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A VOLTE VORREI.

A VOLTE VORREI.

A volte penso alle cose
che mi sono state tolte.
A volte, quando neanche
il silenzio mi parla,
non resto mai da solo.
Mi parlo...mi dico: Sai,
a volte vorrei
scendere ad un compromesso
col l'andar del tempo.
Vorrei chiedergli:
Perchè non ti fermi?
Perchè ogni tanto
non fai come il mio..PC,
tante pagine da salvare.
Perchè solo un cestino
per cancellare.
A volte vorrei
che l'andar del tempo,
fosse ogni tanto
possibile riprogrammare.
Vorrei che la rotta seguita
fosse
come le orbite dei pianeti,
che corrono via,
ma poi ritornano
o come la luna
che ogni tanto scompare,
ma è sempre lì,
poi riappare.

FORSE E' COSI'.

Alcuni uomini appaiono vigliacchi, tanti altri soltanto fiacchi.

Diceva: " non ce la farò mai ". Collezionava forse, un pò di se.

Ma in una fredda giornata non si è mai soli.

Se la vita parla di solitudine, di una memoria che non riesce

a contenere nostalgia e il dimenticare.

Di una coppia di pensieri che giocano con le parole.

L'uomo è così, non modifica ciò che è già accaduto.

Semmai, osserva come un ombra, inspiegabilmente attratto dal sangue e dall'amore.

Mentre le anime belle appaiono sempre belle, in una giornata fredda come ieri

e come sarà domani.
LEGGERO TREMORE.
In un giorno d'inverno, clamori di pianto un pò strano. In un attimo mi sono girato. ho sentito le rondini in volo. Nè vento, nè acqua, nè doli, soltanto una fuga un pò strana. Per questo mi sono girato. Intorno, tutto intorno soltanto un leggero tremore. Per questo mi sono piegato, cercando tra i fumi e ricordi.. Se penso a quel che sarà domani, non posso ingannare il mio cuore. Chi c'era, non c'è. Chi resta, va via. Se dovessi immaginare il domani, non posso neanche sognare. Intorno si continua a scavare. In fondo mi chiedo, perchè? non dimenticherò mai il mio mare che corre verso l'oriente. Non potrò mai dimenticare quei sogni, quei cuori, quei mila, sepolti ogni istante da soli. Chissà se rivedrò il mio mare, ancora da oriente tornare..!?!?

Le parole.

Ogni tanto torna a far paura la solitudine.
Ci si può smarrire.
L’anima nascosta della tristezza
vuole anche lei un posto in prima fila,
ci porta a spasso in un mondo pervaso di ombre.
I sogni, le mete restano irraggiungibili.
Le speranze, le gioie inesistenti.
La notte si confonde con il giorno.
La malinconia si fortifica
tra le giunture delle nostre note,
ride dei nostri eccitanti diversivi,
ci colloca in balia delle nostre non domande.
Ci abbandona in una resa fatta di occasioni mancate,
verso gli abissi chiari del nostro inutile dire:
“Vola quando vuoi”, ormai è la fine.
Ma l’uomo, ogni uomo ha un cuore e le parole.
Dettagli trascurati. Il cuore và, non smette mai
E le parole hanno deciso di non restare a guardare.
Il cuore detta e le parole vanno, urlano,
si fanno sentire, si lasciano scrivere,
raccontano emozioni, gonfiano le vele di sensazioni
e ci convincono che a volte bastano le parole,
quelle giuste a cancellare la noia
di ogni nostro amico malessere…

"SE"

Se il cielo dovesse essere sempre più buio.
Se il sole non dovesse mai più scaldare.
Se il mare si dimenticasse di sfiorare.
Se il vento decidesse di più non parlare.
Potrei anche voltarmi, non troverei nessuno.
Potrei anche decidere di non nascere più.
Potrei anche illudermi di poter vivere.
Potrei anche immaginare di non essere solo.
Se tutto questo potesse accadere,
forse mi accorgerei di non essere mai esistito.
Forse mi accorgerei di aver pianto e riso inutilmente.
Forse sarei tentato a dire: " SE?"
...........soltanto " SE? ".
ORA è NATALE.

Non credo tu possa dormire,
al diavolo chi ha detto che sei and...ata.
Da tempo ho smesso di fumare illusioni,
non puoi lasciarmi proprio ora.
Fuori è tutto bianco,
le luci di Natale sono più di quelle di ieri.
Di vincotto e miele è fatto
il fumo di quel camino,
mentre il cuore, fino in fondo,
aspetta che tu ti giri.
E' Natale, non puoi andartene
e far solo male, smettila
di far finta di morire.
Io ho smesso di accantonare delusioni,
fuori è tutto bianco,
le luci spente del tempo che va,
ora sono più splendenti.
Ora è Natale.
FALSI ORI.
Preso dai suoi pensieridimenticò le notti silenziose e la pelle calda delle sue spose.
Continuò a cianciarecon l’altro suo modo di essere,
evitando quei sentierifatti di petali di rose.
Un tempo a donarlee sciogliere l’altro suo nodo.
Preferì ai cuorile spine di quei fiori.
Respirò alitie venti inafferrabili
a rincorrere soltanto lampi e bagliori
di irraggiungibili falsi ori.

Un weekend a Bagdad.
Un giorno mi sono detto sono stanco di aspettare. Sono stanco di giocare in questa trappola di miseria ed allora ho pensato e mi sono trasformato in un soldato viaggiatore. Così, ad un sole  che non si vede ho mollato una postazione fatta solo di simulazioni. Ho provato ad ascoltare i colori della tragedia di due icone sbriciolate. L’alternativa al non far niente si chiamava Bagdad. Ed allora ho pensato che si innesti la sorpresa in un viaggio di restauro. Finalmente un volo gratis. Finalmente in compagnia. Non più solo, sul set della mia vita. Ho preso tutto e son partito. Anticipando ogni attesa. Ma nella logica delle cose appena sceso, son saltato 
e così, di nuovo solo il giorno dopo son tornato.

CHI SPERA.

L'onda del malcontento
là dove il mare si fonde
con le nubi mutevoli
dei nostri cieli,
spegne l'attesa
di un giorno felice.
Come fan presto le ore
a dimenticare le ore
nel tempo del nulla.
Come fan presto le ombre
del tempo che va
a dimenticare un addio.
Come fan presto
le polveri dei sogni
a vagar per i cieli.
A vagar tra i raggi
di un sole che gela
il lento passar di un'idea.
Volano in alto
sospinti dal vento,
tenuti da un filo
d'aquilone
di chi non vinto
continua a sperare.

L'unico gesto. di Costantino Posa

La verità tante volte si scioglie
come neve antica e desueta.
Forse è inevitabile che sia così.
Sono lembi dispersi di un sentimento
che non aveva voce, ma uno strido in declino.
Prima...ogni gesto era un rituale.
Oggi l'unico gesto che ti segue
è un bacio soffiato sulle dita del tempo.

SE PENSO.

"Non era quello che volevo,
usavo il mondo, il mio mondo
come un deposito di emozioni.
Volevo un posto in prima fila,
ma non era quello che pensavo.
Questa volta è diverso,
ora mi sento soltanto perso.
Non era più il mondo che immaginavo,
riservandomi di seguire ciò che amavo.
La morte è in rivolta, ne vuole sempre di più,
in fondo la vedo quella lacrima,
persino negli occhi di quella morte.
Anche lei se ne accorta,
di aver sfidato troppo la sorte.
Anche lei piange...se ne accorta
di aver esagerato con la morte."

QUALCUNO.

OLTRE.

Ora si avvia verso il parco del riposo.
Non si accorge di aver dimenticato di scrivere la parola fine.
Si pone al fianco dell’altro andato prima,
invoca il silenzio,
ricoperto di foglie di un voler bene a tutti i costi.
Dimentica,
non sa spiegare la complessità di ciò che è già successo.
Si aspetta che il battito del suo cuore esca a raccontare l’assoluto.
Si è spento nelle ore al termine del suo tempo,
convinto di poterci sempre essere stato,
mentre come l’altro è solo di passaggio.

FUOCO.

Mi piace del fuoco acceso guardare i gesti della sua fiamma,
simili alle dita di una  mano esile andar su e giù. Mi piace del legno arso ascoltare i suoni arditi e ansimanti come fossero due amanti. Mi piace di tutto ciò che resta soffiar più del vento In attesa di  un lieto  evento.

ASCOLTO.

Ascolto al mattino il silenzio. Ascolto il silenzio che mi accompagna. Il silenzio che mi parla, ……..mi urla Ascolto le parole di chi mi ama. Ascolto l'inutilità di chi non ha capito. Nel silenzio che mi respira intorno, ascolto chi mi manca. Ascolto il vibrare di ogni "No". Riascolto il suono dei nostri "Si". Anche quando il mio cuore decide di restare in silenzio. Ascolto al mattino, la sera. La notte ascolto il mio silenzio, ......fatto sempre di emozioni, sensazioni forti di ogni mio silenzio.
Natale, tutti i giorni.
Ultimi giorni di novembre, Natale si avvicina. Giorni di festa. Tra le memorie raccontate, inseguo il ricordo di chi in silenzio è andato via. Natale, giorni di speranze. Giorni di ottimismo, puntati al futuro. Incredulità, difficoltà, pregiudizi e timori sembrano svanire. Io, il mio Natale lo vivo tutti i giorni. Al mattino quando per prima, apro gli occhi. E’ natale quando guardo chi mi accompagna E’ Natale, quando parlo e ascolto chi mi ama. E’ Natale, se cammino e sento i passi di chi mi segue. E’ Natale, anche  quando inseguo chi in silenzio è volato via.

Gelida come neve.

Scende piano come la neve,
senza veli di emozioni.
Quella luce spenta
dell'essere soli.
Si pone accanto
e si calpesta al buio.
Senza odi o moli,
che hanno visto
andar via, dritta
sempre dritta, quella nave
ormai sconosciuta,
zattera di un'altra vita.
Non teme il ritornar delle maree,
segue l'onda del cambiamento,
lasciandoci al ripensar
di alterni attimi
di ogni nostro turbamento.

Quattro passi sulla luna.

Avevo bisogno di stare un pò da solo.
Ho fatto quattro passi sulla luna.
Da lì, ho rivisto la mia terra.
Da lì, mi è sembrata ancor più bella.
Di quel caos, non c'era niente.
Niente ori da inseguire. Vette da scalare.
Niente cuori da scaldare. Conti da saldare.
Un pò goffo mi sono detto: quasi, quasi qui ci resto.
Niente più telefonini.
Niente versi da cantare. Sogni da inseguire:
In questa calma celestiale  ho pensato: ora accendo  il mio canale,
ma la cosa strana è che non avevo neanche quello.
In questa voglia di cambiare, non avevo più il mio mare.
Niente onde da inseguire. Niente vento da ascoltare
ed allora mi sono detto: vuoi vedere che resto solo.
Ho chiuso gli occhi ed ho pensato:
attraverso quella porta tra parole e sentimenti, rientro tra la gente.
Quando poi mi son svegliato un frastuono infernale,
però lei, accanto a me era ancora lì che dormiva

ME...MORIA Costantino Posa

Ogni volta che guardo quel filo spinato,
io li vedo, sono ancora lì.
Ogni volta che guardo quei vagoni di pianto,
io li sento, sono ancora lì.
Ogni volta che guardo quei forni tormenti,
io chiudo gli occhi e ci penso,
sono ancora lì, a chiedersi perchè?
Ogni volta che tu... urli per niente,
io mi vergogno e non dimentico.

IL dolce VENTO degli ANGELI.

Loro, mi hanno detto che non esistono.

Io non li vedo, ma li sento.
Li sento quando resto nel silenzio.
Quando chiudo gli occhi e non so dove andare.
Sono loro che accarezzano la mente.
Sono loro che col vento delle ali
mi fanno respirare.
Sempre attenti a suggerire
quando non è ancora tempo di partire.
Soffiano sull’umore
e sulle scelte del mio cuore.
Sono loro che mi dicono
non fidarti del di più,
pensa solo a quello che di poco mi fa felice.
Di quei demoni spavaldi,
non temere se m’illudono di ori,
le gioie della vita sono nelle mani
di chi mi accompagna
e quando è l’ora di tornare
sempre pronti a prendermi per mano
e sollevando un dolce vento
mi riportano a testa alta
dritto-dritto verso il mio cielo.

Forse è così. - Costantino Posa

Alcuni uomini appaiono vigliacchi,
tanti altri soltanto fiacchi.
Diceva: " non ce la farò mai ".
Collezionava forse, un pò di se.
Ma in una fredda giornata non si è mai soli.
Se la vita parla di solitudine, di una memoria che non riesce
a contenere nostalgia e il dimenticare.
Di una coppia di pensieri che giocano con le parole.
L'uomo è così, non modifica ciò che è già accaduto.
Semmai, osserva come un ombra, inspiegabilmente attratto dal sangue e dall'amore.
Mentre le anime belle appaiono sempre belle, in una giornata fredda come ieri
e come sarà domani.

SOLO COME UN....

In queste sere di mesto inverno cammini solo, come un cane. Ma questo non ti basta, sei ancora più solo, finalmente, sei ancor più di un cane. La tua casa non ha specchi. Sono sicuro, la tua casa non potrà mai avere uno specchio,                                                  ti costringerebbe a guardarti in viso,                                                  ti porterebbe fuori dal paradiso

Corri come il vento - Costantino Posa

"Corri, corri come il vento
e non dire, non mi pento.
Parli, parli come l'eco
e non dire, non mi piego.
Senti, senti come mente
e non dire, non fa niente.
Mi ci vorrà un po di tempo
per accettare quel pantano
che ci avvolge o ci sconvolge.
Più laceranti i moti dell'animo
sbranati in poco tempo
reggeranno un cuore buio,
fingeranno che non è suo
con contagocce di virtù.
Lo terranno finché
arriverai almeno tu."

SCRIVERE-Costantino Posa

"Il mio scrivere sanguina
nei tramonti senza bagliori,
quando le brezza di terra prendono il largo,
boriose di tempo che va.
Sanguina malinconico
di imperturbabile cedimento,
quando rievoca ulteriore ripensamento.
Il mio scrivere sanguina ripetutamente,
si riprende e si ripiglia ogni volta
che passa di un vortice il parapiglia
di un non voler mai più scrivere.
Il mio scrivere sanguina di parole
mai versate, dette e mai ascoltate."

Fantasie per Valentina.

A me capita spesso di guardare in alto nel cielo. Certe volte di sera quando è buio sono completamente attratto da tutte quelle stelle che brillano lassù. Quando ho un po’ di tempo in più, lo dedico ad osservare di giorno il sole, di sera, ogni tanto, la luna. Ma è solo di notte che riesco a vedere più in là. Di notte se fisso nel buio verso quei puntini luminosi, ho spesso una sensazione misteriosa. Avverto strane attrazioni. Più fisso quelle stelle lontane, più sento di avvicinarmi a loro. E’ strano cosa si prova a guardare l’ignoto. Forse è questo che da sempre stimola ogni uomo. E poi, se è vero che Dio è lassù, ti vien voglia di allungare la mano. Quante volte hai provato anche tu? Hai mai provato a sfiorare una stella? Tu cosa pensi è giusto sognare? Io sono certo di si. Sento che gli amori sono come comete. Quando arrivano, passano in fretta. Non hai il tempo ad esprimere alcun desiderio. Tante volte siamo dettati dalle scelte. Tante volte siamo scelti dalla sorte. Desiderare una vita diversa, da sem…

Tra Sarno e Messina.

Anche oggi non piove.
Questa nostra terra,
fatta spesso soltanto
di speranze.
Pian piano sta cambiando.
Sostituita da granelli
di sabbia sottilissima.
Ogni tanto si lascia andare.
Così accade che
quella mesta siccità,
quasi si riprende
a voler esagerare,
sostituendo quei
granelli di sabbia
con tante altre
inaspettate croci.

Troppo in fretta - Costantino Posa

E' successo tutto troppo in fretta.
La mia casa un tempo era una dolce melodia.
La mia vita un giorno era una immensa gioia.
Il mio cuore un tempo era un battiti d'orchestra.
Poi, arrivò la notte in compagnia del silenzio.
Dopo arrivò la noia a cancellare ogni gioia.
Alla fine arrivò la morte, a placarne ogni istante.

Inascoltato. Costantino Posa

"Di notte qualcuno non dorme,
veglia sui pensieri dormienti.
Parole a volte inascoltate,
sfilano via, mosse da lancette
di ore mai ferme verso un altro tempo,
senza alcun significato.
Verso un'alba fitta, dannata d'inganno
come l'amore inascoltato."

a UNO come TANTI......Costantino Posa

Ho una spina nel mio cuore,
scandisce ogni attimo di lamenti
che si chiedono: Dov’eri tu quando io son nato?
Trattiene un unico stupore alla deriva,
quando nei pensieri serpeggia
la paura di dover scrivere per piacere
e non scrivere dei miei pensieri.
Questo tuo non voler tacere,
ti fa sentire sicuro, grande,
ma se è vero che sei grande
dove sono le parole fiere
che ti hanno fatto diventar grande.
Dove sono quei versi forgiati
dai fremiti di un sentire,
mentre il tuo dire, disegna
soltanto angosce, inganni,
frantumano le icone riflesse
di uno specchio corroso
dall’essere presuntuoso.
Io mi fingo di essere come
un pensiero ancora sospeso
e mi convinco che si vive
anche per un solo momento
e ancora per un solo momento
si ridiventa ancor più grande.

ANCHE AL BUIO - Costantino Posa

"Messaggi regolari, come aveva promesso la mente,
corsero con estrema facilità verso le aspettative,
bruciando sul tempo ogni barriera,
oltre ogni perplessa dimenticanza.
Forse è eccessivo affermare ce l'ho fatta,
mentre il cuore reattivo e veloce
si occupa dei battiti di un altro cuore.
Una scelta felice: Quella di aver cercato

senza essersi mai fermato
quella tempesta di vento dove ci si trova a proprio agio.
In realtà è bastato percorrere l'attimo di uno sguardo
per capire un'intesa e far tua la più dolce possibilità.
E poi. i pensieri non ti lasciano mai,
si leggono bene anche al buio.

SGOMENTO. Costantino Posa

C'è stato un momento in cui
foglie d'inquietudine
hanno bisbigliato perplessità,
sorvolando rovi di mugugni
e di inutili proclami.
Hanno suggerito: " se ami"
non scuotere i pugni,
segui la necessità
di far compagnia
alla tua solitudine.
Non far di tutto
un'unico smaltimento,
non potrà essere sempre così.
L'uso corretto dell'abitudine,
mormora di vento ingannato:
" La vita non è vita se non si è liberi".
L'urlo di chi ci è cascato
si specchia di sangue,
per non aver amato.
Chissà perchè il piacere
di chi ha massacrato
finisce proprio lì,
tra il pianto incredulo
di quel triste prato.

TI INVENTEREI - Costantino Posa

"Ti amerei per sempre, contro il bianco cadere del tempo.
Ti cercherei per sempre, nei cieli, mari e miei pensieri.
Ti sognerei per sempre, se il mio mondo fosse soltanto fatto di sogni.
Ti inventerei per sempre, per assicurarmi di averti accanto.
Mentirei per sempre, per non giustificare ogni tua assenza."

Come cadenti - Costantino Posa

"Le stelle, che forse decoravano
la sommità dei miei pensieri,
in parte perdute o sostituite
dai miei inutili timori,
scendono come cadenti
tra i sogni travolti
e stracciati dai venti.
E' inevitabile, oggi
come nel tempo andato
possono raccontare
della follia
che mi ha guidato."

” I miei tempi lontani “ .

Da ragazzino altro sport preferito, se così possiamo chiamarlo, era quello di effettuare, ogni tanto, una vera battaglia con spade e scudi di legno. Prendendo spunto dai film in auge in quel periodo, con grossa meticolosità, preparavamo l’arsenale e poi formati i due schieramenti si dava vita agli scontri. Teatro di battaglia era una piccola collinetta. I romani in alto sulla collina e gli altri, guerrieri barbari all’assalto, alla conquista di Roma. La sera si tornava a casa bastonati di brutto, lividi dappertutto, mani sanguinanti e in alcuni casi, improvvisati cerotti in testa, ma almeno Roma era salva.

La mia Roma.

Tanto attesa, Roma città eterna col viso a terra
sui ciotoli dell'appia antica.
I fori romani, quelli miei dei pantaloni
dopo un volo in picchiata.
Bella Roma, tanto desiderata,
tanto amata e con la pioggia tanto odiata.
Mai tranquilla, mai caotica, soltanto mai visitata.
Ci mancava la tripla, quella di via urbano,
cercata e ricercata invano.
E poi, quella voce di un terzo mondo,
la manderei fuori dal mappamondo.
Là a spalare il vento e fumo
assieme ai suoi inutili dormienti.

LE STAGIONI - Costantino Posa

Quattro stagioni, quattro grandi ragioni,
erano già tutte ormai passate.
Invano l'alta velocità dei desideri,
quella che ti fa sorvolare in su.
Incapace di condurre una vita grama,
verso altre stagioni, altri momenti,
altri aghi di eventi pungenti.
Sfruttando ogni lampo di passioni,
inseguendo un urlo di esiliando,
scoprendo che non hai
altri pensieri infarciti
di punti esclamativi,
se non quelli rimasti di scorci
e fieri interrogativi.
Come possiamo chiamare il tempo?
se non il volare di gioie
e dolori di ogni momento.
Come possiamo chiamare amore?
se non voci di donne, di uomo,
di lacrime di ogni tormento.

MAGICA - Costantino Posa

Quegli incontri di risvegli,
un pò spaventati
di quando passava le notti
ad annusare il silenzio.
La sua forza è la scrittura.
la poesia che rende possibile,
va dritta al cuore.
Alle tragiche vicende
che il male può causare
e alla passione per la vita.
lo sguardo verso il cielo
a scrutare il senso.
Ad ascoltare il vento.
A pensare agli estremi,
agli opposti e ai sentimenti.
Al gelo e al caldo torrido
delle parole che fanno male.
A salutare gli addii,
ad abbracciare i ritorni,
senza sprechi e tormenti.
tutto questo è possibile,
va dritto al cuore.
La sua forza è la poesia.

MAI DOMO - Costantino Posa

"Mare colmo di cielo
Di un cuore mai stanco,
quanto somigli
alla voglia di andare
dietro i fruscii di un tempo.
Inseguendo emozioni
e memorie strappate.
Là dove tra onde di vento
non cerchi di far tuo
l’acre ombra di un addio.
Mai domo, mai vinto,
ti lasci indicare la via
senza perdere mai
il senso della fiducia,
ma sicuro, deciso
fissando la scia rapida
di un nero orizzonte
che sembra sfuggir via
tra i mattutini di un ieri
e gli increduli pensieri
di un giorno segnato
di un cocente abbandono.
Quante volte ti chiedi, perché?
Ora che la vaghezza di un fato
suggerisce non c’è.
Il tuo cuore, mai domo,
continua a cercare."