Quando poi tutti sembrano scontenti di tutto,
ha fatto quello che voleva fare, andare via.
Quando si invecchia, restano soltanto i sogni,
quelli che ti fanno vedere “Nulla di nulla.”
Mentre i nostri pensieri sono strumenti a corde
se parlano del tanto vissuto
o grandi Gong se urlano di amori ormai andati.

ESSERCI.

Il nostro esserci succube del tempo.
Corretto e non dimezzato
di un tempo che va, senza mai fermarsi.
Nella complessità dei nostri attimi, c'è scritto:
" Tutto quello che è stato."
Se ieri, la capacità di esserci, era sognare.
Oggi, la stessa capacità è viverla.
Domani, è soprattutto esserci,
ricordare e possibilmente ritrovarsi.

ad Ivi.

Nel caos di un silenzio, venne lei, una piccola gonna.
Indossava una pelle scura, tremante di insolita paura.

Un tacito vento le scompigliò i capelli.

le indicò la via, verso un mondo di magia.

I suoi occhi grandi, fissarono il domani,

incuranti dei passi di pianto.

Davanti a dei bivi, cambiò il suo nome in "Ivi".

Urlò al mondo: "ci sono anch'io"

Si lasciò accarezzare dai lunghi capelli,

verso momenti più belli.

Asciugò le lacrime del suo cammino,

sospinta dal cuore verso l'amore,

per trasformare il suo lei

in una veste di donna.