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Quattro passi sulla luna.

 

Avevo bisogno di stare un pò da solo.
Ho fatto quattro passi sulla luna.
Da lì, ho rivisto la mia terra.
Da lì, mi è sembrata ancor più bella.
Di quel caos, non c'era niente.
Niente ori da inseguire. Vette da scalare.
Niente cuori da scaldare. Conti da saldare.
Un pò goffo mi sono detto: quasi, quasi qui ci resto.
Niente più telefonini.
Niente versi da cantare. Sogni da inseguire:
In questa calma celestiale  ho pensato:
ora accendo  il mio canale,
ma la cosa strana è che non avevo neanche quello.
In questa voglia di cambiare, non avevo più il mio mare.
Niente onde da inseguire. Niente vento da ascoltare
ed allora mi sono detto: vuoi vedere che resto solo.
Ho chiuso gli occhi ed ho pensato:
attraverso quella porta tra parole e sentimenti, rientro tra la gente.
Quando poi mi son svegliato un frastuono infernale,
però lei, accanto a me era ancora lì che dormiva

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TRA I PENSIERI VENTO...Costantino Posa

Tra i pensieri vento.
Vento nei miei occhi
persistente tra i ricordi.
Quel capo mai girato
e le voci,
splendide dei silenzi.
Come dighe che trattengono,
credono nei ritorni.
Sono certi, lei ritornerà.
Le certezze lo sanno già.
Voi non cercatemi altrove.
Non mi troverete mai.
Io sono come il vento lieve
mi riporto dove ero ieri.
Io sono come l'aurora,
appaio
quando gli altri dormono.
Io sono anche tuono.
Più mi sento solo, tuono.
Mentre l'umore cade
come le nubi delle sere
di fine estate.
Non mi troverete mai.
Io sono come un vento forte
anche ora sono altrove.

Domani c'e' il sole.

Da Costantino Posa Uno, dieci, venti, trenta.
Trenta giorni di sole assente.
Quanto gelo e morte sulla gente.
Quante ali che non hanno retto.
Quanti fiocchi di neve fino al petto.
Finalmente al sole i panni
mentre tutti contiamo i danni.
Uno, dieci, venti.
Più di trenta bare e pianto.
Sono cuori nel silenzio.
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una neve tutta bianca,
ma quel nero ci ricorda
che tra noi qualcuno manca.
Uno, dieci, venti, trenta
son da oggi già memorie.

LUNA NERA.

È un grido accorato tra mille domande che non hanno mai avuto risposte ordinate. A tratti soffocato da mille silenzi che non si sono mai fermati. Una luna un po’ strana. Vestita di buio come fosse uscita da una tana. Chiedimi perché ogni tanto guardo il cielo. Potrei anche risponderti. Potrei dirti che li vedo i miei giorni che vanno uno dietro l’altro. Come un treno che va. Potrei anche cercare di fermarlo, ma mi rendo conto che questo, in fondo non potrà mai essere possibile. Il tempo non si può fermare e non si potrà mai avere una eclissi di luna se lei è di per se
già nera.