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PORTIERE DI NOTTE

Fragile come una foglia arida.
Immobile come. i pali a fianco.
Inutile
Come il tempo inesistente.
Si sa, ci sono prati verdi
e tanti altri solo sintetici.
Le immagini
si possono cambiare, ma
il vento, quello giusto
è quello che ti fa decidere
dove c'è il cuore.
Dove ti porta il cuore.
Le bandiere e gli ideali
sono cellule vitali.
L'eterno vitalizio
fa parte del sistema.
Se poi ti passa sotto il piede,
forse sei un po' così.
Mi sa che c'è di meglio.
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POESIA PER UNA NONNA...1977

Ti ho vista un giorno ridere,
mentre perdevi una lacrima.
Ho sentito la tua felicità di quel momento.
Ho visto una luce di serenità
nei tuoi occhi chiari.
Ho sfiorato col pensiero il tuo cuore.
Ho sfiorato col cuore il tuo pensiero.
Ti ho vista partire.
Ho pregato per te, ora non ci sei più.
Ciao...rimani nel mio cuore.

LE AURORE TRA I VENTI.

Ogni anno che passa diventi sempre più bella. Come il tuo nome tra la brina del mattino. Ogni anno che passa la tua voce come la luce di una stella. Ogni anno che passa i tuoi capelli come le onde di un mare che non sa ancora dove andare. Ogni anno che passa i tuoi occhi brillano senza limiti e barriere. Sanno inseguire le luci del tramonto fino al sorgere del sole. Ogni anno che passa sempre più alta, dallo sguardo fiero e dai pensieri risvolti sinceri in un profumo di fieno. Ogni anno che passa ti guardo e rivedo il primo momento fatto di luci e aurore.
Riflessi di un mare diverso.

LINGUAGGIO D'AMORE.

Si comprendo
come è giusto non prendere
tutto per scontato.
Quel linguaggio
in un corpo dimenticato
va continuamente rinnovato.
L'intimità non può farci paura.
Può solo sorprenderci
e quel corpo che cambia
sa che non potrà mai essere
come prima.
Meno intenso e convolgente.
Alcune cose cambiano,
si trasformano.
Altre si affinano
evitano la monotonia
e cercano,
come fosse la prima volta
il battito del cuore.
Senza di quello

LUNA NERA.

È un grido accorato tra mille domande che non hanno mai avuto risposte ordinate. A tratti soffocato da mille silenzi che non si sono mai fermati. Una luna un po’ strana. Vestita di buio come fosse uscita da una tana. Chiedimi perché ogni tanto guardo il cielo. Potrei anche risponderti. Potrei dirti che li vedo i miei giorni che vanno uno dietro l’altro. Come un treno che va. Potrei anche cercare di fermarlo, ma mi rendo conto che questo, in fondo non potrà mai essere possibile. Il tempo non si può fermare e non si potrà mai avere una eclissi di luna se lei è di per se
già nera.

UN GIORNO DI NOVEMBRE.

E’ difficile non pensare a quel che accade oggi. La mia mamma tutta bianca e il mio papà in nero. Sono ceri sull’altare, mentre i cuori non rallentano. Io sono contenta, li ho visti ormai sposati e i loro cuori dai battiti silenti non lasciano intravedere la forte emozione che pian-piano sale su. E’ difficile immaginare un futuro tutta sola. Loro sono i miei, lei tutta bella, come una sposa è la mia mamma. Lui, così brillante, insegue la pancetta, per me è un supereroe, il mio buon papà. E poi ci sono loro, i miei nonni. Come fari, per me che sono piccola m’insegnano a sorridere. Mi sa che il 19 è un giorno molto speciale. Lei è una sposa, somiglia alla mia mamma
e accanto c’è nel nero, l’ombra di papà.

MEDITAZIONE INTENSA.

Le lunghe attese, chiare come sono le lancette del tempo. I volti a tratti consumati parlano dei venti inarrestabili che hanno strappato gli abiti, petali delle stagioni e delle incongruenze che hanno fissato nudi ogni attimo, senza mai girarsi accanto. Forse poteva essere diverso, ma ciò che resta è sempre meno
di tutto ciò che si è perso.