venerdì 6 aprile 2018

L'unico gestoAmore
L'unico gestoLa verità tante volte si scioglie
come neve antica e desueta.
Forse è inevitabile che sia così.
Sono lembi dispersi di un sentimento
che non aveva voce, ma uno strido in declino.
Prima... ogni gesto era un rituale.
Oggi l'unico gesto che ti segue
è un bacio soffiato sulle dita del tempo.

martedì 27 marzo 2018

Almeno quando?

Il tempo che ho passato a cercarti
è nulla rispetto a tutto ciò che mi hai dato.
I sassi che ho preso
seguendo i tuoi passi
sono petali di rose se penso
ai baci che tu mi hai dato.
Le ore che ho trascorso
ad accarezzare il vento e la tua pelle
sono pagine di seta.
Ora che sei scappata via
dimmi ancora una volta.
Dimmi almeno quando e dove
possiamo incontrarci per caso.

venerdì 2 marzo 2018

CIO' CHE RESTA DI TE


CIO’ CHE RESTA DI TE.

Cosa resterà di te quando il tempo
diventerà più veloce del vento.
Cosa resterà del manto bianco
dell'ultimo inverno
quando arriverà il tempo
delle rondini silenziose
che volano via.
Cosa resterà del gelo
e dei brividi lungo la schiena
quando il respiro
diventerà l'ultimo respiro.
Oggi il tempo è grigio,
ma l'aurora è lì
oltre le nubi del silenzio.
L'aurora è come un piccolo delfino,
chiude gli occhi,
ma poi si sveglia e torna su
ad illuminare di te il tempo.
Cosa resterà del respiro!
quando diventerà l'ultimo respiro.
delle rondini silenziose
che volano via.

mercoledì 28 febbraio 2018

NEANCHE A DIRLO


Non posso negarlo
in fondo al cuore
c’è solo un nome:
il tuo.
Avvolto di un velo
che sa di intenso profumo
e colore.
Se vivere è stato
semplicemente vivere
è merito del tuo respiro
e la pelle sa il perchè
del mio chiudere ogni tanto
gli occhi al cielo.
La tua voce come un vento
che accarezza il tempo
dei sentimenti
e i fiori
in un prato verde
sono il tuo essere
sempre presente.
Porterò con me anche
l’autunno
delle tue malinconie.

VOGLIA DI LIBERTA'


Svegliarsi al mattino, quando un primo raggio di sole facendosi largo tra le fessure di una persiana, accarezza dolcemente il tuo viso ormai non più giovanissimo. Non c’è più bisogno del suono di una sveglia. Non è più necessario timbrare un cartellino. Il tuo contributo alla società ormai è compiuto. Quaranta anni di lavoro, contribuzioni e detrazioni sono sufficienti a permetterti di gustare appieno gli ultimi rintocchi del tuo tempo. Quante corse, quanti affanni. L’impegno di ogni uomo è necessario a far sì che la catena lunghissima dell’umanità non abbia fine. Quanti si sono persi lungo il cammino! Quanto è difficile organizzare il futuro per chi viene dopo! Comunque l’importante  è che ci si rende conto di aver fatto la giusta parte. Ora è tempo di utilizzare le proprie capacità a soddisfare quelle tante attitudini tenute nascoste dal continuo impegno quotidiano. Tutto comincia di già al risveglio. Non più programmato, ma libero. Ogni mattino un orario diverso. Ogni mattino un ritmo diverso. Ogni mattino poter scegliere cosa fare per te, per chi ti sta accanto, per la famiglia ed anche per gli altri. La voglia di libertà nasce esclusivamente dalla necessità di staccarsi da vincoli programmati e utilizzati per tanto tempo. Quello strano meccanismo, necessario per la riuscita e crescita di una intera comunità, ma che poi inevitabilmente toglie ad ognuno di noi gran parte del tempo disponibile. Sedersi a tavola per una colazione in compagnia della propria donna. Non più in piedi davanti ad un freddo bancone di un bar. Guardare la tua compagna negli occhi e scambiare a voce i propri dolori, le proprie gioie. Trasmettere tenerezza e organizzare, finalmente insieme, l’andare della giornata. Non fa niente se poi ti accorgi che hai poco a disposizione e che in fondo spesso c’è da fare più di prima. Ciò che conta è poter decidere come muoversi. Poter organizzare gli eventi, ottimizzando i tempi ed il proprio intervento. Poi basta anche affacciarsi al balcone con il sole di fronte e accorgersi che laggiù sbocciano le rose, che il tuo gattino invano cerca di afferrare le leggerissime farfalle. Tirare un forte respiro e sentire dentro il tepore della stagione appena cominciata, mentre ti avvolge il primo profumo di rosmarino e salvia da quel angolo del giardino. C’è tanto da fare, la natura si risveglia ed è necessario intervenire a rimodellare quel tuo angolo naturale. Poi, suggerire alla tua compagna un’alternativa alla giornata, facendo finta di essere tu a decidere, mentre utilizzi le sue aspirazioni, portandola a ritrovarsi, facendole capire che tu le sei sempre stato accanto.

lunedì 19 febbraio 2018

AD UNA MAMMA CHE VA. (29/03/2012) Costantino Posa


Cosa è mancato per farti sorridere? 
Soltanto un sorriso negli occhi di chi ha condiviso. 
Non sono i giorni che mancheranno a farti soffrire, 
ma soltanto le nuche di chi si è girato, 
non ha capito ed è scappato. 
Come il candido manto bianco della neve, 
così ti copre di un ultimo cotone bianco 
del tempo che resta lieve. 
Anche le parole chiare che mancano, 
dicono: Io sono felice, perché ti ho reso ieri felice. 
Come oggi e come domani quando contenta 
lascerai per sempre quelle mie mani.

venerdì 16 febbraio 2018

SEI NEL VENTO CHE VIBRA LASSU'.


Non avvicinarti al mio tempo
con gli occhi pieni di vento.
Io sono come mille lampi
che non dormono.
Squarciano il cielo col grigio delle nubi.
Io sono come ieri un cuore che batte
con tanto rispetto.
Io sono tra le spighe di grano,
quella che non si piega mai.
Io sono come il cinguettio
di uccelli al mattino,
che ti svegliano
col sorriso sulle labbra.
Io sono universo incompleto,
ma con tante stelle
che brillano in silenzio.
Non avvicinarti al mio tempo,
se non ne hai voglia,
potrei non esserci.
Io sono come il vento
che va, da sempre, in cerca.

L'unico gesto Amore La verità tante volte si scioglie come neve antica e desueta. Forse è inevitabile che sia così. Sono lembi disper...