martedì 29 novembre 2011

Corri come il vento - Costantino Posa

"Corri, corri come il vento
e non dire, non mi pento.
Parli, parli come l'eco
e non dire, non mi piego.
Senti, senti come mente
e non dire, non fa niente.
Mi ci vorrà un po di tempo
per accettare quel pantano
che ci avvolge o ci sconvolge.
Più laceranti i moti dell'animo
sbranati in poco tempo
reggeranno un cuore buio,
fingeranno che non è suo
con contagocce di virtù.
Lo terranno finché
arriverai almeno tu."

domenica 27 novembre 2011

SCRIVERE-Costantino Posa

"Il mio scrivere sanguina
nei tramonti senza bagliori,
quando le brezza di terra prendono il largo,
boriose di tempo che va.
Sanguina malinconico
di imperturbabile cedimento,
quando rievoca ulteriore ripensamento.
Il mio scrivere sanguina ripetutamente,
si riprende e si ripiglia ogni volta
che passa di un vortice il parapiglia
di un non voler mai più scrivere.
Il mio scrivere sanguina di parole
mai versate, dette e mai ascoltate."

sabato 26 novembre 2011

Fantasie per Valentina.


A me capita spesso di guardare in alto nel cielo.
Certe volte di sera quando è buio sono completamente attratto
da tutte quelle stelle che brillano lassù.
Quando ho un po’ di tempo in più,
lo dedico ad osservare di giorno il sole,
di sera, ogni tanto, la luna.
Ma è solo di notte che riesco a vedere più in là.
Di notte se fisso nel buio verso quei puntini luminosi,
ho spesso una sensazione misteriosa.
Avverto strane attrazioni.
Più fisso quelle stelle lontane,
più sento di avvicinarmi a loro.
E’ strano cosa si prova a guardare l’ignoto.
Forse è questo che da sempre stimola ogni uomo.
E poi, se è vero che Dio è lassù,
ti vien voglia di allungare la mano.
Quante volte hai provato anche tu?
Hai mai provato a sfiorare una stella?
Tu cosa pensi è giusto sognare? Io sono certo di si.
Sento che gli amori sono come comete.
Quando arrivano, passano in fretta.
Non hai il tempo ad esprimere alcun desiderio.
Tante volte siamo dettati dalle scelte.
Tante volte siamo scelti dalla sorte.
Desiderare una vita diversa,
da sempre ci conduce su una via quasi persa.
Sai quante volte puoi trovarti ad un bivio?
Non devi avere paura di sbagliare.
Se vai a destra, raggiungi qualcuno.
Se vai a sinistra, lo prendi alle spalle.
Se poi, ti scende una lacrima,
sappi che tutto torna come prima.
Ricorda che se guardi lassù,
il tempo ricomincia ogni volta che finisce.
Sai perché ci sono tante stelle lassù?
Prova ad immaginare un cielo tutto scuro.
Sarebbe un mondo senza futuro.
Se il cielo fosse tutto scuro,
non sapremmo dove andare.
Se invece una stella brilla lassù.
Tu saprai sempre ritrovare una luce.
Guarda, fissa sempre lassù.
Anche se chiudi gli occhi, la tua stella di più brillerà.

Tra Sarno e Messina.

Anche oggi non piove.
Questa nostra terra,
fatta spesso soltanto
di speranze.
Pian piano sta cambiando.
Sostituita da granelli
di sabbia sottilissima.
Ogni tanto si lascia andare.
Così accade che
quella mesta siccità,
quasi si riprende
a voler esagerare,
sostituendo quei
granelli di sabbia
con tante altre
inaspettate croci.

Troppo in fretta - Costantino Posa

E' successo tutto troppo in fretta.
La mia casa un tempo era una dolce melodia.
La mia vita un giorno era una immensa gioia.
Il mio cuore un tempo era un battiti d'orchestra.
Poi, arrivò la notte in compagnia del silenzio.
Dopo arrivò la noia a cancellare ogni gioia.
Alla fine arrivò la morte, a placarne ogni istante.

venerdì 25 novembre 2011

Inascoltato. Costantino Posa

"Di notte qualcuno non dorme,
veglia sui pensieri dormienti.
Parole a volte inascoltate,
sfilano via, mosse da lancette
di ore mai ferme verso un altro tempo,
senza alcun significato.
Verso un'alba fitta, dannata d'inganno
come l'amore inascoltato."

mercoledì 23 novembre 2011

paradisooinferno.blogspot.com

a UNO come TANTI......Costantino Posa

Ho una spina nel mio cuore,
scandisce ogni attimo di lamenti
che si chiedono: Dov’eri tu quando io son nato?
Trattiene un unico stupore alla deriva,
quando nei pensieri serpeggia
la paura di dover scrivere per piacere
e non scrivere dei miei pensieri.
Questo tuo non voler tacere,
ti fa sentire sicuro, grande,
ma se è vero che sei grande
dove sono le parole fiere
che ti hanno fatto diventar grande.
Dove sono quei versi forgiati
dai fremiti di un sentire,
mentre il tuo dire, disegna
soltanto angosce, inganni,
frantumano le icone riflesse
di uno specchio corroso
dall’essere presuntuoso.
Io mi fingo di essere come
un pensiero ancora sospeso
e mi convinco che si vive
anche per un solo momento
e ancora per un solo momento
si ridiventa ancor più grande.

martedì 22 novembre 2011

ANCHE AL BUIO - Costantino Posa

"Messaggi regolari, come aveva promesso la mente,
corsero con estrema facilità verso le aspettative,
bruciando sul tempo ogni barriera,
oltre ogni perplessa dimenticanza.
Forse è eccessivo affermare ce l'ho fatta,
mentre il cuore reattivo e veloce
si occupa dei battiti di un altro cuore.
Una scelta felice: Quella di aver cercato

senza essersi mai fermato
quella tempesta di vento dove ci si trova a proprio agio.
In realtà è bastato percorrere l'attimo di uno sguardo
per capire un'intesa e far tua la più dolce possibilità.
E poi. i pensieri non ti lasciano mai,
si leggono bene anche al buio.

lunedì 21 novembre 2011

SGOMENTO. Costantino Posa

C'è stato un momento in cui
foglie d'inquietudine
hanno bisbigliato perplessità,
sorvolando rovi di mugugni
e di inutili proclami.
Hanno suggerito: " se ami"
non scuotere i pugni,
segui la necessità
di far compagnia
alla tua solitudine.
Non far di tutto
un'unico smaltimento,
non potrà essere sempre così.
L'uso corretto dell'abitudine,
mormora di vento ingannato:
" La vita non è vita se non si è liberi".
L'urlo di chi ci è cascato
si specchia di sangue,
per non aver amato.
Chissà perchè il piacere
di chi ha massacrato
finisce proprio lì,
tra il pianto incredulo
di quel triste prato.

domenica 20 novembre 2011

TI INVENTEREI - Costantino Posa

"Ti amerei per sempre, contro il bianco cadere del tempo.
Ti cercherei per sempre, nei cieli, mari e miei pensieri.
Ti sognerei per sempre, se il mio mondo fosse soltanto fatto di sogni.
Ti inventerei per sempre, per assicurarmi di averti accanto.
Mentirei per sempre, per non giustificare ogni tua assenza."

sabato 19 novembre 2011

Come cadenti - Costantino Posa

"Le stelle, che forse decoravano
la sommità dei miei pensieri,
in parte perdute o sostituite
dai miei inutili timori,
scendono come cadenti
tra i sogni travolti
e stracciati dai venti.
E' inevitabile, oggi
come nel tempo andato
possono raccontare
della follia
che mi ha guidato."

venerdì 18 novembre 2011

” I miei tempi lontani “ .



Da ragazzino altro sport preferito, se così possiamo chiamarlo, era quello di effettuare, ogni tanto, una vera battaglia con spade e scudi di legno. Prendendo spunto dai film in auge in quel periodo, con grossa meticolosità, preparavamo l’arsenale e poi formati i due schieramenti si dava vita agli scontri. Teatro di battaglia era una piccola collinetta. I romani in alto sulla collina e gli altri, guerrieri barbari all’assalto, alla conquista di Roma. La sera si tornava a casa bastonati di brutto, lividi dappertutto, mani sanguinanti e in alcuni casi, improvvisati cerotti in testa, ma almeno Roma era salva.

giovedì 17 novembre 2011

La mia Roma.

Tanto attesa, Roma città eterna col viso a terra
sui ciotoli dell'appia antica.
I fori romani, quelli miei dei pantaloni
dopo un volo in picchiata.
Bella Roma, tanto desiderata,
tanto amata e con la pioggia tanto odiata.
Mai tranquilla, mai caotica, soltanto mai visitata.
Ci mancava la tripla, quella di via urbano,
cercata e ricercata invano.
E poi, quella voce di un terzo mondo,
la manderei fuori dal mappamondo.
Là a spalare il vento e fumo
assieme ai suoi inutili dormienti.

mercoledì 16 novembre 2011

LE STAGIONI - Costantino Posa


Quattro stagioni, quattro grandi ragioni,
erano già tutte ormai passate.
Invano l'alta velocità dei desideri,
quella che ti fa sorvolare in su.
Incapace di condurre una vita grama,
verso altre stagioni, altri momenti,
altri aghi di eventi pungenti.
Sfruttando ogni lampo di passioni,
inseguendo un urlo di esiliando,
scoprendo che non hai
altri pensieri infarciti
di punti esclamativi,
se non quelli rimasti di scorci
e fieri interrogativi.
Come possiamo chiamare il tempo?
se non il volare di gioie
e dolori di ogni momento.
Come possiamo chiamare amore?
se non voci di donne, di uomo,
di lacrime di ogni tormento.

MAGICA - Costantino Posa


Quegli incontri di risvegli,
un pò spaventati
di quando passava le notti
ad annusare il silenzio.
La sua forza è la scrittura.
la poesia che rende possibile,
va dritta al cuore.
Alle tragiche vicende
che il male può causare
e alla passione per la vita.
lo sguardo verso il cielo
a scrutare il senso.
Ad ascoltare il vento.
A pensare agli estremi,
agli opposti e ai sentimenti.
Al gelo e al caldo torrido
delle parole che fanno male.
A salutare gli addii,
ad abbracciare i ritorni,
senza sprechi e tormenti.
tutto questo è possibile,
va dritto al cuore.
La sua forza è la poesia.

MAI DOMO - Costantino Posa

"Mare colmo di cielo
Di un cuore mai stanco,
quanto somigli
alla voglia di andare
dietro i fruscii di un tempo.
Inseguendo emozioni
e memorie strappate.
Là dove tra onde di vento
non cerchi di far tuo
l’acre ombra di un addio.
Mai domo, mai vinto,
ti lasci indicare la via
senza perdere mai
il senso della fiducia,
ma sicuro, deciso
fissando la scia rapida
di un nero orizzonte
che sembra sfuggir via
tra i mattutini di un ieri
e gli increduli pensieri
di un giorno segnato
di un cocente abbandono.
Quante volte ti chiedi, perché?
Ora che la vaghezza di un fato
suggerisce non c’è.
Il tuo cuore, mai domo,
continua a cercare."

lunedì 14 novembre 2011

LA MENTE - Costantino Posa

"fissa sull'onda del tempo,
la sera è rosea e verde,
per ogni amore
che il cuore non perde.
Il giorno è azzurro e di sole
come il ricordo di tante parole.
La notte, se pur buia e silente
per tanta emozione...alterna
mai ci mente.
E' un vento che non fa rumore,
lo senti soffiare e ripensi:
"Come sarà bello domani,
come le spine di un oggi
e quel ieri...sfacciato
che un tempo viveva di sensi."

E' GIORNO - Costantino Posa

"E' giorno, dilato gli occhi e mi chiedo, perchè?
Meniamo come bestie.
Il mio pensiero, allo scoperto, mi suggerisce, senza stupore:
Non voglio passare, non voglio essere partecipe
di meschina convenienza.
In questa luce fatta di sole, in attesa di una mano tesa
non mi lascio trascinar dal nulla.
Cresce la convinzione di poter sempre essere
come l'onda del nostro mare
che quando piange, non se ne va, bloccata dalla luna.
Vorrei essere una colomba per poter inabissarmi
negli abissi del nostro cielo, più veloce delle bombe
a portar la lieta pace.
Vorrei essere come te, che anche quando non ce la fai,
comunque, sei sempre là."

sabato 12 novembre 2011

SERATE D'AUTUNNO-Costantino Posa



Nelle serate grigie d'autunno

libererò i miei pensieri.

Lascerò la pioggia bagnare

le ultime parole scritte.

Nessun lamento...nessun rimpianto

soltanto il ritornare umido del tramonto

mi porterà ad altre sere,

ad altre distanze....gocce nel tempo.

ad altre convinzioni.

Ad altre sere d'autunno

finite con un sol pensiero.


UNA PANCA STANCA.- Costantino Posa


Seduto sulla mia panca

fatta di travi, vecchie e stanche.

In compagnia dei richiami alla mente.

Inseguo il cadere

delle foglie d’autunno,

che mai si posano in terra

spinti da un impeto d’aria

di trascurati fremiti.

venerdì 11 novembre 2011

KABUL - Costantino Posa

Quei tricolori tornati da Kabul.

Tutti uguali, tutti soli.

Bianco, rosso e verde,

come l’età di quei bimbi soli.

E’ successo ancora.

Le lacrime di quei volti.

Il silenzio di tante mostrine.

Tutti parlano, tutti dicono.

Tace solo chi è rimasto lì.

Quella strana missione di pace,

ha deciso soltanto per chi

da quel giorno è rimasto lì

chiusi e avvolti soltanto

da quel bianco, rosso e verde.

Finalmente lì, a riposar in pace.

video - LE GIORNATE DEL MIO TEMPO - Costantino Posa

giovedì 10 novembre 2011

Viareggio sembrava il sole. - Costantino Posa

"Di notte in cielo è spuntato il sole.

Sembrava il sole, era soltanto la morte.

Tutti quelli sopravvissuti, quella insolita tragedia l’hanno vissuta.

Chissà? Se riusciranno mai a dimenticarla.

Prima di notte il cielo era tutto nero.

Poi è diventato come il sole.

Infine di un beffardo viola.

La gente scappava verso il mare.

Per tanti, la via del male.

Cisterna in agonia accasciate sui binari.

Quella notte, qualcuno ha deciso.

Quella notte, qualcuno ha smesso di sognare."

LAZIO: IN CONSIGLIO PRESENTAZIONE LIBRO "CARA ITALIA"


Cara Italia……Costantino Posa

Da Torino, addì 17 marzo 1861, il senato e la camera dei deputati hanno approvato, articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi successori il titolo di Re d’Italia. Sono le parole che si possono leggere nel documento della legge n.4671 del Regno di Sardegna e valgono come proclamazione ufficiale del Regno d’Italia, era il 14 marzo 1861. Legge che divenne la n.1 del Regno d’Italia il 21 aprile 1861. Un Italia inizialmente divisa in sette Stati, un Regno di 22 milioni di abitanti. 150 anni di uno Stato unito, una ricorrenza che sicuramente lascia riflettere. 150 anni, non sono tanti, ma lasciano finalmente intendere di quanto sia importante per un territorio e soprattutto per gli abitanti di tale territorio, poter dire di appartenere, non più a una terra italica continuamente divisa e spesso invasa e tragicamente deturpata da altri popoli. Una terra unita, motivo di orgoglio, per 58 milioni di Italiani. Una terra che dovrebbe continuamente alimentare e gratificare lo spirito e il coinvolgimento di tutti quelli che con altissimo prezzo hanno dovuto pagare per far si che tutto questo avvenisse. Essere Italiani dovrebbe servire ad eliminare qualsiasi pregiudizio nei confronti di chi è meno dotato o di chi erroneamente è nato in zone meno importanti del nostro territorio. Questo spesso viene dimenticato o sostituito da altre necessità, come quelle di essere di più o meglio, ecco il perché di tante anomalie che spesso ledono il senso vero di cosa si intende appartenere. Di essere pedine essenziali di una intera Unità, come è sicuramente quella Italiana. Cara Italia,  non solo perché si è nati, tutti  su un terra esclusivamente italiana, ma soprattutto, perché ci si sente di far parte di una comunità sorretta da valori identici, con gli stessi obbiettivi,  oltre che alla considerazione di forte gratitudine che tutti dovremmo avere nei confronti di chi con grossi sacrifici ha permesso che questo accadesse. Il passato dovrebbe sempre essere tenuto presente, poiché sicuramente tutto quello che ci è permesso fare, le nostre conquiste, le nostre possibilità sono frutto dell’impegno costante di tanti altri che ci hanno preceduti. Spesso l’orrore e la fatalità hanno teso agguati in ogni tempo. La storia dell’umanità in genere e per quanto ci riguarda, di quella nostra Italiana, temprata e avvilita nel tempo è calpestata da eventi dominati da catastrofi naturali, vedi il terremoto dell’Aquila. Nei giorni che seguono ogni tragica conclusione, c’è sempre qualcuno che implora. Mentre altri si prodigano, per prima, a giudicare, per poi finire col credere ancora di essere i primi della classe. Fra questi, ce ne sono tanti che da sempre si gonfiano come palloni, autoconvincendosi di essere, tra tutti i viventi, gli unici dotati d’intelligenza. Così spesso accade che fra tanti vuoti di memoria, ognuno reagisce come meglio crede. Un dispiacere misto a disappunto che spesso ci fa urlare: è la mia terra, farei qualsiasi cosa per migliorarla, mentre l’altro ci scrive sopra: è la mia città, farei qualsiasi cosa per ricostruirla. Così avviene che per ogni piano che viene giù, l’unico che ha pagato continua a pensare: è il mio mondo, farei qualsiasi cosa per sostenerlo. Pian piano quel sopravvissuto, facendosi largo tra le tanti polveri sottili, invano cerca di farsi ascoltare: è la mia famiglia, farei qualsiasi cosa per ritrovarla. Così anche quando si è portati a credere che ormai è la fine, ecco l’apparire di quell’altro. Quello un po’ distratto, tanto che per lui è quasi un vanto affermare: è la mia calamità, farei qualsiasi cosa per evitarla. Così come spesso accade è il momento in cui, soltanto da quel vicolo buio si fa avanti chi fra tanti non ha mai avuto niente. L’unico a dire: è la mia vita, farei qualsiasi cosa per donarla. Forse non capite, vorrei scambiarla con quel piccolo rimasto sotto a quelle travi di farina. Tanti come spesso accade, hanno già dimenticato. Solo chi non è morto quel dì, vive ancora di paura, con gli occhi verso l’alto a ricordare di come era: ieri, ero vivo, oggi sopravvivo, domani chissà. La terra trema, continuerà a tremare, ma chi ha più paura è sempre l’uomo. Quell’uomo, per tanto tempo così sicuro di se stesso, che alla fine soffre e paga per i tanti suoi errori. Sconfitto e colpito nelle cose a lui più care, per aver seguito, spesso, la sua stessa incoerenza. Perché incoerenza? Perché l’uomo in genere crede di essere più dell’altro, spesso soffre se è costretto anche dagli eventi imprevisti di dover sottrarsi cose conquistate con il proprio sudore, piuttosto che doverle dividerle con chi meno fortunato, viene duramente colpito anche da tanti eventi catastrofici come può essere quello di un terremoto in genere. Questo è soltanto un esempio di come un Italiano unito, spesso reagisce in modo incoerente a tutto ciò che accade. Allo stesso modo è da sottolineare tutto quanto viene fatto da tanti altri per affrontare e modificarne gli effetti. Essere uniti dovrebbe sempre spingerci verso un impegno totale e costante, con le dovute competenze, per far si che un Italiano debba sempre sentirsi componente importante di uno Stato proclamato e acclamato Unito per ben 150 anni. La parola volontà è quasi sparita dal lessico quotidiano, sostituita dalla parola libertà, intesa come libertà di fare quello che spesso ci piace, mentre volontà ci costringe ad un impegno per realizzare un fine. La parola volontà non dovrebbe mai venire meno, questo per dire che per vivere e credere in una “Unità” come quella italiana, ci vorrà sempre l’impegno costante di tutti per far sì  che chiunque potrà sempre dire, non sono solo, non sarò mai solo. Il nostro esserci, succube del tempo, corretto e non dimezzato di un tempo che va, senza mai fermarsi. Nella complessità dei nostri attimi, c’è scritto: “tutto quello che è stato”. Se ieri, la capacità di esserci, era sognare. Oggi la stessa capacità è viverla. Domani è soprattutto esserci, ricordare e possibilmente ritrovarsi. Cara Italia è indispensabile che l’alba segua sempre un tramonto, la notte ore di tenebre fiaccate da un “ non ce la farò mai “ a tenerla lontano. E’ necessario che ci sia sempre un domani e poi ancora un domani, per poter dire “ noi eravamo “. E’ stimolante risvegliarsi di ricordi futuri, sopiti e sfogliati di tempo. E’ inimmaginabile avere del niente commiserazione, tormenti e sperduti silenzi. E’ inevitabile vivere, convivere e poi ancora vivere per poter un giorno morire contenti. Le braccia del tempo si aprono e lasciano andare verso spazi ampi e fluidi, mai sazi del bel ricordare. Le parole dolci, fuggenti di una terra ingrata, arida di un non voler trattenere. E’ bastato dire basta, per non dover mai più sentire “ ancora “. Nessun vero italiano potrà mai negare di essere stato almeno una volta un furfante e tantomeno un senso indegno di panico potrà mai affermare “ sono un amico “. In fondo, come italiano, ho avuto tanto, ma ho dovuto dare, anch’io tanto. Questo per dire che spesso l’occasione fa l’uomo ladro, ma essere italiano dovrà inevitabilmente significare qualcosa. Tutti abbiamo l’obbligo di impegnarci per l’intera comunità, al di là delle divisioni politiche e socioculturali. Soprattutto non bisogna mai dimenticare. La memoria di tutto ciò che è stato, non dovrebbe mai essere accantonata. Non è soltanto una ricorrenza di un evento o di un particolare momento storico. La memoria, un cassetto dove attingere soprattutto l’insegnamento di come ci si dovrebbe comportare. La libertà è una conquista dell’uomo, va rispettata e usata sempre nel modo più giusto, altrimenti non avrebbe avuto senso l’antica spedizione del Mille di Garibaldi e tantomeno tutto l’impegno e sacrificio di tanti altri ancora. Cara Italia, solo così ognuno di noi potrà sempre dire: no, non sono stanco, quello che fa male è tutto ciò che è marginale. La mia strada fatta ad ogni passo, attimo per attimo, passo dopo passo, senza soste, senza sogni deturpati. Mai prigioniero di ciò che è mancato. Mai stremato, mai arreso alla sorte, mai rimasto senza un pensiero. E se poi la paura di sbagliare, provata e mai lasciata, mi ha permesso di andare sempre in alto, oltre il vento del chissà. Ho raccolto qua e là, tanti fiori di parole, mai rimaste inascoltate. Sempre aromi di ogni senso a scrivere ciò che penso. L’unico vero ostacolo è il tempo, anche lui, mai stanco. Anche lui, senza soste. Anche lui, mai marginale, sa sempre quando fermare. Cara Italia, quello che non dovrebbe mai mancare a nessuno è la libertà; Libertà di parola, di esprimere senza aver paura di essere sottomesso o perseguitato anche per il proprio pensiero. Libertà di poter scegliere la strada da seguire, senza per questo essere messo da parte o in difficoltà. Tutto questo sempre nel rispetto delle leggi e nel rispetto delle diversità.




LIBERTA’ PER TUTTI: L’uomo ripiegato su se stesso è lo stesso uomo di prima. Quello che nel poter decidere camminava dritto, sempre avanti. Quello che ha vissuto, sognato e combattuto. Quello che ha parlato e ha scelto la sua strada. Quello che dirà: “ Non tornerò più in piedi “, i miei costretti non vogliono: Costretto al silenzio. Costretto alla fuga. Costretto a sopravvivere. Costretto a prostituirmi. Quello che mise nel cuore un sol pensiero: “ Libertà ”. Ora è tempo di cercare la cordialità di un tempo. Quella che ad ogni bivio ti dice: “ vai di qua o di là ”e se non ti piace, puoi cambiare. L’uomo ripiegato su se stesso è lo stesso uomo di domani. Quello che parlerà sempre di un domani. Quello che lavorerà e potrà stringere le tue mani. L’uomo ripiegato su se stesso  è lo stesso uomo di tanti momenti, precipitato nel panico, mesto, rifugio dei perdenti per vivere di un unico sol momento di tormenti.
Cara Italia, il mio scrivere sanguina nei tramonti senza bagliori, quando le brezza di terra prendono il largo, boriose di tempo che va. Sanguina malinconico di imperturbabile cedimento, quando rievoca ulteriore ripensamento. Il mio scrivere sanguina ripetutamente, si riprende e si ripiglia ogni volta che passa di un vortice il parapiglia di un non voler mai più scrivere. Il mio scrivere sanguina di parole mai versate, dette e mai ascoltate.  Cara Italia, manca sempre un attimo a quello che avverrà. La normalità alimenta sempre la speranza ed è lecito chiedersi: farà così male? Il nostro spirito deve essere come una mongolfiera che sale, liberandosi di ogni peso malinconico. Il nostro cuore, forse un viaggiatore esigente, se dovesse scegliere dove emergere. La scelta del momento è solo sua, nessuno potrà mai cambiarla. Nessuno sa come farlo palpitare, come gli amori intatti, mai lasciati veramente, che graffiano e scaldano il profilo incandescente di un cuore non di pietra, semmai testardo. Cara Italia, questa vita fatta di fuoco. Vita di gioie, vita di spine, vissuta da chi non teme di avere la fine come amica. Di chi si parla, si ascolta e continua a sognare. Di chi si sveglia e pensa di essere appena nato. Da chi si sente di continuare a vivere con quello che scrive. Da chi guarda al di là, oltre il tempo e vede che non è mai vissuto da solo e per niente. Cara Italia, tornando al passato, al tuo passato, ho rivisto l’uomo, il ragazzo, le passioni i sogni, la voglia di arrivarci. Le sue sconfitte di allora. Le sue mete mai raggiunte. Il suo amore, di un tempo, come allora ora e per sempre. Il suo cuore nutre per sempre, a tratti intrappolato, mai vinto, quasi annientato, mai fermato. Tra gli alberi di gioie che crollano fragorosamente, macerie di sentimenti immerse nelle acque grigie di ciò che a tutti accade. L’ambiguità di certi momenti. Le conquiste di ogni attimo. Subito dopo, la certezza di essere contento, allora, ora e per sempre. Cara Italia, alla fine del viaggio, ora si avvia verso il parco del riposo. Non si accorge di aver dimenticato di scrivere la parola fine. Si pone al fianco dell’altro andato prima, invoca il silenzio, ricoperto di foglie di un voler bene a tutti i costi. Dimentica, non sa spiegare la complessità di ciò che è già successo. Si aspetta che il battito del suo cuore esca a raccontare l’assoluto. Si è spento nelle ore al termine del suo tempo, convinto di poterci sempre essere stato, mentre come l’altro è solo di passaggio.

martedì 8 novembre 2011

MAI DOMO - Costantino Posa

"Mare colmo di cielo
Di un cuore mai stanco,
quanto somigli
alla voglia di andare
dietro i fruscii di un tempo.
Inseguendo emozioni
e memorie strappate.
Là dove tra onde di vento
non cerchi di far tuo
l’acre ombra di un addio.
Mai domo, mai vinto,
ti lasci indicare la via
senza perdere mai
il senso della fiducia,
ma sicuro, deciso
fissando la scia rapida
di un nero orizzonte
che sembra sfuggir via
tra i mattutini di un ieri
e gli increduli pensieri
di un giorno segnato
di un cocente abbandono.
Quante volte ti chiedi, perché?
Ora che la vaghezza di un fato
suggerisce non c’è.
Il tuo cuore, mai domo,
continua a cercare."

lunedì 7 novembre 2011

E' SERA - Costantino Posa

"E' sera, chiudo gli occhi e mi chiedo, perchè?
corriamo tutti come pazzi.
Il mio pensiero staccato da frivoli accorgimenti
mi urla, senza farsi sentire: Non voglio solo sopravvivere,
ma vivere senza correnti di rabbia....fatta di mercurio.
In questo silenzio, in attesa delle nebbie del mattino
s'aggroviglia il rallentar del tempo, mentre sale il desiderio
di poter essere come l'onda del mare che va e poi ritorna
scrutando fondali di stelle dispiegate nel buio
che trapuntano l'infinito.
Vorrei essere il vento per poter volteggiar nel tempo
e soffiar più dell'ansia che ogni tanto mi tormenta.
Vorrei essere come te, che sai vedere il bene
anche dove non c'è."

domenica 6 novembre 2011

SARA'-Costantino Posa (Acquaviva)

SARA'.

Sarà stato un uomo...per tanti anni un uomo.
Sarà stato un padre...per tanto tempo un padre.
Sarà stato un uomo che ha amato.
Sarà stato, anche, un uomo che ha amato.
Uno schizzato...per sempre andato.
Uno schizzato che ha schifato.
Un verme, umiliato, piegato, che ha strisciato,
molestato e che purtroppo ha eliminato.
C'è sempre un attimo in cui si ha sempre
la possibilità di fermarsi, di cambiare...di amare.
Perchè? l'uomo si ostina...a non essere uomo.
Perchè? l'uomo predilige...ad essere odiato.

Occhi che non dormono - Costantino Posa

"Occhi che non dormono.
Occhi che non piangono.
Occhi di neve bianca su una pelle bruna,
di chi ha smesso di morire

tra le dune gelide di un mondo ultimo.
Occhi che hanno smesso di sognare.
Occhi che hanno perso ogni speranza.
Occhi in fuga, soltanto per finire un pò più in là,
tra le onde tacite....sempre pronte a coccolarli.
Occhi che non soffrono. Occhi che non temono.
Occhi senza fame di chi si chiede: " Perchè son nato? "
Stretti, cupi e avviliti, incollati ad un legno morto.
Quasi a soffocare i lamenti di cuori spenti.
Occhi che si chiedono: " Perchè son partito? "
Occhi che ogni tanto riposano in fondo al mare.
Occhi che fanno finta di arrivare
per poi finire in fondo ad un viale.
Pochi, soli ad elemosinare."

sabato 5 novembre 2011

ALITO INTRIGANTE-Costantino Posa

Non si potrà mai ascoltare
Il cadere di una neve d’inverno
Tra le coincidenze dei nostri incroci,
vissute nel battito di un attimo.
Fiocchi di emozioni sciolti
all’apparire del primo sole.
Tra i ciotoli sparsi e rami spezzati
delle nostre antiche esistenze.
Nel ricordo di sensazioni identiche.
Umori e sussulti vissuti
nello scorrere di un tempo,
ora riposano nell’attesa
di un alito intrigante.

MI DICE-Costantino Posa

"Vedo il dilatar di occhi su un viso color terra,
ma, tranquilli di uno che invano cerca
di lavarmi i vetri dell'auto.
Frammenti di speranze a spasso nel tempo.
Mentre io son fermo...aspetto, impaziente.
Ogni tanto un lamento del ritardo del verde.
Non penso a chi come l'altro ogni tanto si perde.
Inseguo il domani, mentre lui mi tocca le mani.
Mi dice: " Non sono infelice "
Vorrei soltanto un pò del tuo pane.
Sospiro, mi giro, un pò ne risento.
Mi dico: " Ho pianto per niente ".
Ho tanto ma sono infelice.
Ora capisco, non serve essere ricco,
se poi dopo un pò come tanti rotolo a picco."

MAMMA DUE VOLTE - Costantino Posa

"In un giorno d’inverno che gela,
ti parla il vento che proviene dal tempo.
Ti dice: sospesi nell’aria,
i ricordi, quelli belli, ti fanno gioire.
I sogni sono poesie notturne
che si fanno inseguire
tra le brezze serali
di una mamma in esilio.
Una mamma due volte.
Come posso dimenticarle?
In un giorno d’inverno
non oso neanche voltarmi.
Il vento che viene dal mare
cosparso di soli riflessi
ti dice: io sono felice.
Come posso non ricordare?
Straniero portato dal vento,
i ricordi, quelli belli, si fanno sentire.
I sogni, sospesi nell’aria,
ti fanno gioire."

TORMENTO - Costantino Posa

"Non c'era altra scelta, mi osservava.
L'angoscia trasformata in tormento.
L'amore avrebbe potuto donarle tanto,
se il cuore, il mio cuore,
glielo avesse consentito.
Probabilmente non capiterà più di assaporare
quello che poteva essere, lei doveva andare,
per quanto tempo, il tempo doveva aspettare?
Fra quanto tempo, lei, poteva tornare?
Sopraffatto dal desiderio
cosa resterà di quel tormento?"

venerdì 4 novembre 2011

Andrò lontano. - Costantino Posa

Nelle notti di vento d'autunno
calpesterò i momenti ingialliti di foglie d'estate.
Pizzicato dal vento e da gocce di pianto.
Scolpirò il tempo con infinite parole.
Scriverò del mentre e del ripenso.
Mi coprirò di verde e andrò lontano
lungo il sentiero del chi sfugge
a non capire il senso del non ritorno.
Mi parlerò di te, del meritato
e di tutto ciò che è mancato.

mercoledì 2 novembre 2011

INSOLITO PENSIERO.


Qualcosa che raggiunge gli abissi dell'anima.
Qualcosa che ci sfiora, ci parla, prende forma.
Il silenzio non consola, si lascia invocare,
come se avesse ancora voce.
Insolito e fino ad allora ignoto,
si trasforma in ricordi, a volte struggenti,
risuona dentro di noi, evoca e ci dona
un linguaggio tutto nuovo.
Scandisce ogni attimo intenso
e poetico dell'animo.

PIU' di una MAMMA.

A te che sei lì come un filo d’erba con le dita ancorate in terra. A te dico, non aver paura nessuno potrà mai dimenticarti. Nessuno potr...